Diario di bordo
In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé

Padre, Divorzio, Uomini, Il buon Selvatico (da Tempi)May 15, 2008 5:27 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 15 maggio 2008, www.tempi.it

Una lettera come troppe altre, con conclusione diversa. «Quando scopri che il coniuge ti tradisce: dolore, umiliazione, paura per la famiglia. Le chiedi: “Ma cosa stai facendo?”, e senti rispondere: “Chi, io? Niente, perché?”. Nega tutto. Metti il telefono sotto controllo: è tutto vero, e anche peggio. Discussioni, litigi, ho subìto quattro aggressioni con il coltello, lei ha persino minacciato di gettare dal sesto piano la mia bambina. Le ho detto: “Per il bene dei figli, vattene!”. E sono finito in carcere con l’accusa di abusi sessuali su mia figlia di 9 anni e altre di violenza e maltrattamenti. Il quinto giorno in prigione un giudice mi dice: “Lei abusa della sua figlia minore”. Io, guardandolo negli occhi, dico: “Perché sono qui?”, e il giudice: “Perché lei abusa di sua figlia minore”. Scoppio in singhiozzi, non capivo le domande del giudice, non ricordo cosa ho risposto, ma alla fine dell’interrogatorio il giudice ha detto: “Rimandatelo a casa questo qui”. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, IdentitàApril 10, 2008 5:07 pm

(A cura della Redazione)

Autorizzati dall’Autrice, pubblichiamo un’interessante lettera che ci è stata inviata nei giorni scorsi.

Purtroppo da donna sono costretta - mio malgrado - tutti i giorni a leggere e rileggere articoli (nella stragrande maggioranza dei casi purtroppo scritti proprio da donne) dedicati alle “povere” donne da proteggere in ogni dove… a casa, sul lavoro, in politica… e chi più ne ha più ne metta! Si tratta di più o meno lunghi articoli che (anacronisticamente tipizzando la figura della donna) svelano la superficialità di chi li ha scritti e il gretto populismo che li pervade e sottende… la donna è un “panda”… a cui riservare le stramaledette quote rosa (non solo in parlamento)!
Da donna sono costretta a leggere la donna descritta sempre (o quasi) come una specie in via di estinzione (il che “purtroppo” non corrisponde a verità!), vessata, sminuita, maltrattata, che deve essere difesa ad ogni costo (costi quel che costi ed a prescindere) dal genere maschile… perché è lui, l’uomo, il cattivo!
E mi stupisco di provare questo incommensurabile fastidio nel dover leggere ciò che si scrive di noi donne deboli e dunque (come se vi fosse un nesso eziologico) di loro (sì deboli!) uomini cattivi… eppure sono nata e cresciuta con gli ideali del femminismo che ERANO improntati all’emancipazione, indipendenza (in tutti i sensi! anche e soprattutto economica), alla ricerca di un equilibrio individuale dato dal perfetto miscuglio tra peculiarità maschili e femminili. Ma il tempo passa, il mondo cambia e quello che una volta per una donna non era possibile oggi lo è e basta volerlo, basta crederci senza farsi chiudere dentro una riserva! (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Campagna contro l'abortoApril 1, 2008 8:34 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazie(A cura della Redazione)

Riceviamo e volentieri rilanciamo le indicazioni di voto del Centro Studi Separazioni ed Affido Minori, che da oltre vent’anni si occupa dei problemi delle separazioni coniugali e dei disagi che ne vengono ai genitori e soprattutto ai figli.

