Maturità drogate
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 giugno 2008, www.ilmattino.it
Un po’ di doping per reggere il periodo degli esami di maturità si è sempre usato. Quando li ho fatti io andava di moda il caffé freddo, o per chi si innervosiva troppo poderose brocche di te’, magari con pesche o arance. Ora invece vanno alla grande farmaci e droghe: valium per tranquillizzarsi ed evitare crisi di panico, cocaina per tirarsi su e rimanere svegli. Ma anche vari tipi di amfetamine, e farmaci di solito usati contro il morbo di Alzheimer, sempre per tenersi su di giri.
Sembra che il fenomeno riguardi ormai il 20% dei maturandi.
«Anche se gli insegnanti sembra non si accorgano di nulla – ha detto una studentessa – nelle scuole gira di tutto». Tra lo spaccio quotidiano negli istituti, e Internet, che in quanto a psicofarmaci e amfetamine è fornitissimo (cosa veramente ti venda poi, se le specialità dichiarate o altro, è un’altra questione), si trova tutto velocemente. (more…)
Il disagio delle ragazze, e la perdita del sapere femminile
Claudio Risé, da “Tempi”, 12 giugno 2008, www.tempi.it
Nel malessere giovanile colpisce il crescente disagio delle ragazze. I ragazzi sono più abituati al male, alla sofferenza. Ferdinando Camon (e anch’io) lo ritiene un tratto tipico del maschile, e ricorda che non a caso in francese male (mal), e maschio (mâle), si pronunciano allo stesso modo.
I “teddy boys” fanno parte dell’iconografia dei guai dei giovani maschi: ci sono sempre stati, e gli angeli hanno sempre dovuto darsi molto daffare per salvare i ragazzi da quel tipo di situazioni. Il “branco” al femminile è più nuovo, e fa più impressione. Così come il tasso di incremento nel consumo di ogni droga da parte delle donne, oggi più alto che fra gli uomini; e come il fatto che, proporzionalmente, siano più le ragazze che bevono fino a star male rispetto ai maschi, che smettono prima. (more…)
Ma perché il consumo di droghe aumenta solo in Italia?
Claudio Risé, da “Il Sussidiario”, 9 giugno 2008, www.ilsussidiario.net
Finiscono le scuole, cominciano lunghi mesi di vacanza. Come aiutare i giovani, i figli i nipoti, tutti, a metterli a frutto? Ogni giorno, in particolare nell’adolescenza (ma anche dopo), è una miniera di possibilità, di scoperte, di esperienze, di gioia e di possibilità di impegno.
Vorrei qui però segnalare un problema elementare, dal quale tutti gli altri sviluppi sono condizionati. Si tratta dell’integrità fisica e psichica, in particolare rispetto alle droghe. Si tratta di un assedio senza quartiere, al quale i ragazzi, durante la loro vita scolastica vengono sottoposti in continuazione.
Leggi tutto l’articolo su ilsussidiario.net
I maschi e la riproduzione. Riflessioni su ragioni e forme di una crisi
(di Claudio Risé, da “I Quaderni di Scienza & Vita”, 22 aprile 2008, www.comitatoscienzaevita.it)
L’impotenza aumenta, la sterilità anche, la libido cala. Sono fenomeni noti, in continuo (fino ad ora) peggioramento, come mostrano gli articoli e i dati presentati in questo fascicolo.
I fattori che incidono negativamente sulla sterilità sono molteplici, ma la loro presentazione è spesso condizionata dall’ottica del modello culturale dominante, che tende a “tacere” gli effetti di comportamenti e sostanze ostinatamente considerati “leggeri”, abbondantemente tollerate dai gruppi dirigenti, anche se dal punto di vista scientifico sono ormai noti i loro effetti “pesanti”.
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Lezioni per battere il tabù dello spinello
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 giugno 2008, www.ilmattino.it
L’Italia, con Malta, è ormai l’ultimo paese europeo in quanto lotta alla droga. Non siamo riusciti a diminuire i consumi, e neppure a rallentare i ritmi di incremento. I rapporti dell’Onu, e dell’Osservatorio europeo sulle droghe, hanno ripetutamente deplorato i nostri risultati. Di fronte allo sterile agitarsi dei nostri politici, che unici al mondo ancora dibattono se la cannabis faccia o no male, qualche preside ha lanciato un’idea: diamo la parola in classe ai drogati cronici.
È successo a Treviso, dopo la scoperta di collette in classe per i fondi per l’acquisto di spinelli. Undici ragazzi dai 16 ai 19 anni sono stati denunciati per detenzione e spaccio di droga, trenta sono stati segnalati in prefettura come assuntori abituali, due portati direttamente in comunità. (more…)
CannabisApril 27, 2008 6:50 am
Quel saggio e ben informato “no” alla cannabis
Claudio Risé, da “Avvenire”, 25 aprile 2008, www.avvenire.it
Coltivare cannabis in casa propria rimane un illecito penale: l’ha stabilito la Cassazione convocata a sezioni unite dal suo primo presidente Vincenzo Carbone. La pressione per liberalizzare, sul piano della giurisprudenza, la coltivazione domestica era stata molto forte. Ora forse arriveranno, per il presidente e tutta la Corte, accuse di arretratezza.
Si tratta, in realtà, di una sentenza molto aggiornata, che forse tiene anche conto dei recenti richiami dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e dell’Osservatorio europeo sulla droghe, a quei Paesi, come l’Italia, in cui il consumo di droghe, e di cannabis, invece di diminuire, ha continuato ad aumentare, con elevati danni personali e sociali. (more…)
Al Liceo di Bellinzona: Cannabis, come perdere la testa e a volte la vita
(A cura della Redazione)
Quel che segue è il resoconto dell’incontro organizzato dal Centro Culturale di Lugano, al Liceo di Bellinzona, sui dati, le conseguenze e i danni relativi al consumo di cannabis, comportamento sociale che si sta diffondendo in modo preoccupante tra le giovani generazioni anche in Italia e nelle scuole, nell’indifferenza dell’autoreferenziale classe politica e mediatica. La speranza è che queste occasioni di documentazione e confronto si moltiplichino nelle scuole italiane, per mettere a disposizione di genitori e studenti tutte quelle informazioni che da noi sono ancora taciute.
