Diario di bordo
In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàNovember 24, 2009 6:45 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 novembre 2009, www.ilmattino.it

«Stai al tuo posto»: ecco un’esortazione ormai sparita dal vocabolario di genitori e educatori. Forse perché troppo dura: non pretendere di essere altro da ciò che sei (un bambino, uno studente, un figlio). Forse perché sospettata di infliggere una ferita troppo acuta al narcisismo del giovane. Eppure, imparare a stare in quello che in quel momento della vita è «il proprio posto», è condizione indispensabile per ricevere un’educazione. Rifiutarlo genererà caos.
Nella vita proprio la difficoltà di accettare un preciso posto nella società produce disordine ed anche criminalità. Ad esempio, la vicenda che da tempo occupa con tinte sempre più fosche le pagine delle cronache italiane, ed ha al proprio centro l’ex governatore del Lazio e le sue frequentazioni, illustra come ognuno dei suoi personaggi non sia riuscito a «stare al proprio posto», ad aderire ad un ruolo preciso con le relative responsabilità. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàNovember 16, 2009 8:58 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 novembre 2009, www.ilmattino.it

È il tempo della «sindrome delle foglie morte». «Non sopporto tutto ciò che in questo periodo finisce: le foglie che cadono, il sole che se ne va presto, il culto dei morti», racconta al terapeuta chi ne soffre. «Ogni fine mi fa paura».
Eppure, lo spegnersi delle cose in autunno, dalle foglie che cadono alla fine di molti amori nati nel pieno dell’estate, è anche un’opportunità. Senza il declino nell’autunno-inverno non sarebbe possibile lo sviluppo della primavera e dell’estate.
La psiche umana però vorrebbe a volte una crescita ininterrotta, un sole che non tramonta mai, e allora si ribella. Depressione, e crisi di panico, sono forme tipiche di questa ribellione. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàOctober 13, 2009 4:51 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 ottobre 2009, www.ilmattino.it

Dietro ai tanti malesseri di oggi; dietro alle ragazzette vittime o delinquenti date in forte crescita dai servizi sociali, ai padri che abbandonano o vengono abbandonati, alle madri prese da raptus omicidi; dietro a gruppi sociali scollati tra loro e preda dell’odio reciproco; dietro alle depressioni coperte dalle droghe, sta una sola parola, che descrive una condizione precisa e concreta: solitudine. Quella di chi è in famiglia, ma non sente su di sé uno sguardo che sia attento e amoroso.
Ma anche la solitudine di chi abita un territorio dove i legami sociali si sono allentati, e la gente non ti guarda, non ti vede se non per misurare il tuo successo sociale, la tua capacità di spesa.
Infine la solitudine di chi non sente più la solidarietà e l’affetto dei pari, la compagnia di quelli che fanno il tuo stesso lavoro, sui campi, in azienda, o nelle professioni e nei servizi, perché questa vicinanza è stata sopraffatta dalla competizione, dal lasciarsi dietro il pari grado per avvicinarsi a chi ha uno stato superiore, e dall’ansiosa presa di distanza da chi rimane indietro. (more…)

Psiche e società, IdentitàOctober 6, 2009 8:17 pm

Die Saligen

“Donne Selvatiche” in traduzione tedesca:


Moidi Paregger/Claudio Risé
DIE SALIGEN
Kraft und Geheimnis des Weiblichen
Edition Raetia 2009

Im gesamten Alpenraum lassen sich Sagen von Saligen finden, geheimnisvollen Frauen, die in engem Kontakt zur Natur stehen. Um diese – nicht zuletzt auf psychosozialer Ebene – höchst ausdrucksstarken und anziehenden Figuren vor dem Vergessen zu bewahren, sammelte und interpretierte die Sagenforscherin Moidi Paregger zusammen mit ihrem Mann, dem Psycho-analytiker Claudio Risé, Geschichten der scheuen, wilden, aber wohlwollenden Naturgöttinnen. Dabei versuchen sie, dem verlorenen weiblichen Anteil in Frauen und Männern auf die Spur zu kommen, um auf diese Weise wieder ein ganzheitliches Selbstverständnis und -erleben des Menschen wieder zu ermöglichen.

Donne Selvatiche

Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàSeptember 29, 2009 6:39 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 settembre 2009, www.ilmattino.it

L’infelicità femminile è in aumento, in tutto il mondo. Storie come quella di Erika, la giovane donna che ha ucciso i suoi figli, e se stessa, sono sempre più frequenti, non solo in Italia. Queste vicende non rivelano solo un interiore «male oscuro», ma una condizione femminile vissuta sempre più frequentemente come pesante, senza veri piaceri e consolazioni.
Da quando e perché ciò accade? Secondo le statistiche su opinioni e umori dei diversi gruppi sociali (come il General Social Survey americano, ed altri), tutto cominciò nei primi anni 70.
In Europa è arrivato un po’ dopo. All’inizio degli anni 70 si era ancora in piena euforia femminista, e le donne, anche se non felicissime, ancora sognavano un mondo migliore. È quando è sembrato che l’avessero conquistato che è cominciata la delusione. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Consumo, IdentitàSeptember 22, 2009 7:08 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 settembre 2009, www.ilmattino.it

È passato un anno dalla dichiarazione ufficiale di inizio della crisi economica, e ora nuove autorevoli assicurazioni la danno per finita, seppur con ferite che si rimargineranno lentamente. Speriamo che sia così. Rimane però un problema psicologico e culturale (oltre che economico): abbiamo imparato la lezione? Sapremo evitare quei comportamenti che generarono le famose «bolle» (da quella immobiliare a quella dei «derivati»), il cui scoppio paralizzò poi mercati, e produzione?
Non è un problema teorico, riservato alle dispute degli economisti. È una necessità pratica, per non ritrovarsi tra qualche anno con un’altra generazione di giovani dirigenti bruciata in tutte le capitali economiche occidentali, masse di risparmiatori rovinate da speculazioni insensate, e eserciti di disoccupati dovunque. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Giovani, Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàSeptember 14, 2009 7:51 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 settembre 2009, www.ilmattino.it

Il rapporto degli adolescenti con il proprio corpo diventa sempre più fragile. Così, il reparto di Pediatria e dell’Area Adolescenza dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano ha raccolto nel giro di un anno precisi racconti di ragazzine che si erano lasciate fotografare seminude, o avevano offerto prestazioni sessuali nel bagno delle scuole, in cambio di i-pod, scarpe o abiti firmati. Ancora una volta il corpo viene ceduto in cambio di accessori per l’immagine. Come mai questo accade?
Evidentemente perché il corpo stesso, la sua integrità e privatezza vengono da queste ragazze considerati meno importanti di simboli di status tipo l’i-pod, e gli oggetti di abbigliamento firmati. Come se per loro l’importanza del corpo vero e proprio diminuisse, mentre aumenta quella di ciò che lo copre, o attira su di esso lo sguardo degli altri. (more…)

Padre, Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Campagna contro l'abortoJuly 18, 2009 8:42 am

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Antonello Vanni, da “Il Sussidiario”, 13 luglio 2009, www.ilsussidiario.net)

Oggi il mondo ha perso il gusto ad un reale rinnovamento, perché questo implica un dono di sé all’altro, ed una messa in discussione dell’Ego, e di ciò che si “possiede”. Quali sono le conseguenze nella nostra società di un tale atteggiamento caratterizzato da chiusura, difficoltà di relazione e scarsa lungimiranza?
Ne discutiamo con Claudio Risé, psicanalista e scrittore, che ha appena pubblicato il libro La crisi del dono. La nascita e il no alla vita (San Paolo Ed., 2009), un’opera che tratta i temi della nascita e della necessaria rinascita e trasformazione nel corso della vita dell’uomo, condizioni che portano ad un autentico rinnovamento e sviluppo nel mondo stesso.