Indicazioni di voto per padri separati e madri separate: lista Ferrara con Claudio Risé

Il Centro Studi Separazioni ed Affido Minori esprime come propria indicazione di voto la preferenza per la Lista per la Moratoria sull’Aborto di Giuliano Ferrara.
Tale scelta del Centro Studi Separazioni ed Affido Minori matura come scelta pienamente laica, libertaria e radicale, e di responsabilizzazione di ognuno di noi.
Crediamo nel Diritto della Vita di autodeterminarsi ogni volta che si manifesti nelle sue possibilità naturali; crediamo in una società che abbia come valore prioritario la responsabilità di ogni singolo individuo verso la vita che nasce, in specie quella di cui egli si fa iniziatore.
Crediamo poi, soprattutto, che la Lista per la Moratoria sull’Aborto sia l’unica che tuteli la figura del Padre, che nella nostra civiltà e cultura va scomparendo sempre più. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 20, 2008 7:03 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 20 marzo 2008, www.tempi.it

L’aborto non è solo l’uccisione, fisica, del bambino che è stato concepito. E’ anche l’uccisone, simbolica, del padre. Egli infatti, dice la legge, non ha diritto di parola sul destino dell’essere umano che ha generato.
Ci sono stati casi, abbastanza strazianti, giunti alle cronache, nei quali i padri hanno cercato di far sentire la loro voce, hanno provato a parlare ai media, a scrivere al Presidente della Repubblica. Hanno detto che erano pronti a risarcire la madre per eventuali “danni biologici” (smagliature, depressioni post partum), per la mancata carriera, purché il bimbo nascesse. Non c’è stato nulla da fare.
Come dice lo slogan femminista: l’utero è mio, e lo gestisco io. E quindi, anche il bambino che ci sta dentro, è mio, cioè suo, della madre. La legislazione abortista ha quindi inaugurato la proprietà della madre sul figlio, ed espulso il padre da una presenza dotata di senso nella procreazione. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, UominiFebruary 27, 2008 5:52 pm

Claudio Risé da “Il Giornale”, 26 febbraio 2008, www.ilgiornale.it

Senza papà si vive male. Spesso, ci si può anche uccidere, come hanno dimostrato anche negli ultimi mesi diversi casi di cronaca in Italia. Anche per questo, due anni fa, si riuscì a varare, con una decina di anni di ritardo rispetto agli altri Paesi d’Europa, la legge sull’“affido condiviso”, che stabiliva, sia per il padre che per la madre, che genitori si rimane a tutti gli effetti, anche dopo la separazione/divorzio. Certo si sapeva già che i giudici avrebbero impiegato molto tempo prima di convincersi ad applicarla, come i matrimonialisti di grido non avevano mancato di avvertire.
Una legge così, disturbava pesantemente troppi interessi: le liti giudiziarie che hanno per oggetto i minori coinvolti in una separazione hanno un giro d’affari degno di una multinazionale, e gli studi legali che la gestiscono non hanno nessuna intenzione di liquidarla. (more…)

Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), UominiJanuary 14, 2008 6:32 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 gennaio 2008, www.ilmattino.it

La relazione tra uomo e donna si è ammalata. Aumentano i divorzi, ma aumenta anche lo stalking, la persecuzione dell’ex partner tempestato (soprattutto se donna), da telefonate, minacce, irruzioni, purtroppo anche percosse, qualche volta ferite, e peggio. Non si riesce a stare assieme, ma neppure a lasciarsi. Anche le separazioni e i divorzi, con la loro sequela di accuse, dispetti, ritorsioni, diventano spesso un modo di non lasciare l’altro, perseguitandolo nei modi più crudeli.
Cos’è che avvelena la relazione tra le persone, impedisce loro di progettare insieme, di costruire, di mediare le rispettive differenze? Il fatto è che si è ammalato l’amore. In particolare, s’è ammalato il luogo dove ogni essere umano sperimenta per la prima volta l’amore, il venire amato e l’amare gli altri: la famiglia. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Giovani, Comunicazioni/mediaDecember 22, 2007 2:19 pm

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Cristiano Gatti, da “Il Giornale”, 22 dicembre 2007, www.ilgiornale.it)

