Diario di bordo
In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 21, 2008 4:56 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 luglio 2008, www.tempi.it

Il teologo Vito Mancuso, molto amato non solo dal Foglio, dove scrive cose molto interessanti, sostiene che la forza costituisca il massimo interesse degli uomini e il vero principio che muove la loro storia. In questa convinzione ha dato pochi giorni fa un formidabile assist alla visione dell’uomo e della storia del Friedrich Nietzsche de L’Anticristo, associandosi al filosofo tedesco nell’invitare la Chiesa a parlare della forza, che veramente interessa agli uomini, invece di attardarsi nel riproporre testi e scritture polverose. Il che fa già venire un po’ i brividi: i Vangeli saranno tra quelle?
Mancuso ha citato come riconoscimento della forza anche l’attenta accoglienza riservata a Bush da Benedetto XVI, ben consapevole, sottolinea il teologo, di tutti i morti provocati dalla guerra in Iraq. Par di capire, dunque, che di un gesto di resa al principio della forza si sia trattato (in quello come in altri episodi politici ricordati da Mancuso), a conferma dell’irriducibile potenza della forza, alla quale tutti, Papa compreso, devono piegarsi. A meno di raccontare menzogne, quelle appunto di cui parla Nietzsche. (more…)

Padre, Il buon Selvatico (da Tempi)July 11, 2008 5:28 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 10 luglio 2008, www.tempi.it

Vorrei proporre a me stesso, e ai lettori, di andare in vacanza dai pregiudizi, dalle idee che abbiamo costituito sugli altri e sulle loro opinioni, e che dirigono i nostri comportamenti in modo automatico. Non è una proposta relativista: è solo perché, se non li ascoltiamo con la curiosità e l’innocenza di un bambino, non riusciamo a sentire cosa gli altri ci dicono.
Un esempio di vita quotidiana, per farmi capire. Qualche giorno fa incontro un gruppo di medici, che avevano voluto scambiare le mie opinioni ed esperienze di psicoterapeuta con le loro di cura del corpo. Persone interessate, sicuramente aperte, con una visione della vita, credo, non molto diversa dalla mia (molti anche lettori di questo giornale). Infatti scambio ricco e, mi è sembrato, appassionato. Non senza curiosi inciampi. (more…)

Psiche e società, Consumo, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 3, 2008 7:29 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 3 luglio 2008, www.tempi.it

Ci scrive una lettrice: «Di dipendenze da internet ce ne sono di tanti tipi, io vivo quella da eccesso di ricerca di informazioni. Non mi interessano i videogiochi, chat o altro. Ma di fronte a questo contenitore infinito di dati e notizie di ogni genere continuamente cerco, guardo, studio tutto quello che posso, tutto quello che non so – un universo di cose! Ho l’ansia di non sapere, di dover rincorrere qualcosa, non so bene che cosa, ma ho paura che mi scappi».
La lettrice ha naturalmente alcune ragioni biografiche che l’aiutano in questa direzione. Racconta: «Mi piace molto leggere; non ho potuto studiare granché e questo mi pesa; faccio un lavoro solitario al computer per otto ore di fila», e così via. La trappola in cui è caduta, però, non ha origini esclusivamente (forse neppure prevalentemente), personali.
Ci sono persone estremamente erudite che hanno la stessa dipendenza, e altre cui non capita niente del genere. Si tratta piuttosto, come dimostra la sua vastissima diffusione, di una patologia che ha origine nel modello di cultura proposto dalla coscienza collettiva, col quale tutti, in un modo o nell’altro, ci troviamo a doverci confrontare. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)June 28, 2008 3:52 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 26 giugno 2008, www.tempi.it

Sorprendente, nella bocciatura irlandese dell’Europa, è stata la reazione dei politici e dirigenti europei. Si è andati dal «chi non è contento se ne vada» al «che vergogna sputare nel piatto in cui si mangia». Il massimo di autocritica è venuto dai pochi che hanno pensato a un errore di comunicazione. Eppure più volte gli europei hanno bocciato le “carte” dei politici: l’Irlanda nel 2001 il Trattato di Nizza, nel 2005 Francia e Olanda la nuova costituzione, e adesso l’Irlanda quella di Lisbona, l’ultimo “trattato” costituzionale Ue.
Bisogna essere davvero molto testardi e arroganti nei confronti del “popolo bue” per non accorgersi che forse c’è qualcosa che non va nel modo di concepire l’Europa da parte del personale politico europeo. Hanno anche una strana idea di democrazia, questi politici e tecnocrati che quando il popolo dice loro che stanno sbagliando pensano che è il popolo ad essere scemo. (more…)

Scuola, Educazione, Consumo, Il buon Selvatico (da Tempi)June 20, 2008 6:45 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 19 giugno 2008, www.tempi.it

I pazienti operati per far soldi (comunque vada a finire l’inchiesta: ce n’è abbastanza, e purtroppo non solo nella clinica Santa Rita di Milano) o il rumeno bruciato dalla coppia in affari per incassare l’assicurazione fanno parte, prima e più del discorso sugli esami di riparazione, dell’emergenza educativa. Innanzitutto perché sono la prova della sua esistenza.
Persone che uccidono, o trattano la salute altrui dando la priorità al proprio interesse senza curarsi del danno per l’altro, sono il risultato di un completo fallimento educativo. L’altro non c’è, se non come strumento di affermazione personale. Il sentimento, il cuore, è stato distaccato dalle esperienze più elementari: la pietà, il rispetto umano, la percezione del dolore altrui. L’emozione, come in altri tragici casi che hanno recentemente riguardato protagonisti della cura, è suscitata dal comprarsi una grossa automobile più che dall’aiutare un altro essere umano a uscire dai guai. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Giovani, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi), CannabisJune 14, 2008 7:13 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 12 giugno 2008, www.tempi.it

Nel malessere giovanile colpisce il crescente disagio delle ragazze. I ragazzi sono più abituati al male, alla sofferenza. Ferdinando Camon (e anch’io) lo ritiene un tratto tipico del maschile, e ricorda che non a caso in francese male (mal), e maschio (mâle), si pronunciano allo stesso modo.
I “teddy boys” fanno parte dell’iconografia dei guai dei giovani maschi: ci sono sempre stati, e gli angeli hanno sempre dovuto darsi molto daffare per salvare i ragazzi da quel tipo di situazioni. Il “branco” al femminile è più nuovo, e fa più impressione. Così come il tasso di incremento nel consumo di ogni droga da parte delle donne, oggi più alto che fra gli uomini; e come il fatto che, proporzionalmente, siano più le ragazze che bevono fino a star male rispetto ai maschi, che smettono prima. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Il buon Selvatico (da Tempi)June 5, 2008 7:24 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 5 giugno 2008, www.tempi.it