Prof. Risé, la prima domanda sorge spontanea: esiste una relazione tra l’importante crisi economica che stiamo vivendo e il carattere di una società, come la nostra, che nel suo nuovo libro lei ha definito “società del possesso”? Quali sono le vie di uscita da questa stagnazione?
La società del possesso produce fatalmente crisi, proprio perché in essa importanti risorse, prodotte dalla genialità umana, dallo sviluppo economico, dalla ricerca scientifica e tecnologica, vengono continuamente sequestrate dalle categorie più avide, che finiscono col distruggerle in un folle gioco alla moltiplicazione dei guadagni e dei patrimoni individuali.
L’attuale crisi è nata dalla distruzione di enormi ricchezze, ad opera dall’alleanza tra l’avidità di risparmiatori convinti di poter aumentare a dismisura i propri patrimoni sia immobiliari che mobiliari, e fasce di finanza spregiudicata che lo lasciava credere possibile, per amministrarne le risorse.
Questa distruzione di energie nuove ha riprodotto, in campo finanziario ed economico, quella distruzione di vita nuova in nome della difesa e incremento degli interessi e possessi individuali, che io pongo nel mio libro alla base dell’attuale “crisi del dono”, e delle pratiche e legislazioni abortiste.
Da tutto ciò si esce tutelando lo sviluppo della nuova vita (nuove idee, visioni, saperi e tecniche), rispetto alla sua riduzione materialistica in possessi e guadagni immediati. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, Psiche e società, IdentitàJuly 13, 2009 6:54 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 13 luglio 2009, www.ilmattino.it

Come mai i delinquenti seriali, fino a quando vengono scoperti, sono ritenuti bravissimi ragazzi? C’è qualcosa di sbagliato nel nostro modo di giudicare gli altri? Ce lo si chiede anche in questi giorni, dopo che la polizia ha arrestato, con prove pesanti come il Dna, il presunto stupratore di molte giovani donne, braccate nei loro garage condominiali, nei quartieri della cintura attorno a Roma.
Anch’egli - a sentire conoscenti e vicini - un «bravo ragazzo», disponibile gentile, ammodo. Perfino impegnato socialmente, dirigente di sezione in un partito parlamentare dell’opposizione.
È vero che da molto giovane, tredici anni fa, aveva già tentato di stuprare una vicina, minacciandola con un coltello; e il giudice l’aveva assolto, perché in quel momento «incapace di intendere e di volere». Da allora però non era accaduto più nulla di strano. (more…)

Padre, Famiglia, Uomini, Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoJuly 9, 2009 8:20 pm

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Gioia Palmieri, dal “Giornale del Popolo. Quotidiano della Svizzera italiana”, 30 giugno 2009, www.gdp.ch)

Un libro che analizza la grande forza insita nell’uomo che contrasta la vocazione al cambiamento e alla rinascita, che spinge verso “l’uccisione del nuovo”: dall’arrivo di un bambino al modo di concepire i rapporti e le circostanze dell’esistenza

Claudio Risé, psicoterapeuta affermato in campo internazionale, nel suo ultimo libro “La crisi del dono”, sostiene che l’aborto, il soffocamento della novità del nascituro e il rifiuto al cambiamento a cui assistiamo oggi, affondano le loro «radici in un terreno psicologico, cognitivo ed affettivo molto più vasto», alimentato «dalla maggiore tentazione regressiva da sempre presente nella psiche umana: quella di uccidere il nuovo, lo sviluppo, il cambiamento, appena comincia a prendere forma. Prima che nasca, e ti costringa a cambiare con lui», scrive l’autore nell’introduzione.

Dott. Risé, qual è l’origine umana, affettiva e psicologica da cui nasce la decisione di abortire o da cui trae la sua forza, in generale, la cultura della non-vita?
Se guardiamo alla storia dell’inconscio collettivo umano, di come esso si esprime nelle leggende, nelle saghe e nei miti di tutte le culture, troviamo sempre di fronte alla nascita una duplice reazione: l’accoglienza, la gioia di fronte alla nuova vita che si manifesta e accanto e contrapposta ad essa, la reazione di spavento, di odio, di avversione per qualcosa che comunque modificherà profondamente la vita della persona, dei genitori e della società circostante. Questo perché la vita nuova è l’evento che trasforma il mondo e noi stessi. Di fronte a questo la reazione non è univoca: perché ci sia gioia è necessario che ci sia anche il desiderio di donarsi a questi bambini. Se questo desiderio non c’è si organizza la reazione del rifiuto, del “no”, della paura di fronte ad un evento che per genitori, adulti e poteri costituiti significa sempre una rinuncia, un passaggio di consegne (non immediato, ma che si profila nel futuro).
Infatti in tutte le culture e religioni, anche prima dell’Erode cristiano, noi troviamo dei re, dei vecchi dei, delle persone potenti o dei genitori noti – come nella cultura greca la figura di Medea – che uccidono i figli per ragioni diverse, ma dietro alle quali c’è sempre il rifiuto di donarsi ad una nuova vita che andrà avanti dopo di te, anche grazie al tuo sacrificio. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Comunicazioni/media, IdentitàJuly 6, 2009 9:04 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 luglio 2009, www.ilmattino.it

Federcalcio in campo contro Dio? Forse non è proprio così, ma gli assomiglia molto. La Fifa, la Federcalcio mondiale, nella persona del suo padre-padrone Joseph «Sepp» Blatter, ha infatti inviato un ammonimento alla nazionale brasiliana, cinque volte campione del mondo, chiedendole di smetterla di ringraziare Dio sul campo di calcio per le proprie vittorie. Come aveva appunto fatto dopo aver battuto gli Stati Uniti nella finale della Confederations Cup, ripresa dalle televisioni mondiali.
Secondo la Fifa l’intensa preghiera degli atleti brasiliani, disposti a cerchio al centro del campo, abbracciati gli uni agli altri, il capo chinato verso la terra, era esagerata. Molti però dissentono. «Se pregare Dio è esagerato - ha detto il difensore della Juventus Nicola Legrottaglie - mi domando allora quali siano i gesti condivisibili». Tanto più, osservano altri, che nei campi di calcio avvengono aggressioni e insulti di ogni genere, sulle quali la Fifa di rado interviene. Del resto a ragione: è pur sempre un gioco, con le sue inevitabili durezze. (more…)

Padre, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàJune 1, 2009 8:51 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 giugno 2009, www.ilmattino.it

Sta per essere varata la nuova legge sul cognome dei figli. Il cognome del padre, a quanto pare, verrà affiancato, o preceduto, da quello della madre. Le dispute su quale debba venir prima sono ridicole, ma il problema c’è. L’identità sociale dei figli, definita dal cognome, non può rimandare soltanto al padre in una società, la nostra, nella quale la madre ha un ruolo sociale spesso autonomo e si occupa dei figli generalmente più del padre durante l’infanzia, ma spesso anche dopo.
Lo sbiadimento della figura paterna sta generando enormi problemi nelle società occidentali. La principale è la maggiore fragilità dei figli nell’affrontare le sconfitte e dolori della vita, a cui la crescente «maternalizzazione» dell’educazione non prepara in modo adeguato. (more…)

Padre, Famiglia, Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoMay 22, 2009 5:20 pm

(Recensione de La crisi del dono. La nascita e il no alla vita, da “Il Foglio”, 19 maggio 2009, www.ilfoglio.it)