Certo si fa prima a lavare via tutto questo sangue domestico con un pratico luogo comune, classico armamentario da cronisti svogliati, genere «improvvisa esplosione di follia tra le mura domestiche». Ma sì: un bel raptus, una bella depressione, e passiamo pure agli altri titoli del nostro notiziario…
Purtroppo tutti quanti sappiamo che non è così semplice. La semplificazione aiuta a rimuovere gli incubi, ma non a comprendere. Sono grato a Claudio Risé - che dalla sua postazione di psichiatra e psicanalista è un acuto osservatore di umanità - per aver sgombrato molta nebbia. Per aver detto due o tre cose molto chiare. Per non essersi perso, come tanti suoi colleghi di grido, nelle chiacchiere da talk-show di metà pomeriggio o di prima serata. Chi abbia voglia di chiarire che cosa davvero stia succedendo nella famiglia italiana - vecchio o giovane, uomo o donna, di destra o di sinistra - può leggersi questa intervista.
Si può dissentire, ma non è tempo perso.

Risé, sorpreso da tanti delitti domestici?
«No. Ci siamo costruiti un certo modo di vivere: i nodi stanno venendo al pettine». (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)December 14, 2007 6:41 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 dicembre 2007, www.tempi.it

Molti lettori sanno che ho dedicato gran parte degli ultimi 20 anni alla psicologia dell’uomo, al padre come iniziatore alla vita, alla relazione tra il maschio, il dono e il sacrificio di sé, alla sua spinta spirituale. Negando la quale è destinato a sprofondare nel fango, o a perdersi tra gli oggetti, le cose.
Come la metto, allora, con i padri che uccidono mogli e figli, o ne abusano, coi mariti e fidanzati che non sanno donare alle loro donne la libertà che pur loro appartiene, con quelli che minacciano: “Se mi lasci ti uccido”, e poi lo fanno? (more…)

Padre, Divorzio, Giovani, Psiche e società, Il buon Selvatico (da Tempi)October 19, 2007 7:54 pm

TempiClaudio Risé, da “Tempi”, 18 ottobre 2007, www.tempi.it

I giovani sono sotto tiro. In Italia è il ministro dell’Economia che - dimenticando che il suo stipendio viene pagato anche da loro e che un governo non può prendersela con un gruppo sociale che non fa nulla di illegale, se non buttando via l’imparzialità per fare proprio un giudizio prevenuto ai limiti del razzismo - li chiama arrogantemente “bamboccioni”. Confermando così l’aggressività di questo governo verso il popolo dei sudditi.
Negli Stati Uniti è uno dei massimi opinion maker del paese, Thomas Friedman del New York Times, ad accusarli di torpore. E a incitarli, figuriamoci, a “tornare nelle piazze”, come usava fare la sua generazione.
In questa animosità dei padri, o dei nonni (come Tommaso Padoa-Schioppa), verso le generazioni venute dopo di loro, ci sono tratti comuni. Uno, evidentissimo nel ministro italiano (da sempre afflitto da un complesso di superiorità verso il resto del mondo), ma presente anche in Friedman che accusa i giovani di passività, è il disprezzo. Non è propriamente qualità da buon padre. Anziché cercare di capire perché i giovani si comportino in un certo modo, il disprezzo chiude subito il discorso. Riaprendone implicitamente un altro, autoritario-esortativo-autocelebrante: fate piuttosto come noi.
Tps dà dei bambocci ai giovani che si attardano in casa. Ma non dedica neppure una parola, né mezzo pensiero, alla ragione principale di questo fenomeno. Che in effetti non è tanto la povertà (cinquant’anni fa, come sanno tutti, ce n’era molta di più ma si metteva su casa lo stesso) quanto piuttosto l’assenza (testimoniata anche da un ministro così), nella società e nelle singole famiglie, della figura del buon padre, quello cioè che, amandoti e stimandoti (e non disprezzandoti per sentirsi lui il grand’uomo), ti aiuta a entrare nel mondo, a progettarti un futuro. Ti insegna a combattere per affermarlo. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)August 3, 2007 2:40 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 2 agosto 2007, www.tempi.it