Una giornata di metà maggio, a Teolo, nei Colli Euganei. In piazza Mercato, si sta per concludere la Festa dello Sport, cui ha partecipato tutto il paese, in testa i giovani delle scuole. Prima di dare la benedizione al paese e ai suoi giovani atleti, il parroco, don Claudio Savoldo, inizia a dire: «Padre nostro…». La preside dell’Istituto comprensivo di Teolo insorge: «I ragazzi non devono pregare, non mettetemi in difficoltà». Il silenzio gela l’atmosfera di festa, si alzano sguardi perplessi, arrabbiati. La preside forse si rende conto di non poter zittire la preghiera corale di un intero paese e, seccata, aggiunge: «Se volete fatelo voi». I ragazzi, e tutto il paese, continuano, e la preghiera si compie.
In questo episodio, che ha trasformato la consegna di due motopompe e un pulmino (conclusione della festa) in un caso politico, con interrogazioni in Consiglio comunale e costernazione dei cittadini, ci sono molti dei guai dell’Italia di oggi. Innanzitutto la crisi della scuola italiana, perfettamente riassunta nel grido della preside: «I ragazzi non devono pregare». (more…)

Giovani, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)May 29, 2008 5:25 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 29 maggio 2008, www.tempi.it

Di cosa è fatto questo essere “vecchi dentro”, come ha detto Benedetto XVI a Genova, che consuma prematuramente e progressivamente spegne la vita di molti giovani di oggi? Cos’è questa tendenza a farsi “parassiti”, come li ha definiti il parroco di Niscemi, con una parola in realtà molto precisa e pregnante?
Dal punto di vista dell’esistenza profonda, si tratta certo, come ha precisato il Papa Benedetto, del mancato incontro con Gesù. Se non vedi la via, la verità, la vita, questa avvizzisce e si spegne. Tuttavia, anche in fasi storiche meno materialistiche di quelle che stiamo vivendo, l’incontro con Dio è per un giovane sì sempre alle porte, ma anche una grazia spesso rinviata, a volte respinta da una serie di richiami “del mondo”, che ti prende, ti distrae, ti alletta e alla fine ti delude e ti svuota. Prima di svuotarti, però, c’è spesso stata una “pienezza” giovanile, sempre parziale, a volte scellerata o pazza, come nella vita e nell’opera di Rimbaud, che però illustrava anche potentemente la bellezza della vita, e la ricerca del suo senso. Perché invece oggi la scelleratezza giovanile è così stanca, mortifera, priva di energia, vecchia? “Parassitaria”, come dice l’acuto parroco? (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 22, 2008 8:03 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 22 maggio 2008, www.tempi.it

La menzogna dello Stato prepara la barbarie di domani. L’indifferenza e superficialità verso l’immigrazione, spacciata dallo Stato italiano per accoglienza e apertura, ha creato l’habitat ottimale per i raid anti immigrati di questi giorni a Ponticelli (Napoli), che domani potrebbero moltiplicarsi altrove. Far finta di niente e non proporre regole, da parte di chi ha per funzione l’attenzione e l’offerta di norme, come appunto lo Stato (o i genitori), tradisce la propria ragione di essere e abbandona gli altri che gli sono affidati.
Nella vicenda dell’immigrazione, il non dare regole e il non applicarle ha tradito sia i cittadini dello Stato sia i migranti che vi si sono installati, al di fuori di norme, possibilità di vita e servizi adeguati alla loro sopravvivenza e convivenza con i cittadini residenti. (more…)

Padre, Divorzio, Uomini, Il buon Selvatico (da Tempi)May 15, 2008 5:27 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 maggio 2008, www.tempi.it

Una lettera come troppe altre, con conclusione diversa. «Quando scopri che il coniuge ti tradisce: dolore, umiliazione, paura per la famiglia. Le chiedi: “Ma cosa stai facendo?”, e senti rispondere: “Chi, io? Niente, perché?”. Nega tutto. Metti il telefono sotto controllo: è tutto vero, e anche peggio. Discussioni, litigi, ho subìto quattro aggressioni con il coltello, lei ha persino minacciato di gettare dal sesto piano la mia bambina. Le ho detto: “Per il bene dei figli, vattene!”. E sono finito in carcere con l’accusa di abusi sessuali su mia figlia di 9 anni e altre di violenza e maltrattamenti. Il quinto giorno in prigione un giudice mi dice: “Lei abusa della sua figlia minore”. Io, guardandolo negli occhi, dico: “Perché sono qui?”, e il giudice: “Perché lei abusa di sua figlia minore”. Scoppio in singhiozzi, non capivo le domande del giudice, non ricordo cosa ho risposto, ma alla fine dell’interrogatorio il giudice ha detto: “Rimandatelo a casa questo qui”. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 8, 2008 7:49 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 8 maggio 2008, www.tempi.it

Molto è cambiato, nella geografia politica italiana, nelle ultime tre settimane. Il popolo degli elettori non poteva essere più chiaro: sul fatto che vuole un netto cambiamento, e in che direzione lo vuole. Anche le foto dei politici sono di un’eloquenza disarmante: nei volti finalmente radiosi e allegri dei vincitori, e in quelli spaventati e confusi dei vinti.
È triste che qualcuno soffra, ma è certamente un bene che dalle facce si capisca ciò che sta accadendo. Non sono mai stato un ammiratore delle imperscrutabili facce democristiane, che hanno inquietato la mia infanzia e adolescenza. Le ritenevo un furto di informazioni. Le facce devono dire, comunicare ciò che sta accadendo. Adesso finalmente lo fanno. Tanta salute in più per tutti, a cominciare dal sistema politico. (more…)

Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 1, 2008 7:34 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 maggio 2008, www.tempi.it

Ormai i dati sono fin troppi. Il modello della donna cattiva e vincente, della “Uoma”, come la chiamava un settimanale femminile italiano nei propri manifesti pubblicitari alla ricerca di uno sperato (ma mancato) rilancio, della donna-Ego, che calpesta il mondo pur di affermare se stessa, si è rivelato per le donne una straordinaria fregatura. Molte hanno ormai fatto tutto quello che il sistema culturale ha loro proposto: messo se stesse al primo posto rispetto a tutti gli altri, limitato le proprie disponibilità sentimentali, rimandato nell’avere bambini, abortito quando sembrava opportuno.
Ora si ritrovano, in tutto l’Occidente, spesso sole e infelici, a volte i bambini non arrivano più, o loro non ce la fanno più ad averli, gli uomini sono stati allontanati, ma non ne vengono altri, la solitudine morde, cattiva, e buona parte della vita è passata. La carriera a volte è arrivata, ma nel suo tipico modo: viene e poi se ne va, ti lascia ancora prima che tu possa farne veramente qualcosa, come del resto capita, da sempre, alla gran parte degli uomini. (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoApril 24, 2008 4:36 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 24 aprile 2008, www.tempi.it