Parlare sempre e solo di aborto, pro o contro, girarci intorno in infinite dispute sul corpo della donna i diritti dell’embrione l’insindacabilità della coscienza, alla fine stronca. Raschia via la cosa, è il resto di niente. Così la questione rischia di non venire più alla luce, di non nascere, recintata negli spazi angusti del dibattito pubblico.
In questo piccolo saggio lo psicoanalista Claudio Risé lavora su questa rimozione, la sblocca, riportando il discorso alla questione di fondo.
«L’aborto non nasce solo dalla malvagità o distrazione individuale, o dall’opportunismo di gruppi politici inconsapevoli o irresponsabili. Esso affonda le sue radici in un terreno psicologico, cognitivo ed affettivo molto più vasto, ed è alimentato dalla maggiore tentazione regressiva da sempre presente nella psiche umana: quella di uccidere il nuovo, lo sviluppo, il cambiamento, appena comincia a prendere forma. Prima che nasca, e ti costringa a cambiare con lui». (more…)

Padre, Famiglia, Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoMay 19, 2009 7:33 pm

(Di Tommy Cappellini, da “Il Giornale“, 19 maggio 2009, www.ilgiornale.it)

Il nuovo saggio di Claudio Risé racconta il dramma interiore che porta a rifiutare la gravidanza. E ci spiega che più delle leggi conta la psiche

Diceva Charles Peguy: «O cuore,/tutto hai previsto,/ma non due labbra». È così, infatti, che ci si innamora. Si fanno tanti programmi esistenziali - e morali - a cui si crede di poter tenere fede, poi arrivano, improvvise, due labbra, e tutto deve reinventarsi. Un irresistibile, spontaneo irrompere della vita sembra condurci, errore dopo errore, gioia dopo gioia, sempre nella medesima direzione: verso il partner. È così, infatti, che ci si incontra davvero. Resistenze interiori altrettanto forti, però, vorrebbero trattenerci nello status quo precedente, in una fantastica autonomia da ogni relazione (ma ricordiamolo ancora, con Shelley: «Nothing in the world is single», tutto trascina tutto), in una «auto-responsabilità» glamour e liberaleggiante, in una sicurezza preventiva e profilattica.
Spesso, oggi, si assecondano proprio queste resistenze. Ed è così, infatti, che si abortisce. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità 5:26 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 maggio 2009, www.ilmattino.it

Si accusa il nostro tempo di essere pericolosamente inclinato verso lo spettacolo: politica, sport, perfino la cultura e la scienza tenderebbero alla spettacolarità, agli effetti speciali piuttosto che ai contenuti. Questo fenomeno, si dice, avrebbe effetti pericolosi sulle qualità personali di individui e comunità, spingendoli a banalizzarsi, a diventare leggeri e inconsistenti. La «società liquida» sarebbe anche una società piuttosto stupida. Quanto c’è di vero in queste critiche? Sarebbe ridicolo contestare la spettacolarità del nostro tempo.
Ma è davvero una novità? Durante tutta la storia dell’impero romano, o anche del Medioevo, periodi storici per nulla banali, che segnarono interi secoli, l’elemento spettacolare non mancò mai. I grandi leader erano quelli che sapevano organizzare gli spettacoli più appassionanti, magari in silenzio, come le Crociate immaginate nei chiostri da Bernardo di Chiaravalle. Le vicende private appassionarono sempre, da quelle belliche di Cesare, a quelle sentimentali di Antonio e Cleopatra, a quelle sante di Francesco d’Assisi. (more…)

Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoMay 18, 2009 7:18 pm

(Di Giuseppe Romano, da Il Domenicale, 16 maggio 2009, www.ildomenicale.it)

I simboli non sono costruzioni astratte e fantasiose bensì rispecchiamenti di ciò che davvero siamo. Un libro di Claudio Risé rilegge storia e psiche secondo la categoria dell’aprirsi e accogliere. Che segna la differenza tra sognare e mentire.

Riguardo al tema del dono va chiarito che i riduzionismi moralizzanti risultano insufficienti: ce lo hanno insegnato sia i mostri partoriti da troppi sonni della ragione, sia gli ottimismi delle volontà col loro avvenire più sanguinoso che radioso. Il secolo dei totalitarismi violenti ha mostrato a sufficienza quanto sia esiziale ridurre lo spazio della libertà umana a pedagogia del “dover essere”.
Ragionare sul dono riguarda invece anzitutto la dimensione esistenziale dell’uomo, la sua costituzione fisica e metafisica: il dono infatti decide la qualità stessa dell’esistenza umana. Fa la differenza. Come la cipolla nel celebre episodio dei Fratelli Karamazov, dove la donna avara che precipita nell’inferno potrebbe ancora essere salvata, racconta Dostoevskij, dall’unico atto generoso della sua vita che l’angelo custode riesce a evocare davanti a Dio, appunto il dono di una cipolla. Quella stessa cipolla, calata dall’alto affinché la vecchia, se può, si aggrappi e si sollevi dalle fiamme eterne, la sosterrebbe se lei non si dimenasse nell’intento di respingere a calci gli altri dannati che vorrebbero approfittare di quel soccorso insieme a lei. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoMay 8, 2009 9:10 am

Susanna Dolci intervista Claudio Risé su “La crisi del dono. La nascita e il no alla vita“, per “il Fondo Magazine” di Miro Renzaglia, www.mirorenzaglia.org

È, Claudio Risé, uno degli psicanalisti italiani di ampia fama nazionale ed internazionale. Docente di Scienze Sociali alle Università di Trieste-Gorizia, Insubria (Varese) e Bicocca (Milano), da oltre trent’anni studia l’uomo e la donna ovvero il maschile ed il femminile, nelle loro molteplici sfaccettature. La vita, la famiglia e la genitorialità con particolare attenzione alla figura paterna intesa come assenza o come “mestiere” difficile.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molti paesi europei ed in Brasile. Un spazio internet a disposizione del suo pubblico: www.claudio-rise.it.
Esce in questi giorni per le Edizioni San Paolo La crisi del dono. La nascita e il no alla vita. È questo suo nuovo andare in riflessione, una discesa verso le «radici del pensiero che rifiuta la nascita». Un’attenzione di saggia misura sull’aborto inteso come quotidianità di azione da cronaca e da statistica, di battaglia politica, di leggi, di polemica, di giudizi positivi e negativi, di “crimine” addirittura, di orrori legalizzati od illegali e di tanto altro da aggiungere. O da sottrarre… Dipende, sempre, dai punti di vista. Ma il libro non è solo questo… ed è già molto. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàApril 27, 2009 8:30 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 aprile 2009, www.ilmattino.it

Molti (la maggioranza dei commentatori) pensavano che la globalizzazione avrebbe provocato la fine delle varie religioni. L’interesse per i guadagni fatti sui liberi mercati, e la moltiplicazione dei beni di consumo, si diceva, avrebbe rapidamente rimpiazzato quello per le antiche divinità e fedi diffuse nelle varie parti del globo. Economia, tecnologia e scienza sarebbero state le nuove religioni. È successo il contrario. «Dio è tornato», è il titolo del libro più venduto negli Usa.
Gli autori (Miklethwait e Wooldridge), capi redattori di un giornale con i piedi ben piantati per terra come l’Economist ripercorrono le tappe e le ragioni di questo «ritorno di Dio», avvenuto praticamente in tutte le regioni del mondo, comprese quelle precedentemente governate da regimi rigidamente atei, come la Russia. Dove un sondaggio del 2006 ha accertato che l’84% delle popolazione russa crede in Dio, e soltanto il 16% si considera atea. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Giovani, Psiche e società, IdentitàApril 20, 2009 4:45 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 aprile 2009, www.ilmattino.it