Si è tenuto mercoledì 2 aprile 2008 l’incontro tra gli studenti del Liceo Cantonale di Bellinzona e il Prof. Antonello Vanni sul tema “Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita”.
L’incontro promosso dal Centro Culturale di Lugano, in occasione della serie delle “Giornate Culturali” dagli studenti, ha previsto una presentazione, curata appunto da Vanni mediante la proiezione di un’esaustiva serie di slides, dei contenuti del libro “Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita” di Claudio Risé (San Paolo Ed, 2007) di cui il relatore ha curato la documentazione scientifica. (more…)
Non c’è più voglia di cambiare
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 gennaio 2008, www.ilmattino.it
Il nostro è un tempo straordinario e terribile. Le scienze della psiche, neuroscienze e psicoanalisi, ci insegnano che il nostro cervello è plastico, che possiamo modificarlo e dirigerlo, sviluppando per tutta la vita nuove competenze, e desideri. Siamo liberi di progettare il nostro sviluppo. D’altra parte, mai come oggi gli esseri umani sono invece schiavi delle più diverse dipendenze, dall’alcol alle droghe, da internet allo shopping compulsivo, dal sesso ai giochi d’azzardo.
La più grande libertà, che rimane il più delle volte teorica, si accompagna a una terrificante schiavitù, realtà quotidiana per milioni di persone. La politica poi, sembra spesso più impegnata, particolarmente nel nostro Paese, a tutelare le schiavitù che a diffondere la conoscenza delle possibilità di cambiamento, e quindi di libertà. Come quando, per i tossicomani, si progettano «stanze del buco», in cui drogarsi liberamente, piuttosto che intensificare gli interventi di aiuto a sviluppare le capacità e competenze necessarie per uscire dalla dipendenza della droga. (more…)
Per la cannabis si muore: anche sulle strade
(Da “Social News”, anno 4, numero 9, novembre 2007, www.socialnews.it)
Maggio 2007. Autobus scolastico si ribalta a Vercelli: due bambini morti (uno sul colpo, l’altro dopo una notte di coma cerebrale). Nel sangue dell’autista tracce di cannabis: aveva fumato uno spinello qualche ora prima. Sembra una notizia insolita in Italia, un Paese in cui marijuana e hashish sono circondate dalla “leggenda rosa” secondo cui questa droga sarebbe innocua o addirittura apprezzata per chi vuole rilassarsi ed essere felice per qualche ora.
In realtà molti governi occidentali hanno capito da tempo che l’uso di questa sostanza psicoattiva è letale, laddove si ricorra al suo consumo prima o durante la guida: gli Usa ad esempio hanno dimostrato, mediante esami svolti con l’analisi del capello, che ogni anno il 15% delle persone che ha avuto (o provocato) gravi incidenti anche mortali ha fumato marijuana e che nei giovani tra i 15 e i 20 anni le principali cause di morte sono due: l’inesperienza alla guida e l’uso di marijuana. (more…)
Claudio Risé a “Controluce”
Claudio Risé a “Controluce” (Radio Televisione della Svizzera Italiana), intervistato da Michele Fazioli, parla di Cannabis, Don Giovanni e soprattutto di Gesù Bambino (16 dicembre 2007).
Visita il sito della RTSI e Guarda il Video dell’intervista (con RealPlayer)
Cannabis, madre di tutte le droghe
Claudio Risé, da “Tempi”, 6 dicembre 2007, www.tempi.it
È uscita la relazione dell’Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze. I grandi giornali italiani ne hanno riferito dicendo che, rispetto agli Stati Uniti, l’Europa sta meglio «per via delle politiche di riduzione del danno (legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, eccetera)», politiche che l’America rifiuta. Naturalmente non è vero.
Negli Stati Uniti la droga più consumata e che funziona come base di decollo verso tutte le altre, la cannabis, è diminuta dal 2001 del 25 per cento, trascinando verso il basso anche il consumo di alcool (-13), che in Europa sembra aumentare, e quello di sigarette (-29). In Europa la cannabis (come la cocaina) sta rallentando, appunto, solo nei paesi che hanno smesso di vaneggiare di droghe leggere e lanciano vaste campagne di dissuasione dall’uso di erba e hashish. Così i tassi per la cannabis si sono stabilizzati o hanno cominciato a scendere in Spagna e sono calati di circa 3-4 punti percentuali in Francia e nel Regno Unito, tutti i paesi di cui nel mio libro sulla cannabis ho presentato le forti campagne contro questa droga. (more…)
Dove scende il consumo di droga, e perché
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 dicembre 2007, www.ilmattino.it
La tendenza dell’Occidente ad intossicarsi non è invincibile. Molti giovani, e adulti, diventano ostili alle droghe. Il fatto è che un’informazione accurata sui danni delle sostanze intossicanti ne diminuisce l’attrazione, e dunque l’uso.
Le ultime rilevazioni, degli U.S.A., della U.E. e dell’O.N.U., mostrano infatti che in molti paesi stupefacenti e sostanze che inducono dipendenza non crescono più, e sembrano aver imboccato la via della discesa. Vediamo dove, e perché.