A guardarlo dalla selva, luogo dove si bada alla natura e alle sue leggi, e dove appunto risiede (almeno in spirito) il buon selvatico, il Parlamento uscito dalle ultime elezioni apre alla speranza. Innanzitutto perché non ci sono più gli “ismi”. È il primo Parlamento italiano dal quale scompaiono, contemporaneamente, i vari partiti comunisti, il partito socialista, il partito radicale e il partito liberale. La cosa è stata variamente deplorata: liquidazione della storia, barbarie in arrivo e così via. Ma è veramente così?
Non ho i riferimenti sottomano, ma i morti provocati dal socialismo reale e dalla fede nel comunismo, nel mondo, sono stati decine di milioni, ampiamente documentati. Anche il liberalismo e il radicalismo selvaggio non sono indenni da responsabilità. Ad esempio i cinque milioni di bambini soppressi prima della nascita in Italia negli ultimi trent’anni, perché la parte di “assistenza alla maternità” della legge sull’aborto non è mai stata realizzata, possono ringraziare (anche) un’interpretazione letterale del liberalismo, che ritiene che ognuno è libero di fare ciò che vuole. E quindi se la richiesta di viaggi alle Maldive è maggiore di quella di assistenza alla maternità, meglio incentivare i primi che realizzare la seconda. (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)April 19, 2008 12:54 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 aprile 2008, www.tempi.it

Il delirio si riconosce perché appare prosciugato di contenuti affettivi e relazionali. Chi delira teme la ricchezza della vita nelle sue manifestazioni affettive, istintive e simboliche, e tende a rifugiarsi in sistemi astratti. Per distanziarsi da quello che Nietzsche (che di deliri se ne intendeva perché ogni tanto vi precipitava) chiamava appunto il lato “troppo umano” dell’umano.
Passione prediletta del delirante è il potere, e la sua sorella potenza. Infatti il terrore del folle, come dimostra la storia del nazismo, è che gli altri vogliano prendere il potere su di lui; e il suo sogno, a volte inconscio, a volte invece dichiarato e “logicamente” teorizzato, è quello di prendere il potere sugli altri. È sulla misura nel gestire il potere che si distingue la politica saggia da quella attraversata da elementi deliranti.
Quando la sinistra, con una maggioranza dello zero-virgola-qualcosa per cento, si prese governo, presidenze delle camere e presidenza della Repubblica, la diagnosi sull’equilibrio psichico del governo Prodi e della sua maggioranza era già scritta, ed era facile prevedere come sarebbe finita. (more…)

Padre, Famiglia, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoApril 3, 2008 8:15 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 3 aprile 2008, www.tempi.it

L’aborto non decreta solo la fine del bambino che è stato concepito e sta già vivendo. Stabilisce anche la fine di un’altra vita, che spesso decide l’aborto proprio per proteggere la propria esistenza: quella della coppia. La scelta di abortire è il sigillo forse più significativo e impressionante di quella “crisi del dono” che caratterizza la coppia tardomoderna e l’“individuo”, entità cui il nostro tempo è massimamente devoto. Il rifiuto del dono della vita a un essere umano cui già abbiamo dato origine, nella ricerca del piacere personale, è infatti la più forte delle negazioni del dono di sé, e se non viene portato alla coscienza nel suo vero significato (come appunto la cultura abortista impedisce di fare) è destinato a segnare profondamente la capacità di dare, e di darsi, della persona e della coppia che lo pratica.
Negare il dono di una vita già data fonda inesorabilmente il rifiuto di tanti altri successivi doni, che sono alla base delle relazioni con l’altro, e con gli altri in generale.
Non si tratta, tuttavia, di una vicenda unicamente psicologica, né tanto meno sociologica. Si tratta di una vicenda metafisica. La capacità di donarsi all’altro, infatti, viene all’uomo dal riconoscimento della sua natura di creatura a cui il Padre ha donato la vita, nella forma umana. (more…)

Padre, Uomini, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 27, 2008 6:22 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 27 marzo 2008, www.tempi.it

Una mail ricevuta la settimana scorsa: «Tutti attorno a noi a dirci: tua moglie è esaurita, e poi avete grosse difficoltà economiche. L’aiuto offerto? Un solo coro: ABORTO! Nessuno guardò nel mio viso se fossi d’accordo. Il mio silenzio, il non reagire fu la condanna. Padri, reagite aderendo al documento per il padre. Angelo aderisce». Segue cognome e indirizzo.
Il Documento per il padre l’ho scritto nel dicembre 2001. Sottoscritto subito dai professori Stefano Zecchi, Giuseppe Sermonti, Claudio Bonvecchio, Giulio Maria Chiodi e da tanti altri, chiedeva un rinnovamento culturale capace di riconoscere il valore della figura paterna nella società, e di rivalutarne il ruolo nella vicenda riproduttiva, ridotto al silenzio dalla legge 194. Da allora cittadini di ogni categoria e professione, uomini e donne, si collegano ogni giorno alla pagina www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm per mandare adesioni come questa, spesso anche più strazianti. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 20, 2008 7:03 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 20 marzo 2008, www.tempi.it

L’aborto non è solo l’uccisione, fisica, del bambino che è stato concepito. E’ anche l’uccisone, simbolica, del padre. Egli infatti, dice la legge, non ha diritto di parola sul destino dell’essere umano che ha generato.
Ci sono stati casi, abbastanza strazianti, giunti alle cronache, nei quali i padri hanno cercato di far sentire la loro voce, hanno provato a parlare ai media, a scrivere al Presidente della Repubblica. Hanno detto che erano pronti a risarcire la madre per eventuali “danni biologici” (smagliature, depressioni post partum), per la mancata carriera, purché il bimbo nascesse. Non c’è stato nulla da fare.
Come dice lo slogan femminista: l’utero è mio, e lo gestisco io. E quindi, anche il bambino che ci sta dentro, è mio, cioè suo, della madre. La legislazione abortista ha quindi inaugurato la proprietà della madre sul figlio, ed espulso il padre da una presenza dotata di senso nella procreazione. (more…)

Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 13, 2008 6:40 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 13 marzo 2008, www.tempi.it

Il più radicale tra i modi di fare del male ai bambini, quello di Erode, è, certo, ucciderli nel ventre della madre. Il clima mortifero che accompagna l’aborto ne genera però altri, destinati ad avvelenare la vita ai bimbi che riescono a nascere. A quei “sopravvissuti” di cui abbiamo parlato nel nostro ultimo incontro.
Abbiamo detto che il “bambino prescelto” e “desiderato” rimanda al suo infelice “doppio”, il bambino soppresso perché indesiderato e/o inadatto, e che più che accolto come altro da sé è vissuto (in parte) come un oggetto di proprietà, un personaggio selezionato, che “servirà”: alla madre, al padre, alla società. La sua vita si svolgerà nell’universo (tendenzialmente totalitario) dell’utile, dell’“adatto a”, non in quello, specificatamente cristiano, della libertà. Per questo oggi prevale il narcisismo: l’individuo cerca incessantemente la prova che qualcuno lo ami come è, non per ciò a cui potrebbe servire e per cui teme inconsciamente di essere stato selezionato.
I milioni di bambini legalmente abortiti pesano come un macigno sull’inconscio collettivo dei sopravvissuti: perché mi hanno lasciato nascere? A cosa mi dovrò prestare per essere stato graziato? (more…)

Giovani, Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 8, 2008 2:51 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 6 marzo 2008, www.tempi.it