Distrarsi insegna a concentrarsi. Il bambino che ha girovagato per prati, spiagge e boschi, sarà poi capace di prestare attenzione all’argomento che la maestra gli propone, molto più di quello che ha passato la sua infanzia tra giochi e attività didattiche intellettualmente stimolanti, e aule scolastiche. Lo stanno scoprendo gli studiosi impegnati a indagare la diffusione fra i bimbi occidentali dell’Adhd (la sindrome di deficit dell’attenzione e di iperattività). Ma perché ciò accade?
Sembra che avesse ragione il filosofo e pedagogo William James, nelle sue riflessioni sull’attenzione diretta, e quella che egli chiamò la «fascinazione», l’attenzione involontaria, sollecitata in particolare dai grandi spazi e ambienti naturali. Studi recenti hanno dimostrato che l’attenzione diretta, come quella per uno specifico oggetto di studio, risulta più facile ed efficace nelle persone che hanno sperimentato, specialmente nell’infanzia, situazioni di fascinazione, di attenzione indiretta. Come quelle appunto da cui si lascia catturare un bambino a spasso nella natura, quando si appassiona a un dato tipo di albero, a una foglia, a un insetto che si muove sulla spiaggia o a un masso che devia un torrentello. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàMarch 31, 2009 6:29 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 marzo 2009, www.ilmattino.it

Scrittori e politici discutono se lo Stato debba aiutare i teatri pubblici, o concentrarsi su scuola e università. Il dibattito rivela come si rischi di smarrire il significato formativo della rappresentazione teatrale. La cultura occidentale e la democrazia nascono ad Atene con il teatro e la tragedia, e così continuano, fino a Peter Brook. Gli statisti, da Elisabetta I a Charles De Gaulle, sostennero il teatro perché consapevoli che una nazione ha bisogno di palcoscenici quanto di scuole.
Nelle aule si imparano nozioni, leggi, fatti. A teatro, davanti a un palcoscenico, si condividono emozioni, si partecipa a storie, individuali e collettive. Il fondatore della pedagogia americana, John Dewey, diceva che ci sono due modi di apprendere qualcosa. Il più noto è quello di trasmettere nozioni: insegnarle, diffonderle, con la scuola, giornali o libri. Il modo più profondo però è quello di condividerle, partecipando assieme a un evento significativo: un rito, o una rappresentazione. Mentre il primo modo fornisce la trasmissione di fatti o notizie, il secondo (la «comunione») consente a chi partecipa di approfondire vissuti e sentimenti sulla vita e l’essere umano, indispensabili per la formazione dell’identità della persona. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàMarch 23, 2009 8:17 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 marzo 2009, www.ilmattino.it

Negli studi degli analisti le depressioni non stanno più aumentando, per la prima volta da anni. Lo stesso, sembra, per le forme di panico, le crisi gravi d’ansia. Se si eccettua il girone infernale dell’adolescenza, che ha i suoi specifici guai, dalla droga alla scuola esigente ma inefficiente, ai traumi post-separazione, sembrerebbe quasi che la gente stia un po’ meglio. Come mai? Si direbbe che anche questo è uno dei tanti effetti della crisi sulla psiche individuale e collettiva.
Le paure reali, infatti, cacciano quelle immaginarie. Il posto di lavoro incerto, il benessere in discussione, i risparmi decimati, tolgono vigore alla sindrome dell’automobilista terrorizzato, quello che non riesce più a far partire la macchina perché teme lo scontro, e svuotano la noia da week end, quando non si sa cosa fare. (more…)

Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàMarch 17, 2009 7:30 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 marzo 2009, www.ilmattino.it

L’Italia regge la bufera meglio degli altri Paesi: l’ha confermato anche il Censis, con il suo segretario generale, Giuseppe De Rita, insospettabile di simpatie governative. Il che significa che, a far meglio, sono soprattutto gli italiani, e alcune loro caratteristiche innate, e spesso criticate.
Quali sono le qualità-difetti, che hanno protetto l’italiano, in questa come in altre precedenti crisi? La prima, che emerge da tutti i dati a disposizione, è che non è semplice dargliela a bere.
L’italiano si convince, ma fino a un certo punto. È questo che spiega, più di ogni altra cosa, il fatto che di «titoli tossici», i famosi «derivati» che hanno inguaiato mezzo mondo, qui ne siano stati venduti pochini. E solo a enti burocratici: comuni, enti previdenziali; quasi nulla a individui paganti di tasca loro, i quali non hanno abboccato. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, IdentitàMarch 10, 2009 6:20 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 febbraio 2009, www.ilmattino.it

C’è un aspetto inquietante nella rissa sulla canzone di Povia per Sanremo, dedicata a Luca, che era gay, e ora non lo è più, e gli va bene così. Preoccupa la richiesta di proibire che si parli di gay che vogliono cambiare il proprio orientamento, e lo fanno. Narrare il percorso contrario, da etero a omosessuale, è invece visto come atto liberatorio, come viene detto con i premi al film Brokeback Mountain e a narrazioni simili, in libri, o film. Ma non c’è qui una (nuova) discriminazione?
La persona discriminata, quella di cui non si può parlare (perché la sua esistenza rompe gli schemi), in questo caso non è più il gay, ma l’ex, quello che ha cambiato il proprio orientamento sessuale. Eppure queste persone esistono, e il mettere il silenziatore alle loro storie priva anche le altre di una parte di libertà, se non altro di informazione. (more…)

Padre, Uomini, Identità, MultimediaMarch 6, 2009 5:28 pm

(A cura della Redazione)

Il modello tradizionale di maschio è in crisi da anni, come ci spiegano sociologi, psicologi e persino sessuologi. Non tutti però si rassegnano all’idea che la maschilità di sempre non possa più riproporsi in una società di tipo occidentale…

Gianluca Nicoletti intervista Claudio Risé e Paolo Ferliga, per la trasmissione Melog 2.0, di Radio 24.

Ascolta la trasmissione radiofonica del 3 marzo 2009 sul sito di Radio 24: clicca qui

Oppure scarica l’Audio dal sito di Claudio Risé: link

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàFebruary 24, 2009 5:49 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 febbraio 2009, www.ilmattino.it

Non sarà, probabilmente, un gran Carnevale. Non perché c’è la crisi; anzi quella spinge a divertirsi, proprio per uscirne, almeno per qualche ora. Il Carnevale è in difficoltà perché le persone fanno sempre più fatica a mettersi in maschera. Il gioco della maschera, infatti, diverte chi sa bene qual è il proprio vero volto. Questo, però, è proprio il problema dell’uomo di oggi: chi sono veramente? Qual è la mia vera identità? Se ti senti così, mascherarsi è angoscioso, non divertente.
È addirittura il problema del mondo globale, il cui vero eroe è l’«Arlecchino servitore di due padroni», non a caso uno degli spettacoli più rappresentati nel mondo intero. Il fatto è che nessuno oggi ha più un’identità così salda da riuscire a mettersi in maschera bene, e rendere credibile il proprio travestimento. Quando qualcuno ne è capace, come i finanzieri Bernard Madoff, o Allen Standford, mette in ginocchio furbi e sperimentati banchieri, fondi d’investimento, e opere pie, che se ne contendono i servizi, come i ricchi e vanitosi padroni dell’Arlecchino. (more…)

Padre, Psiche e società, IdentitàJanuary 30, 2009 6:02 pm

(Claudio Risé, da "Avvenire", Inserto "E’ vita", 29 gennaio 2009, www.avvenire.it) Alla vigilia della XXXI Giornata per la vita esce il libro «Questioni di vita e di morte» (edito da Ares), una raccolta di dieci interviste sui temi di etica e di diritto naturale raccolte da Tommaso Scandroglio. Dall’aborto alla fecondazione assistita, passando per le coppie di fatto e l’eutanasia, il volume affronta temi più che mai attuali, dentro e fuori dal nostro Paese. Qui di seguito pubblichiamo alcuni stralci della prefazione del libro, firmata da Claudio Risé, che riflette sui modelli culturali che si affermano sull’inizio e la fine della vita.