Il punto centrale è l’informazione. Gli Stati Uniti, che ancora prima della presidenza Bush avevano avviato grandi campagne sui danni fisici e psichici provocati dalla droga più usata e dalla quale si parte per tutte le altre, la cannabis, hanno registrato dal 2001 una diminuzione della “madre di tutte le droghe” del 25%. (more…)
Gli studenti italiani e la cannabis: indebolimento cognitivo e demotivazione
(Di Claudio Risé e Antonello Vanni, da “Social News”, ottobre 2007, www.socialnews.it)
La cannabis rende difficile studiare e portare a termine la propria formazione scolastica. In Europa ormai molti governi se ne stanno accorgendo e avviano campagne mediatiche e nelle scuole contro il dilagare dell’uso di questa droga. In Italia ancora si attendono risposte, mentre negli ultimi 5 anni il consumo di cannabis tra gli studenti (e in particolare le studentesse) ha continuato a salire. Ne parla il nuovo libro di Claudio Risé “Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita” (San Paolo Ed., 2007) di cui proponiamo un estratto.
La cannabis è la droga più diffusa fra i giovani, soprattutto delle scuole superiori, che affermano di poterla reperire con grande facilità proprio tra aule e corridoi. Dal 2001 al 2005 i consumatori di cannabis in Italia sono raddoppiati passando dal 6,2 all’11,9%. Nel 2005 almeno 75.000 giovani in età scolastica ne hanno fatto uso quotidiano, mentre 145 mila studenti hanno fatto uso combinato di più sostanze, in cui nel 98% dei casi le principali sono state marijuana e hashish.
Quando c’è “fumo” in giro, magari durante la ricreazione o le pause del pranzo prima delle attività pomeridiane, ogni sforzo dei docenti per creare un clima di classe sereno e favorevole ai processi di apprendimento e studio rischia di essere vanificato (1). Per questo motivo è necessaria un’informazione chiara, destinata agli insegnanti, ai ragazzi e alle famiglie, sugli effetti della cannabis (2). (more…)
CannabisNovember 6, 2007 8:59 pm
Cannabis, tutta la verità. Non è affatto vero che “tanto non fa male”
(Di Luca Castelli, da “Optima Salute. Il mensile di salute per la famiglia”, ottobre 2007, www.optimasalute.it)
Secondo le ultime relazioni annuali al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, il fenomeno della diffusione della cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) in Italia è in costante aumento. Dal 2001 a oggi i consumatori di cannabis sono raddoppiati, passando dal 6,2% all’11,9. Per l’85% dei fruitori di cocaina e il 74% di quelli di eroina, la sostanza di iniziazione è stata proprio la cannabis.
A fronte di una diffusa opinione, anche tra genitori, insegnanti, pubblici amministratori e politici che la cannabis non fa male, lo psicanalista Claudio Risé, nel suo libro “Cannabis. Come perdere la testa e a volte vita”, afferma: «La cannabis fa male, crea degli invalidi psichici e fisici. Tacerne gli effetti è da irresponsabili o da complici». (more…)
CannabisNovember 4, 2007 7:02 pm
“La cannabis non è una sostanza leggera”. L’esperienza di un operatore sul campo
(Di Stefano Di Muzio, da “Il Faro”, Rivista del CEIS di Pescara, 24 ottobre 2007, www.cespe.net)
“La cannabis non è una sostanza leggera”. Quest’affermazione non è mia ma del Consiglio Superiore di Sanità e me ne servo in ogni approccio iniziale che ho con genitori e ragazzi che si rivolgono per chiedere aiuto al nostro Centro. Lavorare nei Gruppi Speciali con gli adolescenti che usano o hanno usato droghe non è affatto semplice. Constato quotidianamente, infatti, quanto vengano sottovalutati gli effetti delle cosiddette “droghe leggere” sulla psiche dell’uomo.
Nell’arco di tempo di un anno si sono rivolte a noi, in numero sempre crescente, famiglie con ragazzi che, oltre ad avere una dipendenza da sostanze, presentano patologie psichiatriche di notevole gravità come psicosi, disturbi di personalità borderline, depressioni bipolari, disturbi alimentari, ecc. Tutti questi ragazzi hanno iniziato ad usare cannabis e marijuana prima dei quindici anni. (more…)
Lo spinello, anticamera di vite bruciate
(Di Anita Loriani Ronchi, da “Il Giornale di Brescia”, 23 ottobre 2007, www.giornaledibrescia.it)
Il Consiglio Superiore di Sanità, già nel 2003, in un documento dal titolo “La cannabis non è un droga leggera”, dichiarava che l’impiego della sostanza stupefacente più diffusa in Italia è gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza, possibile induzione all’utilizzo di altre droghe come cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, disturbi psichiatrici ed eventuali malattie broncopolmonari. Due anni prima, nel 2001, il noto psichiatra Giovanni Battista Cassano aveva denunciato in un’intervista la situazione degli ospedali psichiatrici, che vanno sempre più affollandosi con un nuovo tipo di utenza: soggetti affetti da gravi patologie derivate dalla consuetudine all’utilizzo di cannabis.
Eppure - afferma Claudio Risé, che sul tema ha recentemente pubblicato il volume “Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita” (ed. San Paolo) – le conseguenze legate al consumo di una droga ritenuta in una certa filosofia degli anni ’70 portatrice “della pace e dell’amore” continuano ad essere sottovalutate. «I dati sono incontrovertibili. Ho voluto scrivere questo libro per far conoscere i gravissimi danni che questa sostanza provoca e per togliere di mezzo le semplici opinioni, presentando i risultati della ricerca internazionale su cui si basa la politica dei grandi Paesi, ad eccezione dell’Italia» ha detto il noto psichiatra e scrittore, ieri ospite al Teatro Sancarlino per i “Lunedì” curati da Carla Boroni, dove è stato affiancato da Antonello Vanni, curatore della parte documentaria dell’opera, e intervistato da Paolo Ferliga, psicanalista e docente di filosofia. (more…)
Mentre l’Italia chiacchiera, la Francia agisce. E dichiara guerra alla “droga della pace”
Claudio Risé, da “Tempi”, 25 ottobre 2007, www.tempi.it
Che fare per contrastare l’uso della cannabis, la droga più usata nel mondo, la più frequentemente associata ad atti di violenza e la maggiore responsabile dello sviluppo di patologie psichiatriche alla fine dell’adolescenza e nella prima giovinezza? Il sottoscritto, per aver solo ricordato queste cose, è stato accusato di essere un feroce proibizionista. In realtà, come sa chi mi conosce e legge davvero ciò che scrivo, le proibizioni non mi affascinano.