L’aborto non è solo il più preciso indicatore della vitalità, o delle tendenze mortifere, di una società, come abbiamo visto la scorsa settimana. E’ anche l’indicatore della salute mentale dei suoi componenti.
La società che legittima ed utilizza l’aborto ha due caratteristiche precise. La prima è l’onnipotenza: la fantasia di potere sulla vita e sulla morte. L’altra, poiché l’onnipotenza nell’uomo non può essere che immaginaria, è quel profondo senso di insicurezza che si impadronisce di chi si è illuso di possederla.
Il terreno su cui si gioca la difficile partita dell’equilibrio umano è quello oggi prediletto dai moderni deliri tecnoscientifici, e dai sistemi totalitari che li hanno coccolati fin dall’inizio per i sogni di potere che essi lasciano immaginare: il campo della nascita, e della morte. E’ lì che si legittimano, ed utilizzano, appunto le pratiche dell’aborto e dell’eutanasia, come strumenti di un potere sulla vita, che dischiude fantasie di immortalità. Sono i punti estremi di quel “biopotere”, o potere sulla vita, nel quale il filosofo Michel Foucault aveva individuato una delle caratteristiche della modernità. (more…)

Famiglia, Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoFebruary 28, 2008 8:16 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 28 febbraio 2008, www.tempi.it

Attenzione: in ciò che dirò questa settimana, e fino alle elezioni, c’è un conflitto di interessi. Su proposta del direttore di Tempi, ho infatti deciso di presentarmi per la lista: Per la moratoria contro l’aborto. E da qui alle elezioni continuerò a presentarvi le mie ragioni per questa battaglia.
Cominciamo da qui: perché portare un tema come questo: “smettiamola di uccidere i bambini prima che nascano”, in una campagna elettorale dove si parla di far tornare i conti nelle tasche dei cittadini e dello Stato, di tutela dei diritti, e di sviluppo? Perché non considerarlo appunto un “problema di coscienza”, che ognuno si sistema come crede?
La risposta è semplice: perché in uno Stato maturo (non “emergente”, ma emerso da molto tempo), tutti i problemi politici dipendono dalla vitalità del paese. E la vitalità di un paese dove uccidere i bambini concepiti è considerato un problema di coscienza individuale, che non riguarda tutta la società, la sua capacità e desiderio di svilupparsi, è molto bassa. Come mai? Perché il bambino è la nuova vita, la storia che continua, il mondo di domani. Impedirgli di venire al mondo significa rifiutare lo sviluppo, il domani. (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)February 23, 2008 5:42 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 21 febbraio 2008, www.tempi.it

Ora che il carnevale, ed anche il governo “Prodi horror picture show” sono finiti, e la Quaresima cominciata, spero in una campagna elettorale quaresimale. Spero che, insomma, si possano fare le due cose insieme, seguire la campagna, e vivere la Quaresima. Spero che sia una campagna sufficientemente penitenziale, e riflessiva, da non disturbare il riconoscimento delle colpe, e la meditazione, che ispirano questo periodo dell’anno. Un atteggiamento naturalmente indispensabile in ogni campo della vita umana, per poter cercare di purificarsi, e rinascere nella Pasqua. Ma che è sicuramente più che mai necessario nella politica. Dove, malgrado i danni immensi provocati dalla nostra classe dirigente, scuole dove non si insegna niente, treni che non arrivano, hub di grandi speranze smantellati per manfrine partitiche, delitti costantemente impuniti per concentrarsi su inchieste ridicole, nessuno sembra mai pentirsi di niente, riflettere sui propri sbagli, chiedere scusa. (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)February 15, 2008 5:55 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 14 febbraio 2008, www.tempi.it

È probabile che ci stiano già lavorando sopra i pubblicitari di partito, i pr dei politici, gli specialisti di make-up delle campagne elettorali. Tuttavia è una buona idea, anzi l’unica praticabile: basta con l’odio per l’avversario. Mettiamoci d’accordo per mettere fuori legge gli intolleranti, quelli che organizzano pranzi con preghiera “laica” perché il Nemico venga fulminato da un brutto male, o almeno da un avviso di garanzia.
L’Italia ha perso tempo prezioso e avvelenato energie che avevano bisogno di ben altri alimenti, nutrendole a merendine di odio concentrato. Un metodo che avverso da sempre, per temperamento: ero piccolo durante la guerra, l’ho guardata da vicino, ed è una contemplazione che ti vaccina dall’odio. I soldati (a differenza di molti pacifisti ideologici) non odiano mai, neanche quando sparano, e neppure i bambini che hanno guardato i soldati da vicino amano l’odio. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)February 8, 2008 6:12 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 7 febbraio 2008, www.tempi.it

Edoardo Boncinelli ha fatto sul “Corriere della Sera” della scorsa settimana un’interessante sfuriata contro la religione. Molto di ciò che dice è però smentito dalla semplice osservazione della vita quotidiana. Secondo Boncinelli «la religione rassicura e deresponsabilizza». L’accusa di “deresponsabilizzazione” alla persona religiosa colpisce chi lavora, come me, con la sofferenza delle persone. Boncinelli argomenta: «In tutte le religioni, e soprattutto in quella cattolica che ci riguarda più da vicino, ciascuno si deve comportare bene per far piacere a Dio e non incorrere nella sua ira».
Ma è veramente, e soprattutto, così? La nostra religione è davvero comportarsi in modo da compiacere qualcuno che non vedi mai, perché lo temi? O non piuttosto l’incontro con un divino di cui percepisci l’amore per l’uomo, e che ti compiace e ti accompagna nel tuo cammino? Dio non è quella caritas di cui parla papa Benedetto, e di cui l’uomo fa l’esperienza nei suoi molteplici incontri con Cristo, dall’Eucarestia all’incontro col povero, a quello col bambino, a quello con la persona amata? Di che Dio lontano e terribile parla questo scienziato “laico”, che afferma pre/giudizi assunti come dogmi di una fede non verificata nella realtà dell’esperienza psicologica? (more…)

Giovani, Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)February 1, 2008 7:05 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 31 gennaio 2008, www.tempi.it

Mentre scrivo non so se domani Romano Prodi sarà ancora Presidente del Consiglio. Del resto è un’incertezza che accompagna tutti gli italiani da molti mesi. Finora, “farcela”, “restare”, mettersi al potere nonostante l’appoggio del popolo sovrano fosse minimo fin da subito, e restarci anche quando diventò rapidamente ostilità e avversione, sono stati tratti caratteristici di questo governo.
I commentatori, anche di opposizione, hanno ammirato tanta caparbietà. Nessuno però si è chiesto l’effetto sul Paese di questo “stare fermi”, a dispetto dei santi. Strano, se ci pensate, perché in una democrazia matura le condizioni degli italiani dovrebbero suscitare più attenzione di quelle del Presidente del Consiglio. La nostra, però, non è una democrazia matura. È il centrosinistra, un regime a scenografia simildemocratica, che continua (con l’unica eccezione dei governi Berlusconi, che però hanno rinunciato a incidere sul suo apparato di potere) dal 1960 ad oggi. Come tutti i regimi, dunque, è molto più interessato agli umori, anche minimi, del vertice che alle condizioni del popolo. (more…)