Un giudice spagnolo ha detto che il re è nudo. E naturalmente è subito scoppiato un putiferio tra i cortigiani dello Stato. La nudità non riguarda, va da sé, il Borbone a capo della nazione spagnola, ma piuttosto quel sovrano impersonale, quel pensiero unico così diffuso in Occidente, che in Spagna ha ottenuto, tra l’altro, una legge del 2005 che dice che il matrimonio è l’unione tra due persone. Quindi due individui dello stesso sesso possono, oltre che sposarsi, avere bambini, in affidamento o in altri modi.
Beh, il giudice Fernando Ferrin Calamita, responsabile per la famiglia nel sud-ovest del paese, ha tolto a una madre la custodia delle due figlie, di 6 e 12 anni, perché lesbica. E le ha affidate al padre. (more…)

Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli)May 28, 2007 5:12 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 maggio 2007

Gli anni 70 stanno finendo ora, in tutto il mondo occidentale. Si sono prolungati per quasi un quarantennio: finché non sono finiti i soldi che hanno ispirato quello stile di vita, e non si sono accumulate le statistiche sui guai che comportava. Uno dei miti degli anni 70 più in crisi oggi è quello della “fine della famiglia”. A svelarlo sono (con molti altri indicatori), i dati di provenienza dagli Stati Uniti, dove quella crisi era più profonda, e pervasiva.
All’inizio del millennio i dati erano disastrosi: un matrimonio su due, negli Stati Uniti, finiva con un divorzio, e la previsione era quella di arrivare, nel giro di quindici anni, a due su tre. Da allora le cose hanno preso una piega diversa. Quella tendenza resta forte nelle classi sociali con scarsa istruzione, che le colloca ai livelli più bassi della società americana. Fra loro la percentuale è sempre quella: un matrimonio su due salta. Anche per la persistenza, nei gruppi meno istruiti, dei miti edonistici degli anni 70, ancora diffusi dagli strumenti più popolari del sistema delle comunicazioni: svalutazione del sacrificio, mito del piacere immediato e prolungato, preferenza all’appagamento dell’Ego rispetto a progetti condivisi e di lungo respiro, meno smaccatamente “brillanti”. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli)April 2, 2007 5:03 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 aprile 2007

Uno su tre. Sono i padri che durante la separazione, iniziata sempre più spesso per iniziativa della compagna, vengono accusati di abuso sessuale sui figli. Il 99% delle accuse si risolvono con un’archiviazione perché “il fatto non sussiste ed è da ricondurre alla conflittualità di coppia”. E’ insomma funzionale ad alzare le richieste avanzate dalla moglie madre, e persuadere il marito padre ad accettarle. Tuttavia, anche se lasciate cadere nel corso del giudizio, queste accuse pesano.
Non solo sulla vita dei futuri “papà separati”, che spesso diventano impotenti, cadono in depressione, a volte si uccidono. Un esercito di infelici il cui reinserimento nella vita sociale, dopo la perdita dei figli, della casa coniugale, e della moglie, non è semplice. L’accusa di abuso condiziona anche la vita degli altri membri del nucleo famigliare. A cominciare dai figli: per loro quest’ombra sul comportamento di chi li ha generati diventa un fantasma che comparirà nelle loro paure, e richiederà terapie dall’efficacia non garantita. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, UominiMarch 18, 2007 12:25 pm

Parla Claudio Risé: «Una società che sradica l’autorità paterna produce disagio e dipendenza».

(Intervista a Claudio Risé, di Riccardo Paradisi, da “L’Indipendente”, 18 marzo 2007, www.indipendenteonline.it)

Domani è la festa del papà: migliaia di uomini divorziati chiederanno il diritto all’affido dei propri figli che l’attuale giurisdizione nega per principio.