Il modello culturale dominante non ama le questioni di vita e di morte. Ne parla, naturalmente: tutti i temi dei capitoli di questo prezioso testo occupano ogni giorno pagine di giornali, trasmissioni televisive, discussioni parlamentari, convegni. Ma come se ne parla? Riducendo la vita, e la morte, a costume, discorso, ‘fabbricazione culturale’, dispositivo giuridico-amministrativo. Alla fine di tutti questi ‘discorsi’ socialmente accettati e promossi, la vita, e la morte, con la loro chiarezza e semplice umanità (e insieme la loro profondità e il loro mistero), non ci sono più. Al loro posto c’è il succedersi delle descrizioni di costume, l’ipnosi dei comportamenti quali che siano, la celebrazione delle tecniche. (more…)

Padre, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàJanuary 27, 2009 8:49 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 gennaio 2009, www.ilmattino.it

La nascita di un bambino si può decidere razionalmente, come altri eventi della vita, per esempio l’acquisto di una casa o contrarre un mutuo? Di certo, nel corso della storia umana, la procreazione è diventata sempre più consapevole e motivata. Quali sono però le conseguenze di questo secolare processo, bruscamente accelerato negli ultimi quarant’anni? Ne parleranno da giovedì al Maschio Angioino gli studiosi convenuti a Napoli per discutere di «Procreazione tra fantasma e desiderio».
È proprio lì infatti, nella zona fluida tra conscio e inconscio, razionalità e passione, calcolo e spinta emotiva, che si collocano le esperienze umane che portano alla riproduzione. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Giovani, Comunicazioni/media, IdentitàJanuary 19, 2009 8:01 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 gennaio 2009, www.ilmattino.it

I bravi ragazzi ci sono ancora. Le loro buone azioni, però, fanno notizia per un solo giorno, diventano un breve spot pubblicitario sul «bene», per lasciar subito spazio alle consuete celebrazioni dei soliti «cattivi e cattive ragazze» che, come dicono molte pubblicità: «Vanno dappertutto».
Come mai questo diverso trattamento del sistema di comunicazione, che a parole deplora il male, ma poi non si occupa granché di chi lo contrasta, non presenta la sua vita come esempio per gli altri? Prendiamo la storia di Ermir.
Diciassette anni, vive e studia al quartiere Laurentino di Roma, dove è arrivato dall’Albania 10 anni fa con la mamma, che ha potuto allora ricongiungersi al marito, meccanico. Ermir qualche giorno fa ha rischiato di farsi ammazzare per difendere un compagno, aggredito sul campo di basket del liceo da tre bulli con coltello e pistola. Un fendente gli ha perforato il polmone; è grave, ma ce la farà. (more…)

Padre, Uomini, IdentitàNovember 22, 2008 4:05 pm

Che il tuo coraggio sia accompagnato dalla pietàStoria archetipica e di formazione, Parsifal narra le vicende di un giovane uomo (cavaliere) che, orfano di padre perché morto in battaglia, si trova a rapportarsi con il mondo solo con l’aiuto del “femminile” della madre, vedova disperata che cerca di proteggere ossessivamente il figlio da ogni fatica e da ogni pericolo.
Grazie all’incontro con i cavalieri, Parsifal decide di allontanarsi da lei e di buttarsi finalmente nel desiderio, nella vita.
Sprovvisto di una guida paterna che gli indichi i limiti e che gli offra un’identità, solo al termine di un drammatico percorso personale Parsifal, ritrovando il p-Padre e il suo amore, riuscirà a compiere la realizzazione piena della sua vita.

PROSSIME REPLICHE DELLO SPETTACOLO DI DAVIDE GIANDRINI

- 11 dicembre teatro piazza dei mestieri TORINO
- 03 gennaio teatro comunale di PAULLO MILANO
- 14 marzo per i MASCHI SELVATICI (da confermare)
- 15 marzo teatro parrocchiale di BIZZOZZERO VARESE

Liberamente tratto da Parsifal - l’iniziazione maschile all’amore di Claudio Risé

Scritto e interpretato da Davide Giandrini

Con la consulenza di Claudio Risé e la regia di Franco Palmieri

Io sono accoglienzaRicchissimo nella vicenda, nelle ambientazioni, nel numero dei personaggi e nel loro continuo rimando simbolico è essenzialmente un viaggio nell’iniziazione maschile all’amore sensuale, cruento, molto doloroso, comico, profondissimo.
Parsifal è un bambino padrone del mondo, che camminando impara, lentamente si piega, finalmente piange e umile si rialza col viso da uomo.
È il passo oltre il proprio ego, è un abbraccio alla vita, a Dio.
Provocazione vera all’uomo, a quello di oggi più che a quello di ieri, Parsifal è una vittoria.
Una vittoria del grido sul capriccio della responsabilità sul piagnisteo del lasciare sul trattenere.
Del buttarsi nel desiderio sul timore.
Storia di una conversione.

La forma dello Spettacolo di Davide Giandrini è quella del monologo, dove lo spiegarsi del racconto viene rappresentato attraverso l’interpretazione dei personaggi.

Per info: www.davidegiandrini.it - segreteriagiandrini@fastwebnet.it

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàOctober 27, 2008 8:35 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 ottobre 2008, www.ilmattino.it

La globalizzazione non è finita, ma la crisi economica mondiale l’ha fortemente rallentata. Ciò cambierà probabilmente le nostre vite individuali. In tempi «globali» infatti, proiettati sul mondo, si tende a guardare sempre più all’esterno, al lontano; al diverso e distante. Nelle epoche in cui lo sguardo si limita, l’uomo riscopre invece con stupore l’interesse di ciò che ha più vicino: il proprio territorio, la propria città, ma soprattutto la famiglia e quelli che sono gli affetti di sempre.
Non accade oggi per la prima volta: espirazione e inspirazione sono i due movimenti fondamentali della vita dell’uomo, e della sua storia. All’impero romano, epoca di espirazione «globale», successe l’inspirazione introspettiva del Medioevo; e ciò si ripete periodicamente, in modo più o meno evidente. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Giovani, IdentitàSeptember 29, 2008 7:34 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 settembre 2008, www.ilmattino.it

Si è discusso moltissimo di grembiulini, e di maestro unico. Argomenti importanti, che però toccavano aspetti relativamente esterni al «core business» della scuola: gli allievi, e la loro capacità/disponibilità ad apprendere. Come si fa ad insegnare qualcosa a un bambino, e poi a un adolescente? A quali condizioni lo studente si rende disponibile ad apprendere, organizzare le idee, mettere a fuoco un linguaggio? La funzione, e la difficoltà della scuola, infatti, è proprio questa.
Ammesso che i maestri sappiano cosa devono insegnare, la parte più difficile è però far loro capire come farlo. Mentre moltissimi sembrano disposti a scendere in piazza in nome della lotta ai grembiuli, e, naturalmente, della pluralità dei maestri (che significa anche moltiplicazione dei posti), pochi sembrano interessati alle condizioni psicologiche che rendono possibile l’apprendimento. (more…)