Certo, tengo conto che nell’America di Bush, più severa di quella del suo predecessore “liberal” Bill Clinton, il consumo di cannabis è calato del 25 per cento, secondo gli ultimi dati. Personalmente, però, penso che in questo risultato abbia contato molto la straordinaria campagna informativa che l’amministrazione Bush ha promosso (d’accordo con grandi istituzioni democratiche, come il New York Times) per far sapere a tutti i danni che - secondo le evidenze raccolte dalle neuroscienze e dalla psichiatria, e confermate dalle statistiche - l’uso della “droga della pace” produce sul cervello e sul corpo umano. (more…)
Cannabis: il silenzio in cui precipitano i nostri giovani
(Di Nino Dolfo, da “Brescia oggi”, 23 ottobre 2007, www.bresciaoggi.it)
La cannabis non è la droga della pace e dell’amore, secondo la vulgata diffusa sull’onda dei movimenti protestatari degli anni ‘60 e ‘70, ma una sostanza dagli effetti perniciosi e pesanti. Quantomeno non lo è la nuova cannabis, con un principio attivo sempre più potente. Ma questa tesi, frutto di un sapere scientifico condiviso all’estero e confortato da inquietanti statistiche, è ignorata in Italia, dove la cannabis continua ad essere ritenuta una droga leggera, nonostante gli avvertimenti del Consiglio Superiore di Sanità.
A parlare di questo argomento scottante per la salute pubblica è intervenuto ieri sera per i Lunedì del Sancarlino organizzati da Carla Boroni per la Provincia, il professor Claudio Risé, intervistato da Paolo Ferliga e da Antonello Vanni, quest’ultimo curatore della documentazione di un recente volume, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo) firmato dallo stesso psicanalista. (more…)
Giovani, CannabisOctober 17, 2007 8:02 pm
I consumatori di cannabis e la prontezza nel prendere le decisioni
(Patrizia Giongo sul libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, da “Newton”: I libri del mese, ottobre 2007)
«La prontezza nel prendere decisioni è ridotta del 70% nei fumatori di lungo corso, del 55% in quelli di medio corso, dell’8% nei fumatori occasionali». Lo studio è recente e non si riferisce ai fumatori di sigaretta, ma a quelli di spinelli. Le ricerche confermano l’aumento del consumo di una sostanza ad alta concentrazione di principio attivo e dei suoi danni sugli adolescenti.
Secco, preciso, aggiornato, lo psicanalista Claudio Risé accusa la “leggenda mediatica e culturale” che parla di droga leggera e fotografa la realtà italiana ed europea.
Alla fine, una ricca bibliografia, siti e altre informazioni utili.
Padre, Famiglia, CannabisOctober 16, 2007 5:24 pm
Cannabis, la leggenda e la realtà
(Recensione del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, da “La Provincia”, 6 ottobre 2007)
C’è una leggenda rosa su hashish, marijuana, “fumo” assortito: che i derivati della “cannabis indica” siano sostanze praticamente innocue. Una leggenda avallata dalla «classe dirigente italiana, particolarmente quella che si occupa di informazione e di politica».
Non usa toni leggeri Claudio Risé, noto psicoanalista, esperto di psicologia del maschile e docente presso la sede varesina dell’Università dell’Insubria, nel suo libro – quasi un pamphlet, dedicato a Vincenzo Muccioli – contro la droga illecita più prodotta e consumata al mondo. Una messe di documenti scientifici, statistici e divulgativi, raccolti dall’educatore e docente Antonello Vanni, espongono dati allarmanti non solo sulla costante espansione nel mondo occidentale del consumo di canapa indiana, ma anche sulla crescente concentrazione, «passata in un pugno d’anni dal 2 al 20%», del tetracannabinolo, il principio attivo della cannabis. (more…)
Cannabis, MultimediaOctober 9, 2007 6:14 pm
Radio-presentazione del libro “Cannabis”
(A cura della Redazione)
Una presentazione audio del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita (Ed. San Paolo, 2007)
Claudio Circelli, per Radio Buon Consiglio, intervista Antonello Vanni, curatore della documentazione scientifica del libro di Claudio Risé, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita.
Ogni intervista dura circa un’ora:
Parte 1 (Agosto 2007)
Parte 2 (Settembre 2007)
Fonte: [AntonelloVanni.it]
CannabisSeptember 28, 2007 6:54 pm
Dall’inferno della cannabis e dello spinello
Claudio Risé, da “Tempi”, 27 settembre 2007, www.tempi.it
Qualche informazione dal vostro inviato nell’inferno della cannabis e dello spinello, visto che i politici e i giornalisti dell’“alcool e fumo fanno molto più male” continuano a non darvele (e a non leggerle, anche perché spesso sono scritte in altre lingue, non ben masticate nel paese dei balocchi e mortedelle).
Le organizzazioni inglesi che seguono la delinquenza minorile hanno scoperto che dal 2004 (quando il governo Blair degradò la cannabis a droga leggera, classe C), ad oggi i giovani inglesi seguiti dai servizi sociali hanno aumentato il loro uso di cannabis dal 25 al 75%. In molte zone l’uso di questa droga è abituale nel 90% dei giovani che hanno guai con la giustizia. E i guai sono spesso provocati proprio dal bisogno di procurarsi denaro per finanziare l’abitudine di spinelli e chillum (pipe) di cannabis.