Domani 19 marzo è la festa del papà: migliaia di padri divorziati in Italia hanno scelto questa data come occasione per rivendicare ogni anno il diritto all’affido dei propri figli. Un diritto che è praticamente loro negato da una giurisdizione che nella quasi totalità dei casi affida automaticamente alle madri la tutela dei figli.
Una settimana fa, invece, a Roma si è tenuta una manifestazione che tra gli obiettivi aveva la contestazione dell’ordine simbolico della famiglia patriarcale. Una realtà che in Occidente ha smesso di esistere da almeno tre decenni.
Claudio Risé – psicoanalista, scrittore, autore di saggi fondamentali sulla paternità (tra gli altri Il mestiere di padre e Il Padre, l’assente inaccettabile, edizioni San Paolo), è impegnato da anni in un lavoro di denuncia sulla scomparsa dell’ordine simbolico paterno. Il padre, dice Risé, è il grande assente del nostro tempo. E questa assenza fa male. A questa assenza si deve porre rimedio. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, IdentitàDecember 15, 2006 6:18 pm

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Andrea Bonetti, da “L’Adige”, 15 dicembre 2006)

Chi è il padre?
Il padre è colui che mette in moto (biologicamente, o simbolicamente) il processo che porta alla formazione della persona umana. Ciò rende la sua figura determinante nel sollecitare e guidare gli aspetti dinamici, di movimento e cambiamento, nella vita dei figli.
L’aspetto di “creatore originario” del padre ne fa inoltre una figura fondativa delle appartenenze profonde dei figli, e quindi della loro identità. Un materiale statistico e clinico ormai consolidato dimostra che senza la figura paterna (o con un padre inconsapevole delle sue funzioni), i figli hanno difficoltà sia nel crescere, psicologicamente ed affettivamente, che nel contare su un’identità saldamente stabilita.

Come mai il padre è diventato l’“assente inaccettabile” di cui parla il più noto dei suoi libri su questo tema?
E’ un lungo processo, che descrivo nei miei libri, ma gli avvenimenti più incisivi oggi sono quelli conseguenti alle leggi che hanno modificato la vita delle famiglie dagli anni 70: il divorzio, e l’aborto. La legge sulla separazione e divorzio ha gradualmente portato ad una progressiva espulsione del padre dalla famiglia e dai figli. Oggi negli Stati Uniti (e la tendenza è la stessa anche nelle grandi città italiane, o nelle fasce a più alto reddito) la separazione (negli U.S.A. un matrimonio su due) è chiesta in oltre il 70% dei casi dalle donne, cui (in oltre il 90% dei casi) viene affidata la casa, e la custodia dei figli.
La legge sull’aborto poi ha sancito l’espulsione del padre come figura significativa nel ciclo riproduttivo. Il parere del padre sulla decisione della donna di abortire non viene neppure ascoltato. La legge lo riduce a una figura muta e impotente, che ha ammutolito la presenza paterna nella vita delle persone, e della comunità.
Contro questa situazione un gruppo di studiosi, affiancati rapidamente da cittadini di ogni professione, ha steso da tempo un appello, rintracciabile in: http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm cui affluiscono quotidianamente nuove adesioni, via Internet. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Comunicazioni/mediaDecember 11, 2006 6:16 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 dicembre 2006

Chi è veramente il padre? E’ la figura sconvolta e concitata di Nicola De Martino, l’uomo che dopo una lotta durata tredici anni per riavere il figlio, finalmente vinta, ha minacciato di darsi fuoco in diretta TV? O è invece la figura tenebrosa, di cui parlano i manifesti diffusi da Comitati delle Pari Opportunità e sindacati sui muri di Brescia e provincia (forse prova generale di un’affissione nazionale). Primo manifesto: una bimba mostra un occhio vistosamente illividito, e la dicitura dice: «l’occhio blu me l’ha fatto papà». Secondo manifesto: un ragazzino percuote una bimba; la dicitura spiega: «Lo fa anche papà». Queste figure estreme, quella televisiva e quella dei manifesti, con i loro effetti spettacolari, rischiano però di far scivolare in secondo piano il centro dell’identità paterna, e la sua principale funzione.
Qual è l’immagine paterna che queste rappresentazioni esasperate, costruite in studi pubblicitari (come quelli che hanno preparato le immagini di Brescia), finiscono col rendere invisibile? E’ il padre della vita quotidiana, quello che tutti conosciamo e siamo, quello che va ogni giorno al lavoro, dà i soldi in famiglia, cresce i figli e trema perché non si perdano, sostiene ed aiuta la moglie, cercando di opporsi, come può e sa, alle mille insidie che minacciano la famiglia, e il matrimonio. Un tipo di cui nessuno parla, perché non fa spettacolo, non uccide nessuno e non minaccia nessuno. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/mediaDecember 9, 2006 11:00 am