Il buon Selvatico (da Tempi)January 22, 2008 6:25 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 24 gennaio 2008, www.tempi.it

«Se l’ateismo è la religione di Stato, meglio tenersi il cattolicesimo». Questa battuta di Franco Piperno, un comunista, ma non uno stupido, e di sicuro persona di cultura, potrebbe diventare la diga che salva i non cattolici dalla dittatura dell’ignoranza anticattolica violenta, che rischia di inghiottire loro, e con loro tutta l’Italia.
Anche per i cattolici sono tempi di lotta, ma il pericolo è minore. Come ha osservato più volte il Papa, per i cristiani è meglio essere una minoranza vitale che una maggioranza opportunista. Ed è sotto gli occhi di tutti come la sapienza umana e religiosa e l’incisività intellettuale di Benedetto XVI, già maturata e affermata durante il lungo, corroborante regno di Giovanni Paolo II, abbiano restituito ai cattolici una grande presenza e capacità di proposta nella società. Ciò fa di loro, certo, anche dei ben visibili bersagli. (more…)

Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)January 18, 2008 5:49 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 gennaio 2008, www.tempi.it

Triste, e preoccupante, quando il dibattito culturale si muove attraverso le tecniche della violenza, e del sotterfugio. Tuttavia, nel nostro amato (detto senza alcuna ironia, anzi con autentico dolore) Paese, è sempre più spesso così. Ecco la storia.
Tempo fa si presenta dal professore Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione psichiatri cattolici, un uomo, che dichiara di aver bisogno delle sue cure. Cantelmi accetta. Dopo qualche mese escono su Liberazione degli articoli del “paziente” di Cantelmi, che racconta come in Italia esista una rete nascosta di terapeuti cattolici che pretendono di guarire i gay dalla loro omosessualità, malgrado sia stranoto che la stessa non è una patologia. Indignazione dello stesso giornale, del partito di cui è espressione, di Arcigay, ed altri che non ricordo, che, dando voce all’anima liberale che li contraddistingue, chiedono immediati interventi repressivi, in particolare dall’Ordine degli Psicologi, contro Cantelmi e gli altri reprobi che congiurano per convincere i gay ad abbandonare ogni gaiezza. (more…)

Padre, Psiche e società, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)January 11, 2008 5:33 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 10 gennaio 2008, www.tempi.it

Scrivere - mi è più evidente adesso, mentre riprendo questa rubrica dopo l’interruzione di fine anno - è questione delicata. Tu scrivi, le persone leggono, vivono le tue emozioni, le tue simpatie, la tua aggressività, seguono i tuoi ragionamenti: nuove risorse per loro, ma anche potenziali nuove gabbie, e possibili occasioni di nuove sordità (se si convincono, e poi incontrano cose diverse, anche autentiche, magari le ascoltano meno).
Anni fa seppi che avevano trovato il mio “Parsifal” nello zaino di un ragazzo annegato, non si sa se per incidente o volontariamente. Qualche mese fa il figlio di un mio attento lettore si è ucciso: sembra perché da qualche tempo gli impedivano di vedere il padre. Ma è comunque una tragedia che, quanto meno, non ho potuto impedire. (more…)

Il buon Selvatico (da Tempi)December 22, 2007 2:37 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 20 dicembre 2007, www.tempi.it

Ci sarebbero molte cose da commentare. Ma, anche se sono accadute oggi, o domani, sono tutte molto vecchie. Di ieri, ed anche di molto prima. Hanno l’odore cadaverico di ciò che è morto da molto tempo: sono notizie zombie, che camminano per il mondo senza sapere di non avere più nulla di vitale, gossip da camera mortuaria, novità di un tempo finito, che continua per inerzia.
Non riesco a parlare di nulla del genere perché ogni volta, in questo tempo, sono preso dall’assoluto stupore di ciò che sta per accadere, per avvenire tra noi, e dentro di noi. Quel bambino divino, così piccolo, così indifeso, così potente. Silenziosa promessa del Padre. In mezzo a questo frastuono di parole, proclami, certezze garantite per la prossima ora e mezza. Un bimbo che viene dall’eternità, che ci è dato per l’eternità. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)December 14, 2007 6:41 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 dicembre 2007, www.tempi.it

Molti lettori sanno che ho dedicato gran parte degli ultimi 20 anni alla psicologia dell’uomo, al padre come iniziatore alla vita, alla relazione tra il maschio, il dono e il sacrificio di sé, alla sua spinta spirituale. Negando la quale è destinato a sprofondare nel fango, o a perdersi tra gli oggetti, le cose.
Come la metto, allora, con i padri che uccidono mogli e figli, o ne abusano, coi mariti e fidanzati che non sanno donare alle loro donne la libertà che pur loro appartiene, con quelli che minacciano: “Se mi lasci ti uccido”, e poi lo fanno? (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)November 30, 2007 1:15 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 29 novembre 2007, www.tempi.it

Proviamo ad analizzare gli effetti psicologici di un gesto accaduto qualche giorno fa, di cui si parlerà ancora per molto tempo.
Il leader della Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi, che ha lanciato qualche giorno prima una raccolta di firme tra i cittadini per la fine del governo Prodi, si reca, in chiusura di campagna, al banco di piazza San Babila, a Milano. Qui annuncia, nell’ordine: 1) che sono state raccolte otto milioni di firme, con nome cognome e residenza dei relativi cittadini, 2) che la Casa delle Libertà, l’alleanza elettorale e politica da lui fondata, e dove conviveva tra alterne vicende l’opposizione al governo Prodi, è da considerarsi chiusa, 3) che chi lo desidererà potrà aderire a un partito cui Berlusconi stesso darà vita tra breve, e che si chiamerà Partito della libertà, o Popolo della libertà.
Partono subito, naturalmente, le interpretazioni politiche, e personali. Ma cosa succede nell’animo e nella psiche delle persone? Proviamo a capire. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)November 23, 2007 6:07 pm

Claudio Risé, da”Tempi”, 22 novembre 2007, www.tempi.it

A sinistra si discute con preoccupazione della consunzione delle categorie politiche postilluministe: l’idea stessa di destra e sinistra e, soprattutto, lo sbriciolamento degli Stati nazionali. Per inciso, non sarebbe male se anche la Casa delle Libertà desse più spazio a questi temi, tra una barzelletta e uno scorcio di autoreggente. Michele Salvati, che è uomo di sinistra intelligente e informato, in un ampio articolo sul Corriere della Sera ha segnalato lacune e superficialità di diversi libri sul tema, in particolare Destra e sinistra, di Marco Revelli.
Se ho ben capito, il ragionamento di Salvati è questo. È vero che le categorie di destra e sinistra tradizionalmente intese faticano a capire il mondo di oggi, e in particolare la globalizzazione. Il fatto è - argomenta con ragione Salvati - che «la destra e sinistra liberali, e in fondo anche socialiste, hanno sempre faticato ad affrontare problemi che trascendono l’individuo, che sono radicati in un “noi” che precede l’affermazione dei diritti individuali. Un noi nazione, comunità religiosa, etnica, culturale». (more…)

Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)November 16, 2007 8:30 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 novembre 2007, www.tempi.it

Uno dei guai della cultura relativista è la confusione. Con la scomparsa di Dio, dell’idea di verità, e di un ordine simbolico che la esprima, i soggetti si sovrappongono, le categorie si mischiano. Il risultato non è un arricchimento ma, come sempre nella confusione babelica dei linguaggi, la falsità. Anche la crudeltà.
Uno dei casi più correnti di questa confusione è la trasposizione delle categorie cliniche che cercano di spiegare la sofferenza umana ai gruppi, le città, le civiltà. Come, per esempio, straparlare di anoressia attribuendo questo comportamento ad intere città, o culture. Un modo come un altro di diluire la sofferenza della persona anoressica, che non riesce a nutrirsi per un suo personale calvario, con una tendenza collettiva, in cui si intersecano moda, interessi, egoismi, od ottusità, delle masse e dei gruppi. (more…)

Il buon Selvatico (da Tempi)November 9, 2007 5:58 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 8 novembre 2007, www.tempi.it

Secondo il pensiero postmarxista dovremmo preoccuparci della crisi degli Stati nazionali, perché essa mette in pericolo la democrazia. La doppia pressione esercitata sugli “Stati nazione”, figli delle rivoluzioni del Settecento, dalle culture e tradizioni locali, collegate a quelle della globalizzazione, sarebbe sostanzialmente antidemocratica. Così la pensa lo storico di formazione marxista, Eric Hobsbawm, nel suo libro La crisi dello Stato, pubblicato ora in Italia da Rizzoli.
In realtà, tutto il blocco culturale che riconosce le proprie origini nelle “rivoluzioni borghesi” europee del Settecento, protagoniste del processo di secolarizzazione poi realizzatosi nei due secoli successivi, è fortemente preoccupato dal grave indebolimento che ha colpito l’attore politico di questo stesso processo, lo Stato nazionale. (more…)

Scuola, Educazione, Il buon Selvatico (da Tempi)November 2, 2007 8:52 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 novembre 2007, www.tempi.it

Gli intellettuali europei hanno ancora una relazione con la vita, e con ciò che la fa pulsare: il cuore, ciò che in psicologia chiamiamo “la funzione del sentimento”? O lo disprezzano profondamente, in quanto irriducibile a quella caricatura della ragione umana che è l’ideologia, vera padrona di tanta produzione culturale (e quindi politica) di questo continente? Me lo sono richiesto leggendo delle proteste scoppiate quando Nicolas Sarkozy ha proposto alle scuole di Francia di leggere, nell’anniversario della fucilazione, l’ultima lettera di Guy Mocquet, ucciso dagli occupanti tedeschi il 22 ottobre del 1941.
L’avrete già letta, forse. Ma la trascrivo qui, almeno in parte, perché un testo dotato di senso è qualcosa di vivente che occorre ri/incontrare, senza affidarsi a citazioni o ricordi parziali.
«Mia cara madre, fratello mio adorato, padre amatissimo, sto per morire! Quello che vi chiedo, a te in particolare mamma, è di essere coraggiosi. Io lo sono, e voglio esserlo tanto quanto quelli che sono passati prima di me. Certo, avrei preferito vivere. Ma ciò che spero con tutto il mio cuore è che la mia morte serva a qualcosa. (more…)

Giovani, Il buon Selvatico (da Tempi), CannabisOctober 26, 2007 4:49 pm

Vai alla scheda del libroClaudio Risé, da “Tempi”, 25 ottobre 2007, www.tempi.it

Che fare per contrastare l’uso della cannabis, la droga più usata nel mondo, la più frequentemente associata ad atti di violenza e la maggiore responsabile dello sviluppo di patologie psichiatriche alla fine dell’adolescenza e nella prima giovinezza? Il sottoscritto, per aver solo ricordato queste cose, è stato accusato di essere un feroce proibizionista. In realtà, come sa chi mi conosce e legge davvero ciò che scrivo, le proibizioni non mi affascinano.
Certo, tengo conto che nell’America di Bush, più severa di quella del suo predecessore “liberal” Bill Clinton, il consumo di cannabis è calato del 25 per cento, secondo gli ultimi dati. Personalmente, però, penso che in questo risultato abbia contato molto la straordinaria campagna informativa che l’amministrazione Bush ha promosso (d’accordo con grandi istituzioni democratiche, come il New York Times) per far sapere a tutti i danni che - secondo le evidenze raccolte dalle neuroscienze e dalla psichiatria, e confermate dalle statistiche - l’uso della “droga della pace” produce sul cervello e sul corpo umano. (more…)

Padre, Divorzio, Giovani, Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)October 19, 2007 7:54 pm

TempiClaudio Risé, da “Tempi”, 18 ottobre 2007, www.tempi.it

I giovani sono sotto tiro. In Italia è il ministro dell’Economia che - dimenticando che il suo stipendio viene pagato anche da loro e che un governo non può prendersela con un gruppo sociale che non fa nulla di illegale, se non buttando via l’imparzialità per fare proprio un giudizio prevenuto ai limiti del razzismo - li chiama arrogantemente “bamboccioni”. Confermando così l’aggressività di questo governo verso il popolo dei sudditi.
Negli Stati Uniti è uno dei massimi opinion maker del paese, Thomas Friedman del New York Times, ad accusarli di torpore. E a incitarli, figuriamoci, a “tornare nelle piazze”, come usava fare la sua generazione.
In questa animosità dei padri, o dei nonni (come Tommaso Padoa-Schioppa), verso le generazioni venute dopo di loro, ci sono tratti comuni. Uno, evidentissimo nel ministro italiano (da sempre afflitto da un complesso di superiorità verso il resto del mondo), ma presente anche in Friedman che accusa i giovani di passività, è il disprezzo. Non è propriamente qualità da buon padre. Anziché cercare di capire perché i giovani si comportino in un certo modo, il disprezzo chiude subito il discorso. Riaprendone implicitamente un altro, autoritario-esortativo-autocelebrante: fate piuttosto come noi.
Tps dà dei bambocci ai giovani che si attardano in casa. Ma non dedica neppure una parola, né mezzo pensiero, alla ragione principale di questo fenomeno. Che in effetti non è tanto la povertà (cinquant’anni fa, come sanno tutti, ce n’era molta di più ma si metteva su casa lo stesso) quanto piuttosto l’assenza (testimoniata anche da un ministro così), nella società e nelle singole famiglie, della figura del buon padre, quello cioè che, amandoti e stimandoti (e non disprezzandoti per sentirsi lui il grand’uomo), ti aiuta a entrare nel mondo, a progettarti un futuro. Ti insegna a combattere per affermarlo. (more…)

Psiche e società, Comunicazioni/media, Letizia Moratti Sindaco, Il buon Selvatico (da Tempi)October 12, 2007 5:26 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 11 ottobre 2007, www.tempi.it