A Sheffield per esempio, ha stabilito una ricerca del King’s College, il 25% dei giovani delinquenti lo è diventato per finanziarsi il fumo. Queste ricerche demoliscono completamente la precedente convinzione del governo inglese (tuttora indiscussa in quello italiano) che “l’uso della cannabis non ispira comportamenti criminali”. La polizia di Sheffield, ma non solo, ha dichiarato al contrario che l’incremento dell’uso di cannabis «minaccia l’esistenza della società». (more…)
Famiglia, Giovani, CannabisSeptember 10, 2007 5:42 pm
Liberarsi dallo spinello
(Dalla rubrica “Psiche lui” di Claudio Risé, in “Io Donna”, allegato al “Corriere della Sera”, 8 settembre 2007)
«Il mio terzo figlio, 23 anni, spinella da quando ne aveva 15. Intervenendo siamo solo riusciti a creare intervalli nell’assunzione. E’ stato in psicoterapia, interrotta quando ha cominciato a lavorare. Ora regge il lavoro, ma non ha smesso l’uso. Lo psicologo valuta positivamente che lavori e che abbia un rapporto migliore con noi. Anche se sono spesso io a dare l’allarme, mio marito è presente e attento e abbiamo sempre sofferto e valutato insieme».
Lettera firmata
Cara amica, il peggio potrebbe essere passato. Il rischio più elevato nell’uso dei derivati della cannabis è infatti legato all’assunzione precoce, prima dei quindici anni, ed alla grave crisi, di tipo psichiatrico, che questo può provocare nel quinquennio successivo, come è stato dimostrato da una serie di ricerche molto ampie condotte nel mondo negli ultimi 10 anni.
Questa crisi si accompagna, ed è spesso annunciata, da mutamenti nella personalità, tra i quali, molto significativo, il passaggio da una sorta di dipendenza dal gruppo (in cui matura l’abitudine dello spinello), ad una posizione di tipo paranoide, con isolamento dagli altri che vengono caricati di contenuti ostili e persecutori. Il tutto è accompagnato dai tipici effetti dell’uso di cannabis: diminuzione della memoria breve, della volontà, e della determinazione nell’individuare e raggiungere degli obiettivi. (more…)
La presentazione di “Cannabis” al Meeting 2007
(Dal sito dell’Associazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, www.meetingrimini.org)
Anni fa Aleksandr Solgenitsin disse che l’Europa sarebbe stata infestata dal terrorismo internazionale e dalla droga. Mai parole furono più azzeccate. Della seconda questione, quella della diffusione dell’uso di droghe, si occupa questo libro [Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo] di Claudio Risé.
Come ha sottolineato Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano, «è un libro che non vuole proporre dei consigli o un punto di vista, ma vuole mostrare e diffondere una serie di fatti, notizie e verità relative all’uso di cannabis che solitamente non si trovano sui mass media». Ma perché un libro di questo tipo da parte di un autore che si è sempre occupato di altri problemi e di diversi ambiti di ricerca e analisi? (more…)
La generazione fumata
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 agosto 2007
Nel mondo il consumo della droga più diffusa, la cannabis, comincia a diminuire. Lo spiega l’ONU, nel suo ultimo rapporto. In Italia, invece, i consumatori sono aumentati, in quattro anni, di circa 3 milioni di persone, il 45% in più. Lo si ricava dall’ultima relazione sulla droga fatta al Parlamento. Il fatto è che i grandi Paesi occidentali informano che i “nuovi folli”, sono oggi gli ex bambini-ragazzi che hanno usato cannabis prima dei 15 anni, mentre l’Italia lo tace.
Come dimostrano tutte le ricerche internazionali, infatti, l’uso di sostanze intossicanti fin dalla preadolescenza produce con impressionante frequenza negli anni successivi psicosi e schizofrenia. Non a caso, in Occidente, l’uso di cannabis, a cui si associano sempre più di frequente alcol e amfetamine (la cosiddetta ecstasy), è oggi fra le prime tre cause di ricovero psichiatrico. (more…)
Giovani, CannabisAugust 17, 2007 4:44 pm
“Pazzi” per il fumo. Allarme a Varese
Giovanissimi in psichiatria per uno spinello. I medici lanciano l’allarme
(Di Barbara Zanetti, da “La Prealpina”, 15 agosto 2007)
Varese. Farsi uno spinello e finire nel reparto di psichiatria dell’ospedale. Una esperienza forte che tocca a molti giovanissimi. Un fenomeno che sta crescendo e sul quale lancia l’allarme il professor Simone Vender. Disturbi comportamentali, esperienze allucinatorie e confusione sono alcuni degli effetti dell’assunzione del “fumo”.
E chi l’ha detto che farsi una canna non fa male? Nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Circolo di Varese arriva un numero sempre più consistente di ragazzi che si sono fumati “il cervello” dopo aver fumato una canna. Psicotici, malati di mente, chiamateli come volete: si tratta di ragazzi, spesso tra i 18 e i 20 anni, che all’improvviso danno segni di squilibrio e che vengono curati come chi ha seri disturbi psichiatrici.
Non sono soltanto “drogati”, dunque, anche se loro non vogliono saperne di questo termine, perché secondo le loro teorie farsi uno spinello non equivale a drogarsi e perché, sostengono sempre molti di loro, «si può smettere quando si vuole, basta stare attenti a ciò che si fuma». E via di questo passo con altre banalità. Propinate, badate bene, a fidanzate genitori ma anche ai medici che curano i pazienti “fuori di testa” ricoverati, per qualche giorno, per scoprire che «sì, qualcosa effettivamente», hanno fumato… (more…)
Famiglia, Giovani, CannabisAugust 12, 2007 8:04 am
“Lo spinello provoca apatia e psicosi, a volte morte”
(Di Chiara Moniaci, da “Oggi”, nr. 25, 20 giugno 2007)
Gli effetti della cannabis nell’ultimo libro dello psicanalista Risé
Non chiamatela più droga leggera. La leggerezza sta solo nel considerarla poco pericolosa. Oggi gli spinelli sono geneticamente modificati e potenziati per avere effetti sempre più micidiali, e causano gravi danni cerebrali.