Claudio Risé, da “Avvenire”, 9 dicembre 2006, www.avvenire.it

Nicola De Martino, l’uomo che ha minacciato di darsi fuoco nel (forse primo) Telegiornale che raccontasse con rilievo una terribile storia (la sua) di padre separato dal figlio, ha mostrato l’attuale debolezza della paternità. Non è certo dopo la vittoria che si inscena una protesta spettacolare (anche se quel padre per anni ha protestato, dovunque poteva). Non davanti a un figlio che costringi a farti da padre ed a chiederti di non farlo più. Non davanti a milioni di spettatori che hanno sete di immagini mediatiche che finalmente restituiscano loro quel padre che essi conoscono, e spesso sono. Un uomo semplice e forte, che accanto a madri generose consente, con la sua fatica e buonsenso quotidiano, che la vita continui. Alzandosi la mattina, lavorando e guadagnando quanto occorre, accudendo quanto può i figli, ed educandoli quanto sa. Una figura non eroica, non spettacolare, spesso deludente rispetto ad aspettative grandiose alimentate dal sistema delle comunicazioni nelle stesse compagne, e nei figli. E tuttavia, proprio per questa sua disponibilità a sacrificare silenziosamente la propria vita, lontano dai riflettori e dai battimani, una figura grande: “il vero avventuriero”, come diceva del padre Charles Peguy, contrapposto a quelli falsi, di celluloide, della modernità. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media 8:39 am

Risposte di Claudio Risé a Nino Materi, da “Il Giornale”, 9 dicembre 2006, www.ilgiornale.it

Una separazione sofferta. Una svolta radicale. E soprattutto il doloroso allontanamento dai figli. Che crescono lontano. Ma molti uomini si ribellano. Magari con reazioni platealmente sbagliate come nel caso del signor De Martino. Cosa ha pensato davanti alle immagini di un padre che tenta di darsi fuoco in diretta tv?
Ho pensato che quell’uomo è sopravvissuto al dolore di 13 anni di separazione dal figlio, ma non è riuscito a salvaguardare la tranquilla forza del padre dentro di sé. Quella coraggiosa stabilità che il padre è chiamato a far crescere nei figli, rimanendone umile, ma determinato testimone. Quindi rischia di bruciare, di dare fuoco, a quell’immagine di padre che per tanti anni ha disperatamente difeso.

Un padre che lotta trasmette energie diverse di un padre che piange, qual è il “modello” migliore?
Il padre che lotta può anche piangere; non si tratta di modelli contrapposti. Anzi, la personalità deve rimanere unita, e saper vivere senza scissioni questi diversi momenti. Nell’attuale modello culturale, che tende a privilegiare i momenti spettacolari, a volte falsi, il padre è chiamato comunque ad essere il testimone della sobrietà, del gesto misurato, da trasmettere con l’esempio ai figli, che ne hanno enorme bisogno. (more…)

Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli)October 31, 2006 5:52 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 ottobre 2006