Padre, Uomini, Psiche e società, IdentitàSeptember 23, 2008 12:39 pm

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 22 settembre 2008, www.ilgiornale.it

La “società femminilizzata” è una grandissima fregatura per tutti, uomini e donne. Le donne perché sono state spodestate anche della loro “regalità” domestica, ormai contesa da maschi petulanti, che sanno tenere la cucina spesso meglio di loro.
I maschi perché ricacciati dal circo politico-mediatico (del resto ancora in gran parte maschile) nel girone dei violenti, gente da sottoporre a schedature di massa del DNA, come propongono le Commissarie Europee, o da non lasciar viaggiare accanto a bambini soli, come prevede British Airways.
Donne spregiudicatamente sfruttate sul lavoro, come i maschi, e uomini controllati e tenuti in permanenza sotto lo stigma del pregiudizio sociale: questo, e non altro, è la “società femminilizzata” sviluppatasi in modo accelerato dagli anni 70 in poi. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Giovani, Psiche e società, IdentitàSeptember 8, 2008 8:16 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 settembre 2008, www.ilmattino.it

Cinque europei su cento non mangiano quasi nulla, oppure troppo. Sono sempre più numerose le persone che non riescono ad alimentare correttamente il proprio corpo, fino a mettere in pericolo prima la salute, poi la stessa sopravvivenza.
All’origine di queste difficoltà non ci sono più problemi economici (come ancora all’inizio del secolo scorso) ma psichici. Le persone possono comprarsi anche molto cibo, ma poi preferiscono buttarlo via che mangiarlo, vomitarlo, piuttosto che digerirlo.
Come se uscire dalla minaccia della fame, possibilità sempre incombente fino a poco più di cinquant’anni fa, avesse portato con sé la perdita della spinta a nutrirsi. Che invece di essere un fatto naturale, istintivo, come nel bambino appena nato, diventa (assieme a tanti altri comportamenti una volta «automatici»), una possibilità tra altre, come quella di non alimentarsi affatto. Una scelta che per essere compiuta richiede elementi che apparentemente non c’entrano affatto con il cibo, come assenza di traumi infantili e famiglie ben funzionanti. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàSeptember 1, 2008 8:24 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 settembre 2008, www.ilmattino.it

Come mai i cristiani si definiscono senza patria? Proprio loro, accusati da intellettuali e filosofi di voler comandare su politica, economia e coscienze?
«Uomini senza patria», del fondatore di Comunione e liberazione, Luigi Giussani, ha infatti concluso il Meeting di Rimini di quest’anno (settecentomila partecipanti: numerosi, per degli apolidi). Come se i ciellini capissero oggi meglio le parole del fondatore: «Voi non avete patria, perché non siete assimilabili a questa società».
La questione, però, va ben oltre Cl. È curioso, e gravido di conseguenze, fin dalla nascita del cristianesimo, che la religione oggi più diffusa nel mondo, non si riconosca in una «patria». Questo spiega anche l’insofferenza dei suoi molti nemici. Un potere delocalizzato è più inquietante (ed anche interessante), di qualsiasi impero. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Giovani, Psiche e società, IdentitàJuly 30, 2008 9:28 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 luglio 2008, www.ilmattino.it

L’uomo si sta spersonalizzando, perde contenuti e identità. Questo, almeno, annunciava la sociologia fino a pochi anni fa (e molti ancora lo credono). Una delle prove di questo svuotamento era che nella vita delle persone i luoghi (spazi da sempre importanti per i gruppi sociali) perdevano importanza rispetto ai cosiddetti non luoghi: spazi di passaggio, anonimi, funzionali, veloci. In futuro, si temeva, ci si incontrerà solo in aeroporto e nei centri commerciali. Non è accaduto.
Sono stati soprattutto i giovani, nel mondo occidentale, a riproporre l’importanza ed il senso dei luoghi «storici». Dove, nelle varie città, ci si incontra da sempre. Tanto che uno dei problemi urbanistici più attuali è come evitare gli ingorghi, gli schiamazzi, il convulso affluire e defluire del «popolo della notte», composto in gran parte di giovani, dai luoghi e quartieri dove ci si è sempre incontrati. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 21, 2008 4:56 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 luglio 2008, www.tempi.it

Il teologo Vito Mancuso, molto amato non solo dal Foglio, dove scrive cose molto interessanti, sostiene che la forza costituisca il massimo interesse degli uomini e il vero principio che muove la loro storia. In questa convinzione ha dato pochi giorni fa un formidabile assist alla visione dell’uomo e della storia del Friedrich Nietzsche de L’Anticristo, associandosi al filosofo tedesco nell’invitare la Chiesa a parlare della forza, che veramente interessa agli uomini, invece di attardarsi nel riproporre testi e scritture polverose. Il che fa già venire un po’ i brividi: i Vangeli saranno tra quelle?
Mancuso ha citato come riconoscimento della forza anche l’attenta accoglienza riservata a Bush da Benedetto XVI, ben consapevole, sottolinea il teologo, di tutti i morti provocati dalla guerra in Iraq. Par di capire, dunque, che di un gesto di resa al principio della forza si sia trattato (in quello come in altri episodi politici ricordati da Mancuso), a conferma dell’irriducibile potenza della forza, alla quale tutti, Papa compreso, devono piegarsi. A meno di raccontare menzogne, quelle appunto di cui parla Nietzsche. (more…)

Psiche e società, Consumo, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 3, 2008 7:29 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 3 luglio 2008, www.tempi.it

Ci scrive una lettrice: «Di dipendenze da internet ce ne sono di tanti tipi, io vivo quella da eccesso di ricerca di informazioni. Non mi interessano i videogiochi, chat o altro. Ma di fronte a questo contenitore infinito di dati e notizie di ogni genere continuamente cerco, guardo, studio tutto quello che posso, tutto quello che non so – un universo di cose! Ho l’ansia di non sapere, di dover rincorrere qualcosa, non so bene che cosa, ma ho paura che mi scappi».
La lettrice ha naturalmente alcune ragioni biografiche che l’aiutano in questa direzione. Racconta: «Mi piace molto leggere; non ho potuto studiare granché e questo mi pesa; faccio un lavoro solitario al computer per otto ore di fila», e così via. La trappola in cui è caduta, però, non ha origini esclusivamente (forse neppure prevalentemente), personali.
Ci sono persone estremamente erudite che hanno la stessa dipendenza, e altre cui non capita niente del genere. Si tratta piuttosto, come dimostra la sua vastissima diffusione, di una patologia che ha origine nel modello di cultura proposto dalla coscienza collettiva, col quale tutti, in un modo o nell’altro, ci troviamo a doverci confrontare. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)June 28, 2008 3:52 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 26 giugno 2008, www.tempi.it

Sorprendente, nella bocciatura irlandese dell’Europa, è stata la reazione dei politici e dirigenti europei. Si è andati dal «chi non è contento se ne vada» al «che vergogna sputare nel piatto in cui si mangia». Il massimo di autocritica è venuto dai pochi che hanno pensato a un errore di comunicazione. Eppure più volte gli europei hanno bocciato le “carte” dei politici: l’Irlanda nel 2001 il Trattato di Nizza, nel 2005 Francia e Olanda la nuova costituzione, e adesso l’Irlanda quella di Lisbona, l’ultimo “trattato” costituzionale Ue.
Bisogna essere davvero molto testardi e arroganti nei confronti del “popolo bue” per non accorgersi che forse c’è qualcosa che non va nel modo di concepire l’Europa da parte del personale politico europeo. Hanno anche una strana idea di democrazia, questi politici e tecnocrati che quando il popolo dice loro che stanno sbagliando pensano che è il popolo ad essere scemo. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàJune 16, 2008 7:17 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 16 giugno 2008, www.ilmattino.it