Di cannabis, oggi, si può anche morire: è la tesi, documentata, del nuovo libro di Claudio Risé, psicanalista e docente di Psicologia dell’educazione all’Università di Milano-Bicocca, Cannabis – Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo, 12,50 euro). Abbiamo chiesto all’autore quali sono i rischi di chi fa uso di cannabis. (more…)
Cannabis: alla scienza l’ultima parola
(Di Claudio Circelli, da “Il Settimanale di Padre Pio”, 29 luglio 2007, n. 30, www.settimanaleppio.it)
Che la cannabis facesse male era risaputo. Che gli studi scientifici, già da tempo, avessero dimostrato le conseguenze dannose prodotte in chi ne abbia fatto uso, era noto agli onesti; così come c’era la cognizione che solo l’ideologia sessantottina, cara a molti dei nostri politici, riconoscesse validità al binomio fumo/innocuità.
Tra la solita disinvoltura dei mezzi di comunicazione si è diffusa, nei più, la convinzione della cosiddetta canna come sostanza inoffensiva. «Fa più male l’alcol quando ci si sbronza», si dice, come se il problema fosse di scegliere il meno dannoso di due veleni, dimenticando il particolare, non proprio irrisorio, che entrambe le sostanze avvelenano l’esistenza umana. (more…)
Una politica leggera contro droghe tutt’altro che leggere
(Di Mirko Testa, da “L’Occidentale”, 3 agosto 2007, www.loccidentale.it)
Chiamatela pure marijuana, hashish, “maria” o semplicemente cannabis, ma non dite che è una droga leggera. Si tratta della sostanza illecita più venduta al mondo e la sua diffusione nel nostro Paese è in drammatico e costante aumento, complici soprattutto le famiglie sempre più instabili e una certa leggenda rosa che tende a sminuirne il rischio di dipendenza e i pericolosi effetti fisici e psichici. Un quadro a tinte fosche quello sul consumo di cannabis in Italia fotografato dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, presentata nel luglio scorso dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che mostra tra il 2001 e il 2005 “un aumento dei consumi di cannabis”, a cui va associato “un aumento dell’uso di eroina e cocaina sporadico/occasionale”.
Una seduzione quella a base di cannabis e cocaina cui troppi italiani sembrano non saper resistere, ma che ha inizio spesso con lo spinello scambiato a scuola e provato di questi tempi da un italiano su tre: il consumo della canna è cresciuto in quattro anni del 45% (quasi 3 milioni di persone in più si sono avvicinate a questa droga), si legge nella Relazione. Per quanto riguarda i consumi aumenta il numero dei soggetti (di età compresa tra i 15 ed i 44 anni): se nel 2001 era il 22% degli italiani ad aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, nel 2005 la percentuale è salita fino al 32%, aumento che si riferisce anche al consumo nell’ultimo anno e nell’ultimo mese. (more…)
“Cannabis”: Cosa ne pensa Stenio Solinas
Educazione culturale contro la mistica positiva dello spinello
(Di Stenio Solinas, da “Linea”, 24 luglio 2007, www.lineaquotidiano.it)
La risposta al problema delle droghe non è nella scelta fra repressione o legalizzazione, ma nell’educazione culturale in grado di rovesciare la mistica positiva dello spinello.
Se io fossi ministro della Pubblica Istruzione (lo è l’onorevole Fioroni, lo sono stati Letizia Moratti e Riccardo Misasi, perché non io?…) farei adottare come libro di testo nei licei Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita di Claudio Risé (San Paolo editore, 207 pagine, 12,50 euri).
È la prima volta che mi capita di leggere uno studio così ancorato ai dati scientifici e così privo di enfasi sociale pro o contro l’oggetto studiato, così al passo con gli studi e le analisi della comunità medica internazionale e così consapevole che la risposta al problema delle droghe non sta nella scelta fra repressione o legalizzazione, ma in uno sforzo di educazione culturale in grado di rovesciare come un guanto la mistica positiva dello spinello che da un trentennio prospera in Italia.
Che da noi il problema della droga sia un problema serio, lo dimostrano alcuni dati della Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze presentata nei giorni scorsi, in Parlamento, dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Da esso si evince che il consumo di marijuana o hashish è aumentato del 45 per cento rispetto a quattro anni fa, che quello della cocaina negli under 35 vede un aumento addirittura del 62 per cento e del 50 per cento fra le femmine under 24. (more…)
Cannabis: la disattenzione politica e mediatica sui suoi gravi effetti fisici e psichici
ROMA, domenica, 29 luglio 2007 (ZENIT.org).- La cannabis non è una droga leggera e la sua diffusione nel nostro Paese è in drammatico e costante aumento. E’ quanto emerge dal libro intitolato Cannabis: Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2007, pp. 220, euro 12,50).
Scritto dal professor Claudio Risé, psicoterapeuta e giornalista, grazie anche al contributo del professor Antonello Vanni, che ha curato la documentazione e la ricerca, il volume fotografa in modo accurato la situazione del consumo di cannabis in Italia, esaminando il fenomeno e le sue caratteristiche dal punto di vista della dipendenza e proponendo un percorso per il “non uso”.
Attualmente, la cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) è la droga illecita più prodotta e consumata al mondo, a causa anche di un abbattimento dei prezzi delle sostanze psicotrope, mentre la quantità di tetraidrocannabinolo nei prodotti a base di cannabis (il principio attivo di questa sostanza) è passata negli ultimi anni dal 2 al 20%. (more…)
CannabisJuly 28, 2007 10:02 am
La cannabis è tutto tranne che una droga leggera
(Recensione a cura di “OsservatorioDroga.IT”, Rivista telematica di informazione e approfondimento, www.osservatoriodroga.it)
Il fenomeno della diffusione della Cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) nel nostro Paese è in costante aumento, ne aumentano la domanda e il consumo, l’esposizione all’offerta, il mercato illegale, il carattere di veicolo iniziatico ad altre sostanze stupefacenti, il suo utilizzo massiccio nell’uso combinato con queste ultime, il suo riscontro nelle segnalazioni alle prefetture per uso e possesso di sostanze stupefacenti, la presenza di minori assuntori di Cannabis negli ambienti di detenzione.