Pietà, principe dei fotografi, re della provocazione tramite affissione. Pietà stilisti in cerca di pubblicità e pronti a cavalcare shock umanitari pur di far circolare il vostro logo. Pietà critici illustri, sulle cui spalle grava la difesa dell’arte, e la libertà della stessa, ed anche, per estensione e traslazione, di tutto ciò che arte sicuramente non è, ma potrebbe sembrare, e rientra quindi comunque nel vostro sacro territorio e laico sacerdozio.
Pietà politici dal cuore duro, a cui non importa di nulla e di nessuno, ma avendo il sindaco Letizia Moratti (donna dalla grandezza di cuore collaudata nel tempo, per consistenza di opera a favore di chi soffre), dichiarato la sua contrarietà al manifesto con scheletro, vi precipitate ad approfittarne per gridare alla censura, al bigottismo, nella disperata ricerca di qualcuno che vi ascolti, ancora vi creda, forse vi voti. Pietà, da tutti voi, fieri e potenti protagonisti dell’apparenza, cavalieri abituali dell’immagine e della visibilità, voi per i quali la pubblicità, la foto sui giornali con annesse righe di citazione è tutto ed anche di più. Pietà, se ne siete capaci. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)October 5, 2007 4:37 pm

Claudio Risé, da Tempi, 4 ottobre 2007, www.tempi.it

I totalitarismi odiano Dio, perché odiano la libertà che egli dà all’uomo. Sanno però usare con grande abilità la domanda religiosa che risiede nel cuore umano, per affermare il proprio potere. Il fenomeno era stato in parte già studiato, prima di tutti da Lederer, negli anni Quaranta (Lo Stato delle masse, Bruno Mondadori editore), che, prima ancora di Hannah Arendt, aveva mostrato come i regimi totalitari si fondassero sulla distruzione delle culture e delle appartenenze trasmesse dalle tradizioni (quelle di cui parla Giussani ne Il rischio educativo), la cui origine profonda è sempre religiosa, per costruire l’uomo massa, permeabile alle richieste dei capi, e del loro sistema di schiavitù.
Prima di distruggere le religioni però, i totalitarismi in statu nascenti le usano, conoscendone a fondo la forza inestinguibile. Anzi una delle leve di cui si servono per abbattere le democrazie secolarizzate nate dalle rivoluzioni borghesi del Settecento e dell’Ottocento è proprio il disprezzo che queste ultime, intrise di razionalismo superficiale e di mitologie giacobine, mostrano per il fenomeno religioso. (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)September 21, 2007 7:19 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 settembre 2007, www.tempi.it

Negli Stati Uniti si sta ripensando alla bontà delle classi miste, e si moltiplicano le classi “single sex”, o maschili, o femminili. La ragione è semplice: la casistica ha dimostrato che maschi e femmine sono diversi, e che stare assieme, soprattutto negli anni cruciali dell’adolescenza, non serve a nessuno dei due.
L’ideologia egualitaria, intesa come assenza di differenze portatrici di valore, che aveva presieduto all’ideazione delle classi miste, ha dimostrato anche qui la sua inconsistenza. Negare la differenza non promuove nessuno, e indebolisce le specifiche qualità di tutti. La ricchezza e irriducibilità della persona umana ha, tra le sue caratteristiche, quelle specifiche del proprio genere, che (malgrado il modello uni-bisessuale annunciato come prossimo dal professor Veronesi), continua a condizionare e ispirare i comportamenti e i talenti degli umani. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)September 14, 2007 5:15 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 settembre 2007, www.tempi.it

L’autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia umana (Hfea) non ha affatto deciso, come ha spiegato con la consueta chiarezza Angelo Vescovi su Il Giornale, la produzione di embrioni chimerici uomo-animale. Eppure moltissimi media hanno dato per buona la notizia, falsa. Tuttavia la Hfea ha comunque detto che deciderà se procedere ad autorizzare sperimentazioni di clonazione ibrida, su cellule animali ma con nucleo e patrimonio genetico di una cellula umana.
Neurobiologi come Angelo Vescovi hanno già spiegato perché questo non porterà da nessuna parte. Rimane però interessante, in questo delirio di chimere, vedere che significato psicologico ha, nella storia dell’uomo, la fantasia di unirsi all’animale, di mischiare elementi dei due mondi. Si tratta infatti di un’idea da sempre presente nell’inconscio collettivo dell’uomo. E presente ancora oggi, non solo nell’inconscio (e conscio) collettivo, come in queste storie di chimere inventate, lanciate con la stessa enfasi riservata allo star system, ma anche in quello personale, dove, in precisi momenti della loro vita e della loro salute mentale, gli individui sognano esseri a statuto misto, in parte uomo e in parte animale. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)September 7, 2007 5:22 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 6 settembre 2007, www.tempi.it

Si sta recuperando il dialetto. E’ un processo lento, e non riguarda tutti. Molti, vittime contemporaneamente della scuola fotocopie&progetti, e delle centoparole televisive, del dialetto hanno solo caricature di accenti, e l’italiano non l’hanno mai imparato. Molti altri però (racconta un’indagine Istat del 2006), lo stanno riutilizzando. Nel modo più sano, e cioè non come forma esclusiva, ma in forma mista, alternato all’italiano. Per dire cose, o esprimere concetti, che l’italiano non offre, o perlomeno non con la stessa pregnanza.
Così l’uso misto, di italiano e dialetto insieme, è passato dal 24,9% del 1988 al 32,5% del 2006. Un 7% in più che conferma che la tendenza non va verso la sparizione dei dialetti, ma verso il loro mantenimento “specializzato”, in funzione supplente della lingua ufficiale. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)August 31, 2007 4:25 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 30 agosto 2007, www.tempi.it

Quando la scienza fa confusione è una perdita per tutti. Come con l’esternazione, fatta da Capalbio, da Umberto Veronesi sul modello unico verso cui va l’umanità. Si sarebbe tentati di non parlarne, per non aumentare i danni. Invece si deve correre il rischio, ed esercitarsi puntigliosamente sulle parole, prima che queste finiscano col perdere ogni senso.
Dice Veronesi che le differenze tra uomo e donna si attenuano perché l’uomo non deve più lottare per la sopravvivenza, e quindi produce meno ormoni maschili e la donna, entrando in ruoli tradizionalmente maschili, meno estrogeni. Ma quest’immagine riduce l’intera storia alla sola modernità occidentale, interpretata in chiave pop, contrapposta al Paleolitico: la clava contro la Smart, troppo poco. (more…)

Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)August 24, 2007 5:14 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 23 agosto 2007, www.tempi.it

La fatica maggiore di quest’estate? Non farsi sopraffare dai cattivi, disperanti, sentimenti. Che poi ti fanno sentire meschino, futile, alle prese con cose da niente, che tendono, quindi, a ridurti a niente.
Bisognerebbe, forse, non leggere i giornali. Ma come fa uno che è – tra l’altro – giornalista da più di 40 anni, e che grazie alla dipendenza, parziale, dalla carta stampata è riuscito ad evitare del tutto quella da tubo catodico? (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)August 3, 2007 2:40 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 2 agosto 2007, www.tempi.it