Perché molti europei non amano l’Europa? Come mai i referendum popolari bocciano spesso i trattati su cui poggia, malgrado i governi dei Paesi e i dirigenti europei tifino per la loro approvazione? È già successo in Irlanda nel 2001 con la bocciatura del Trattato di Nizza, poi nel 2005 Francia e poi l’Olanda affossarono la nuova Costituzione europea, e adesso l’Irlanda ha bocciato l’ultima «carta», quella di Lisbona. Che cosa alimenta la psicologia contraria ai trattati europei?
Un piccolo episodio. Mi accorgo che nello studio del dentista è sparita la parete mobile che divideva la sala d’attesa da quella dove si segnano gli appuntamenti. Siccome leggere il giornale in pace in attesa di farti trapanare è una piccola consolazione, chiedo come mai. Il dentista mi spiega che per un nuovo regolamento europeo quella saletta d’attesa, hanno spiegato i vigili, non era più agibile, per aria insufficiente e rischi di soffocamento per i clienti in attesa. Naturalmente i vigili furono i primi a ridere del regolamento, e poi, più amaramente, anche il dentista, e i clienti. Però si dovette rinunciare alla sala d’attesa con relativa privacy. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Giovani, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi), CannabisJune 14, 2008 7:13 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 12 giugno 2008, www.tempi.it

Nel malessere giovanile colpisce il crescente disagio delle ragazze. I ragazzi sono più abituati al male, alla sofferenza. Ferdinando Camon (e anch’io) lo ritiene un tratto tipico del maschile, e ricorda che non a caso in francese male (mal), e maschio (mâle), si pronunciano allo stesso modo.
I “teddy boys” fanno parte dell’iconografia dei guai dei giovani maschi: ci sono sempre stati, e gli angeli hanno sempre dovuto darsi molto daffare per salvare i ragazzi da quel tipo di situazioni. Il “branco” al femminile è più nuovo, e fa più impressione. Così come il tasso di incremento nel consumo di ogni droga da parte delle donne, oggi più alto che fra gli uomini; e come il fatto che, proporzionalmente, siano più le ragazze che bevono fino a star male rispetto ai maschi, che smettono prima. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Psiche e società, IdentitàJune 6, 2008 5:20 pm

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 6 giugno 2008, www.ilgiornale.it

Quarant’anni: il tempo necessario per constatare il fallimento di una classe dirigente. La stagione (più o meno una generazione), che permette di dire che una semina è andata male, o non è stata fatta per niente.
De Gregori è una persona onesta, e abbastanza forte da dire, e dirsi, la verità: il ’68 non ha seminato, non ha preparato, formato, fatto crescere. E chi ci ha provato, tra quelli che erano giovani allora, ha fatto fatica, perché tutta la società gli remava contro. Contro l’autorità, certo. Ma contro l’autorità perché il ’68, e la cultura che ne è seguita, non sapeva accettare il limite. L’autorità non è buona o meritevole in sé. Può essere anche stupida, ottusa, ed è importante che chi vi è sottoposto possa riconoscerlo dentro di sé, prima di diventare altrettanto ottuso.
L’autorità, però, è indispensabile per dare il senso del limite. Non si può fare tutto, le competenze si formano attraverso il sacrificio, la capacità di imporsi limiti, che sono l’interfaccia repressiva degli obiettivi. Per raggiungere degli obiettivi, bisogna essere capaci di porsi dei limiti, e di fare qualcosa che invece dopo il ’68 è diventato tabù: sacrifici. (more…)

Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 22, 2008 8:03 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 22 maggio 2008, www.tempi.it

La menzogna dello Stato prepara la barbarie di domani. L’indifferenza e superficialità verso l’immigrazione, spacciata dallo Stato italiano per accoglienza e apertura, ha creato l’habitat ottimale per i raid anti immigrati di questi giorni a Ponticelli (Napoli), che domani potrebbero moltiplicarsi altrove. Far finta di niente e non proporre regole, da parte di chi ha per funzione l’attenzione e l’offerta di norme, come appunto lo Stato (o i genitori), tradisce la propria ragione di essere e abbandona gli altri che gli sono affidati.
Nella vicenda dell’immigrazione, il non dare regole e il non applicarle ha tradito sia i cittadini dello Stato sia i migranti che vi si sono installati, al di fuori di norme, possibilità di vita e servizi adeguati alla loro sopravvivenza e convivenza con i cittadini residenti. (more…)

Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, Comunicazioni/media, IdentitàMay 19, 2008 6:08 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 maggio 2008, www.ilmattino.it

Sul tavolo dei nuovi governanti europei c’è, in testa alle priorità, il crescente malessere dei loro cittadini, uomini e donne. Alcuni hanno già messo a tema la questione, come il nuovo sindaco di Londra Boris Johnson, affermando che il soggetto maggiormente a rischio è oggi il maschio bianco (già dirlo è politicamente scorretto). In effetti trova più difficilmente lavoro, ha la più elevata propensione al suicidio, muore prima. Anche le donne però se la passano tutt’altro che bene.
Già da molti mesi si sapeva che l’aumento delle donne tra i consumatori di droghe e sostanze eccitanti era molto più forte di quello dei maschi, anche se rimangono loro i maggiori consumatori. Inoltre, una volta instaurata la dipendenza, è più difficile che ne escano, droghe e alcool riattivano forme di anoressia e disagi prima latenti, e rendono molto difficile alla giovane donna la ricostruzione di un’esistenza normale. (more…)

Padre, Psiche e società, IdentitàMay 14, 2008 4:53 pm

(Di Giulia Galeotti, da “L’Osservatore Romano”, www.vatican.va, 11 maggio 2008)

Un convegno riuscito per una grande enciclica. Il congresso internazionale sull’Humanae vitae, che si è chiuso questo sabato con l’udienza del Papa, ha dimostrato la portata profetica del documento di Paolo VI con interventi che “L’Osservatore Romano” ha anticipato lo scorso 9 maggio. Contestatissima sia dentro che fuori la Chiesa quando uscì (e negli anni successivi), l’Humanae vitae ha infatti colto molti nodi cruciali che avrebbero segnato il tempo futuro. Così, in solitudine, ma animato dalla forza consapevole di ciò che sosteneva, Paolo VI ha disposto l’elaborazione di un testo di cui, qualche giorno dopo l’uscita, scrisse “la voce della nostra coscienza, interrogata lungamente davanti a Dio, ci ha indotto a rivolgere alla Chiesa e al mondo questa parola”. Una parola che proprio sul foglio vaticano Jean Guitton definì ferme, mais non fermée (Giovanni Maria Vian).
Volgarmente chiamata l’”Enciclica della pillola” e spesso presa a emblema della chiusura e dell’intransigenza ecclesiale in materia sessuale, l’Humanae vitae in realtà si pone al crocevia di un dibattito che va avanti da tempo, tra l’ossessione del controllo delle nascite - ancora erroneamente convinta della rapida diminuzione delle risorse, a fronte di una popolazione in minaccioso aumento - e la posizione della Chiesa, nel suo messaggio di amore e accoglienza alla vita. (more…)

Padre, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, IdentitàMay 13, 2008 6:39 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 maggio 2008, www.ilmattino.it