Il libro di Claudio Risé Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita espone la fotografia della situazione del consumo in Italia, esamina il fenomeno e le sue caratteristiche dal punto di vista della dipendenza, con particolare attenzione all’adolescenza e all’adulto, propone un percorso per il “non uso” e una lunga serie di testimonianze cruciali. Il tutto da un punto di vista obiettivo. (more…)
Padre, CannabisJuly 2, 2007 7:30 pm
Un treno da non prendere
Dalla rubrica “Psiche lui” di Claudio Risé, in “Io Donna”, allegato al “Corriere della Sera”, 27 gennaio 2007
«Ho due figli, 14 e 16 anni, e ho scoperto che il maggiore spinella tutti i giorni. L’umore è deteriorato, reagisce aggressivamente alle situazioni, ha sbalzi d’umore molto marcati, ogni tanto si chiude in sé stesso, anche se poi cerca ansiosamente gli amici. Il rendimento scolastico è precipitato, fa fatica a studiare, e a concentrarsi. I nostri amici sono divisi tra “cosa vuoi che sia, non drammatizzate e riprenderà”, ed altri che raccomandano attenzione. Il medico della scuola invece mi ha preoccupato dicendo che oggi la cannabis è pericolosa». Padre in ansia
Caro amico, oggi lo sguardo verso la cannabis è diverso da quello degli ultimi decenni del secolo scorso, in cui era considerata droga “leggera”, e poco pericolosa. Per questo tutti i governi occidentali, tranne in Italia, hanno lanciato negli ultimi due-tre anni grandi programmi di informazione e prevenzione, coinvolgendo tutti i media, la comunicazione audiovisiva, le scuole, le diverse istituzioni educative e di cura. (more…)
Scuola, droga e violenza: un cocktail esplosivo
(Di Antonio Perugini, Procuratore Pubblico del Ticino (CH), dal “Giornale del Popolo”, 13 giugno 2007, www.gdp.ch)
Si stanno moltiplicando le invocazioni d’aiuto da parte di sedi scolastiche (l’ultima in ordine di tempo la scuola media di Bellinzona) per i casi di allievi ormai ingestibili a seguito di atti di violenza, di bullismo, di vandalismo e di erotismo sfrenato. Dal resto della Svizzera non passa settimana senza la notizia di episodi uno più scabroso ed orrendo dell’altro (con o senza telefonino), ad opera di minorenni e commessi nella cerchia scolastica. All’estero non si è da meno e in Italia il Governo avrebbe addirittura intenzione di far intervenire i NAS (nuclei anti-droga) nelle sedi scolastiche per combattere lo spaccio e il consumo di droga, con tanto di perquisizione di zainetti e WC.
In Ticino si moltiplicano, accanto ai progetti “Visione giovani” e quello pilota del DECS, le richieste di una più marcata presenza della polizia nelle vicinanze o addirittura all’interno delle sedi scolastiche. Ma cosa sta succedendo alla nostra gioventù? V’è forse stato un mutamento genetico in senso lombrosiano per produrre tanta insofferenza e delinquenza precoce? (more…)
Giovani, droghe e fumo negli occhi
La trasmissione di Rai Radio 3 Radio3mondo del 13 giugno 2007.
Il conduttore Maurizio Ciampa discute di “Giovani, droghe e fumo negli occhi”, con Claudio Risé, autore di Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Giovanni Martinotti, psichiatra del “Day Hospital per la psichiatria e le tossicodipendenze” del Policlinico Gemelli di Roma, Maria Grazia Dardanelli, preside dell’Istituto d’Arte Tiburtino terzo, Salvatore Natoli, docente di Filosofia della Politica alla II Università di Milano.
Scarica ed ascolta l’Audio della puntata: Link
Le psicodroghe
(Di Lia Damascelli, dalla rubrica Salute, “Io Donna”, allegato del “Corriere della Sera”, 9 giugno 2007, www.corriere.it)
Si può morire per aver “fumato”? Il caso del quindicenne milanese dice di sì. Perché lo spinello è diventato pesante e circolano mix di hashish, cocaina e anfetamine. Un esperto spiega i pericoli e le conseguenze.
Amfetamine, cannabinoidi, cocaina e tante molecole sintetiche che hanno effetti euforizzanti, rilassanti, allucinogeni. I rischi? Non tanto quello di morire per “overdose” come nel caso dell’eroina, ma questo non significa che fumo, inalanti e pastiglie siano meno pericolosi. Il caso del ragazzo di 15 anni morto in classe lo scorso 16 maggio dopo aver fumato “crack” – una miscela di coca e altre sostanze – ne è la tragica riprova.
Non sempre, per fortuna, la conseguenza dell’uso di stupefacenti è così “estrema”. I loro effetti però non sono solo quelli che si possono misurare nell’immediato. Un uso cronico di queste sostanze, ha conseguenze che si misurano soprattutto nel tempo. Come sottolinea Claudio Risé nel libro Cannabis – come perdere la testa e a volte la vita appena pubblicato dalle edizioni San Paolo, l’aumento del consumo di cannabinoidi è connesso all’aumento di casi di psicosi: secondo dati americani del 2006 – riferisce Risé - circa il 12 per cento delle persone che fanno un uso cronico di hashish e suoi derivati presenta una malattia mentale seria. Per approfondire la questione abbiamo sentito Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze della Asl di Milano.
Che caratteristiche ha oggi il consumo di droga?