Un giudice spagnolo ha detto che il re è nudo. E naturalmente è subito scoppiato un putiferio tra i cortigiani dello Stato. La nudità non riguarda, va da sé, il Borbone a capo della nazione spagnola, ma piuttosto quel sovrano impersonale, quel pensiero unico così diffuso in Occidente, che in Spagna ha ottenuto, tra l’altro, una legge del 2005 che dice che il matrimonio è l’unione tra due persone. Quindi due individui dello stesso sesso possono, oltre che sposarsi, avere bambini, in affidamento o in altri modi.
Beh, il giudice Fernando Ferrin Calamita, responsabile per la famiglia nel sud-ovest del paese, ha tolto a una madre la custodia delle due figlie, di 6 e 12 anni, perché lesbica. E le ha affidate al padre. (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Il buon Selvatico (da Tempi)July 27, 2007 5:17 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 26 luglio 2007, www.tempi.it

Nelle vacanze in famiglia, ci si accorge meglio di alcune cose. Per esempio della curiosa repubblica degli adolescenti, nella quale i figli entrano in realtà quando sono ancora bambini, ed escono solo parzialmente, se tutto va bene, verso la fine delle scuole superiori. E’ un fenomeno molto nuovo, sul quale riflettiamo ancora poco, limitandoci a deplorare gli eccessi, o le stupidità, dei ragazzi, ed a chiederci perché avvengano.
Infanzia ed adolescenza, naturalmente ci sono sempre state, ed hanno sempre avuto, oltre ad aspetti bellissimi, manifestazioni in buona parte irritanti e incomprensibili per gli adulti. Esse derivavano sia dall’interesse per la scoperta e la sperimentazione che è proprio dell’adolescente, sia dal fatto che egli vive in un mondo, già in parte diverso da quello in cui si sono formati i genitori, che anticipa le inquietudini e i cambiamenti di domani. Se a questo si aggiunge la necessità dei ragazzi di confrontarsi con i grandi, il loro bisogno (anche inconscio), di metterne alla prova il modello educativo, in modi spesso reattivi e molto immediati, la tradizionale miscela esplosiva dell’adolescenza è pronta. (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Psiche e società, Letizia Moratti Sindaco, Il buon Selvatico (da Tempi)July 20, 2007 5:10 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 19 luglio 2007, www.tempi.it

Credo che abbia ragione chi, nei dibattiti sul fare cultura, ricorda che l’arte non deve necessariamente proporsi di essere educativa. L’arte, infatti, educativa lo è sempre, per sua natura, se è autentica, perché illustra l’umano nella sua verità e bellezza. Che dire però di quei prodotti culturali, o di mercato, che si richiamano all’arte non per entrare nella verità della condizione umana, ma per contraffarla, spettacolarizzandola e riducendola a gioco, a pastiche, eventualmente a derisione? E che relazione può avere la politica culturale degli Enti Pubblici, Comune, Regione, Stato, con questi fenomeni, molto diffusi nella cultura del pensiero debole dominante?
Credo che se passiamo in rassegna la maggior parte delle iniziative promosse dagli enti pubblici italiani negli ultimi anni, troviamo un’infinità di queste manifestazioni dove l’arte, se c’è, è nascosta sotto una spettacolarità provocatoria e volutamente scandalizzante. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 14, 2007 6:15 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 12 luglio 2007, www.tempi.it

Le donne sono infelici. A Milano, soffre di depressione una donna su quattro. Più del doppio dei maschi. Anche in zone più tranquille delle metropoli, però, le cose non vanno meglio. È brutto per le donne, ma non solo per loro. Quando soffre la donna, dalla quale tutti nasciamo e con la quale molti uomini passano la loro vita, questa sofferenza contagia inesorabilmente la società. Soprattutto la nuova società, quella di domani, che nasce in un grembo infelice e viene accudita con sofferenza.
Ma perché sono infelici, le donne? Le spiegazioni sociologiche abbondano: società maschilista, troppo competitiva, servizi scarsi, doppio e triplo peso per le donne (lavoro, casa, bambini, e spesso anche un marito che tende a farsi accudire come un bimbo). Tutto vero. Manca, però, un tassello decisivo. (more…)

Comunicazioni/media, Consumo, Il buon Selvatico (da Tempi)July 6, 2007 5:47 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 5 luglio 2007, www.tempi.it

Si cominciò con “Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive vanno dappertutto”. Da lì in poi la fortuna, mediatica e pubblicitaria, delle “cattive ragazze” non conobbe più limiti. Ormai, ogni settimana c’è una nuova “cattiva ragazza”, o bad girl, che ci guarda con aria ostile da un manifesto che ci informa che “bad girl” compra la tal marca di occhiali, o indossa quegli stivali, o compra qualche altra cosa. Chissà se i pubblicitari, pazzi per queste cattive ragazze, sono davvero sicuri del fatto loro.
Perché, a vederle così, scontrose, pallide, con aria insieme presuntosa e scontenta, queste bad girls sembrano piuttosto la celebrazione di quanto la donna “cattiva” sia infelice. Naturalmente la donna “cattiva”, o “dark”, non è un’invenzione recente. (more…)

Il buon Selvatico (da Tempi)June 30, 2007 4:22 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 28 giugno 2007, www.tempi.it

La marcia di Assisi non si chiamerà più “per la pace”. Lo ha annunciato il coordinatore della manifestazione creata all’inizio degli anni Sessanta da Aldo Capitini, il teorico italiano della non violenza. Anche se le sinistre sono insorte contro questa «normalizzazione» di Assisi, si tratta probabilmente di una buona idea.
La pace è naturalmente un sacrosanto obiettivo, tuttavia in questo rito, nato e cresciuto in ambiente cattolico, era da tempo difficile distinguere la pace interiore e profonda che nasce dall’incontro con Gesù Cristo dalla condizione politico-giuridica di assenza di guerra. Che in sé è vistosamente meno dolorosa del conflitto aperto, ma non ha nulla a che vedere con la pace di Cristo. Anzi, spesso viene utilizzata (per esempio da dittature spregiudicate), proprio per tenere lontani sia Cristo sia la pace profonda e reale di cui egli è portatore. (more…)

Il buon Selvatico (da Tempi)June 22, 2007 4:36 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 21 giugno 2007, www.tempi.it

Ci sono momenti da non lasciar sfuggire tra la massa confusa di eventi. Per esempio l’incontro tra Partito Democratico e intellettuali della sinistra, sul tema: “Idee per un’etica pubblica”. Un incontro a due facce.
Da una parte, un punto di arrivo, dunque un momento di bilancio. E’ infatti da sessant’anni che il Partito Comunista “dialoga” con una fetta preponderante degli intellettuali italiani, ed è interessante chiedersi che cosa ne sia uscito. Dall’altra parte è interessante vedere cosa gli intellettuali abbiano oggi da dire al nuovo partito cui le vecchie formazioni figliate dal PCI hanno dato vita, e cosa questo voglia, o possa farne. (more…)

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