Siamo nel tempo dei «figli desiderati». I bambini vengono sempre più accuratamente programmati in base all’età dei genitori, la loro condizione economica, di lavoro, le disponibilità di spazio, e mille altre circostanze, compreso, a volte, il segno astrologico del nascituro. Come stanno poi, però, questi nuovi «figli del desiderio»? Che rapporto hanno con la vita, gli altri, e con i loro genitori?
I dati forniti da statistiche, cronache e osservazioni cliniche, sono sorprendenti. Uno dei maggiori esperti di questo fenomeno, il sociologo e demografo francese Yves Yonnet, ha spiegato due giorni fa, in un convegno internazionale alla Pontificia Università Lateranense (per i 40 anni dell’enciclica Humanae vitae), che si tratta di un vero mutamento antropologico. (more…)

Psiche e società, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 8, 2008 7:49 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 8 maggio 2008, www.tempi.it

Molto è cambiato, nella geografia politica italiana, nelle ultime tre settimane. Il popolo degli elettori non poteva essere più chiaro: sul fatto che vuole un netto cambiamento, e in che direzione lo vuole. Anche le foto dei politici sono di un’eloquenza disarmante: nei volti finalmente radiosi e allegri dei vincitori, e in quelli spaventati e confusi dei vinti.
È triste che qualcuno soffra, ma è certamente un bene che dalle facce si capisca ciò che sta accadendo. Non sono mai stato un ammiratore delle imperscrutabili facce democristiane, che hanno inquietato la mia infanzia e adolescenza. Le ritenevo un furto di informazioni. Le facce devono dire, comunicare ciò che sta accadendo. Adesso finalmente lo fanno. Tanta salute in più per tutti, a cominciare dal sistema politico. (more…)

Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 1, 2008 7:34 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 maggio 2008, www.tempi.it

Ormai i dati sono fin troppi. Il modello della donna cattiva e vincente, della “Uoma”, come la chiamava un settimanale femminile italiano nei propri manifesti pubblicitari alla ricerca di uno sperato (ma mancato) rilancio, della donna-Ego, che calpesta il mondo pur di affermare se stessa, si è rivelato per le donne una straordinaria fregatura. Molte hanno ormai fatto tutto quello che il sistema culturale ha loro proposto: messo se stesse al primo posto rispetto a tutti gli altri, limitato le proprie disponibilità sentimentali, rimandato nell’avere bambini, abortito quando sembrava opportuno.
Ora si ritrovano, in tutto l’Occidente, spesso sole e infelici, a volte i bambini non arrivano più, o loro non ce la fanno più ad averli, gli uomini sono stati allontanati, ma non ne vengono altri, la solitudine morde, cattiva, e buona parte della vita è passata. La carriera a volte è arrivata, ma nel suo tipico modo: viene e poi se ne va, ti lascia ancora prima che tu possa farne veramente qualcosa, come del resto capita, da sempre, alla gran parte degli uomini. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàApril 19, 2008 12:47 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 aprile 2008, www.ilmattino.it

Credi nella scienza, o in Dio? Capita sempre più spesso, oggi, di essere messi di mezzo, con toni perentori, in questo conflitto (nella realtà del tutto immaginario): da una parte la fede, dall’altra la ragione. Intanto, gli editori sfornano numerosi libri (di varia qualità) che ripropongono lo stesso aut aut. Quasi che uno sia obbligato a prendere la tessera o di ateo militante, o di discepolo di una Chiesa, specificando quale (quella cattolica è, in questo dibattito, molto malvista).
In un’epoca nella quale la cultura non brilla certo per ricchezza e originalità, l’insistenza del sistema delle comunicazioni su questo diktat semplicistico non è certo un buon affare per la cultura. Ogni uomo intelligente ha infatti bisogno della ragione, e moltissimi tra questi riconoscono di aver bisogno anche di Dio. Nessun grande scienziato, a cominciare da Galileo e da Darwin, si è mai dichiarato ateo, così come nessun grande esponente del pensiero o della storia della religione, di ogni religione, ha mai negato l’indispensabilità della ragione. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, IdentitàApril 10, 2008 5:07 pm

(A cura della Redazione)

Autorizzati dall’Autrice, pubblichiamo un’interessante lettera che ci è stata inviata nei giorni scorsi.

Purtroppo da donna sono costretta - mio malgrado - tutti i giorni a leggere e rileggere articoli (nella stragrande maggioranza dei casi purtroppo scritti proprio da donne) dedicati alle “povere” donne da proteggere in ogni dove… a casa, sul lavoro, in politica… e chi più ne ha più ne metta! Si tratta di più o meno lunghi articoli che (anacronisticamente tipizzando la figura della donna) svelano la superficialità di chi li ha scritti e il gretto populismo che li pervade e sottende… la donna è un “panda”… a cui riservare le stramaledette quote rosa (non solo in parlamento)!
Da donna sono costretta a leggere la donna descritta sempre (o quasi) come una specie in via di estinzione (il che “purtroppo” non corrisponde a verità!), vessata, sminuita, maltrattata, che deve essere difesa ad ogni costo (costi quel che costi ed a prescindere) dal genere maschile… perché è lui, l’uomo, il cattivo!
E mi stupisco di provare questo incommensurabile fastidio nel dover leggere ciò che si scrive di noi donne deboli e dunque (come se vi fosse un nesso eziologico) di loro (sì deboli!) uomini cattivi… eppure sono nata e cresciuta con gli ideali del femminismo che ERANO improntati all’emancipazione, indipendenza (in tutti i sensi! anche e soprattutto economica), alla ricerca di un equilibrio individuale dato dal perfetto miscuglio tra peculiarità maschili e femminili. Ma il tempo passa, il mondo cambia e quello che una volta per una donna non era possibile oggi lo è e basta volerlo, basta crederci senza farsi chiudere dentro una riserva! (more…)

Psiche e società, Identità, Campagna contro l'abortoMarch 14, 2008 8:35 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazie(A cura della Redazione)

Pubblichiamo volentieri il Comunicato diffuso in queste ore dal professor Francesco Agnoli, Capolista in Veneto della “Lista per la moratoria - Aborto? No, grazie”

La triste storia di Ermanno Rossi, oltre a generare una ovvia compassione per la sorte di un uomo, deve riaprire gli occhi almeno sull’applicazione della legge 194. Tra le tante cose che si potrebbero fare, ve n’è una che appare condivisibile per tutti: combattere l’aborto clandestino. Sì, perché se la 194 è nata in buona parte con quella scusa, è tragicamente vero che tale legge ha depenalizzato proprio l’aborto clandestino! Addirittura nella 194 le pene per chi cagiona l’aborto di una donna contro la sua volontà sono risibili, inferiori a quelle previste dal codice penale abrogato. Ma quanti erano gli aborti clandestini in Italia?
In un precedente articolo ho cercato di dimostrare che le cifre su tale fenomeno sono state volutamente gonfiate, in tutto il mondo, dal fronte abortista, come ebbe a dire il dottor Nathanson: «Sapevamo che negli Stati Uniti ogni anno non si effettuavano più di centomila aborti clandestini, ma noi alla stampa dicevamo che erano un milione».
La stessa strategia venne usata in Inghilterra, dove la stampa pro choice sosteneva l’esistenza di 50.000, massimo 100.000 aborti clandestini annui, mentre l’unico lavoro scientifico in materia, del dott. C. B. Goodhart, apparso nel 1964 sulla Eugenics Review, proponeva come attendibile la cifra di 10.000. Ebbene, in Italia si arrivò a proporre come cifra veridica quella di 3 milioni di aborti clandestini: il triplo della cifra già gonfiata diffusa negli Usa, e 30 volte di più che in Gran Bretagna. (more…)

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