Negli ultimi 10-15 anni si è verificato un profondo cambiamento culturale: una volta fare uso di droghe era un comportamento trasgressivo, riservato solo a una parte della popolazione giovanile. Oggi è un’abitudine che rientra in uno stile di vita diffuso: esattamente come ci si veste in un certo modo, si frequentano certi locali, si hanno determinati gusti e amicizie, così si prendono certe sostanze. (more…)
Cronache dello sballo, “vetro-erbe”, e cannabis Ogm
(Di Franco Sala, da “Il Giornale”, 14 giugno 2007, www.ilgiornale.it)
Paralizzato dopo il concerto rock: «Avevo fumato uno spinello»
Trascorre una serata ad ascoltare un concerto rock, poi a letto. Domenica mattina, è il 27 di maggio, non riesce a reggersi sulle gambe. Chiama il padre. L’uomo intuisce la gravità della situazione. Il ragazzo, 17 anni, di Muggiò, non riesce più a stare in piedi. Un’ambulanza porta il giovane studente all’ospedale di Desio. Nel referto i medici parlano di una paralisi diffusa e di «presunta assunzione di stupefacenti con altro». Poche parole. Bastano per chiamare i carabinieri.
Al reparto di neurologia arrivano gli uomini del capitano Vincenzo Barbato: sentono il ragazzo e inoltrano l’informativa alla Procura di Monza, parlando di tracce di «hashish potenziato». (more…)
Il problema “cannabis” nella scuola italiana
La trasmissione di Radio 24 Viva Voce, di Giuseppe Cruciani, dedicata nella puntata del 6 giugno 2007 al problema della diffusione della cannabis nelle scuole italiane.
Ascolta l’Audio del dibattito tra Claudio Risé, autore di Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Alberto Berardocco, Preside dell’Istituto Gadda di Paderno Dugnano, Paola Mastrocola, insegnante e scrittrice, Roberto Tripodi, Preside dell’Istituto Volta di Palermo: Link
Spinelli, delinquenza giovanile e figura paterna
(Di Gioia Palmieri, dal “Giornale del Popolo”, 8 giugno 2007, www.gdp.ch)
Lo spinello accende la delinquenza giovanile
Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita. Il libro denuncia di Claudio Risé che raccoglie tutti gli allarmi, gli studi, i dati scientifici e statistici della comunità internazionale sulle droghe “leggere”.
Per la maggior parte dei teenager accendersi uno spinello è come scolarsi una pinta di birra, con la differenza che coloro che alzano il gomito non sono di certo accompagnati da quell’aura fascinosa e affascinante del fumatore di cannabis. Un po’ perché questo rievoca quell’atmosfera, mai fuori moda, del contestatore sessantottino. Un po’ perché la fumata sembra favorire la fratellanza e promuovere l’appartenenza alla comunità.
I politici, i personaggi noti, la stampa e gli scienziati che per decenni hanno avvallato questa “leggenda rosa”, cioè che la cannabis sia una droga leggera e dagli effetti blandi, oggi si ritrovano finalmente smentiti, in minoranza. (more…)
Droga, altro “depistaggio” della Turco

(Di Désirée Ragazzi, dal “Secolo d’Italia”, 1 giugno 2007)
Esistono già ampi studi scientifici che confermano la tossicità degli spinelli. Ma la sinistra finge di non capire.
Nel libro di Claudio Risé l’analisi dei danni provocati dalla “canna”: tra l’altro è la sostanza spesso trovata nel sangue delle vittime della strada.
Se voleva gli effetti speciali, ha sbagliato scelta, tempi e luogo. Nella giornata mondiale contro il fumo, Livia Turco s’inventa l’ennesima commissione che deve studiare gli effetti tossici delle droghe, del fumo e dell’alcool. Un chiaro tentativo di scagionare gli spinelli che, solo qualche mese fa, aveva tentato di liberalizzare aumentandone le dosi. Un tentativo finito nel nulla grazie allo stop del Tar.
Ora ci prova in maniera subdola, dando incarico al presidente dell’Istituto superiore di sanità di avviare un «rapporto scientifico sulla tossicità e la dipendenza dalle sostanze d’abuso, compresi il fumo e l’alcool, al fine di programmare adeguate politiche di contrasto e di prevenzione». Che chissà a quali conclusioni arriverà.
La decisione è stata resa nota ieri in occasione della presentazione del rapporto Doxa-Iss che ha evidenziato un aumento del consumo in Italia di sigarette. «Ritengo necessario e urgente — spiega il ministro in una lettera inviata al presidente dell’Istituto Enrico Garaci — avviare uno studio che possa, in tempi brevi fornire un quadro esaustivo dell’incidenza delle dipendenze sulla popolazione italiana». (more…)
Cannabis: rivediamo le posizioni che ne sdrammatizzano il consumo
(A cura della Redazione)
«Il modo più efficace per far diminuire il consumo di cannabis è la disapprovazione sociale, precisa ed aperta, del suo uso, e cioè esattamente il contrario di ciò che molti politici, e il personale mediatico, fanno in Italia» (Claudio Risé, da Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo, 2007)
Per vincere la battaglia contro la diffusione del consumo di droghe, e della cannabis in particolare, è urgente superare le posizioni culturali e politiche più arretrate, ma anche quelle "politiche altalenanti" incapaci di autocritica, perciò di ostacolo ad un progetto educativo ed informativo di ampio respiro.
Mentre gli altri Paesi hanno dimostrato negli ultimi anni (gli Stati Uniti già da molto prima), il loro impegno in questa decisiva direzione (sopra, un manifesto della Campagna francese contro la cannabis), l’Italia è in grave ritardo, anche per il peso dei "miti giovanili" del suo personale politico.
Claudio Risé ne ha parlato nel suo intervento alla Rubrica 10 minuti del TG2.
Guarda il Video della puntata del 1 giugno 2007: Link