Davvero le suocere sono fra le prime cause di fallimento matrimoniale? Questa tesi, illustrata da proverbi popolari in tutte le regioni italiane (e già questo significa qualcosa), viene ora riproposta dagli psicologi, che nei loro colloqui vedono comparire il fantasma di una suocera prepotente dietro a moltissimi matrimoni in crisi: uno su tre, a quanto pare. Non si tratta tanto del ritorno di un vecchio stereotipo, quanto del ripresentarsi, in un mondo trasformato, di una questione reale, apparentemente aggravatasi nel frattempo: la fatica dell’essere umano ad uscire dalla dipendenza dalla madre.
In fondo, sull’osservazione di questo fenomeno è nata la psicoanalisi, che continua ad essere la solida base di studio dei moti profondi dell’animo umano. L’affetto ed il bisogno dell’attenzione materna porta il figlio all’ostilità verso il padre, che della madre è il legittimo compagno, e soprattutto lo porterà poi a richiedere alla moglie le stesse attenzioni, le stesse gratificazioni, a suo tempo ricevute, o desiderate, dalla madre. Quando la moglie percepisce di essere vista come madre, e non come donna, amante, compagna, si disamora, ed il rapporto entra in crisi. (more…)

Padre, Divorzio, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli)March 20, 2006 8:41 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 20 marzo 2006

Il primo giorno dell’applicazione dell’affido condiviso, i tribunali italiani sono stati invasi da una marea di padri che ne chiedevano l’applicazione. Che volevano riconosciuta (come la legge prevede, nell’interesse del bambino) la loro qualità di genitori, con responsabilità ed oneri relativi, anche dopo la separazione. Il fenomeno ha stupito molti, soprattutto nei media. La passione per la paternità è, infatti, una delle meno riconosciute. Eppure, secondo le stime del Tribunale di Roma, almeno quarantamila padri chiederanno di vedere di più i loro bambini affidati alle madri, ma anche di impegnarsi più incisivamente nella loro educazione e nella loro crescita. (more…)

Padre, DivorzioMarch 17, 2006 4:49 pm

Scosse dall’affido condiviso

(di Claudio Risé, da “Avvenire”, 17 marzo 2006, www.avvenire.it)

È entrata ieri in vigore la legge sull’affido condiviso. Come tutte le leggi, che per nascere devono mediare tra interessi contraddittori, è forse incompleta, e certamente ancora bisognosa dell’applicazione pratica, della verifica alla prova dei fatti. Ma una cosa la dice alta e chiara: genitori si rimane anche dopo la separazione. E non per un privilegio vitalizio del genitore, ma per il sicuro diritto dei figli ad avere una madre, e un padre. Un diritto su cui si basa la loro serenità psicologica, e la possibilità di uno sviluppo affettivo pieno e felice. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, UominiFebruary 3, 2006 9:19 pm

(di Claudio Risé, da Social News. Giornale d’informazione sociale, www.socialnews.it)

La società occidentale, le madri preoccupate dell’avvenire dei loro figli e i padri che vorrebbero continuare a svolgere il loro ruolo, guardano con crescente preoccupazione alla temibile alleanza tra le donne divorziste e una delle più potenti lobby contemporanee.

«Buttatelo per la strada e tirategli dietro i suoi vestiti… non dovete preoccuparvi dei suoi diritti. Il vostro lavoro non è quello di prendere a cuore i diritti costituzionali dell’uomo che state calpestando». L’individuo da trattare in questo modo è il padre di famiglia, la cui moglie abbia chiesto il divorzio e l’affidamento dei figli. E a fare questa raccomandazione è Richard Russel, giudice della corte municipale del New Jersey, nelle istruzioni impartite in un seminario di formazione, nel 1994. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Scuola, Educazione, Letizia Moratti SindacoJanuary 29, 2006 7:34 pm

(a cura della Redazione)

Roma, 20.12.05
Una circolare per tutelare l’esercizio del diritto/dovere del genitore separato o divorziato non affidatario a vigilare sull’istruzione dei figli, e quindi a vederne le pagelle.

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo studente

Prot.7657/A0 Roma,20.12.05

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Sedi
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia autonoma di
Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia autonoma di
Trento
All’Intendente Scolastico per le Scuole di lingua tedesca
Bolzano
All’Intendente Scolastico per le Scuole delle località ladine
Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Valle d’Aosta
Aosta

OGGETTO: Genitori separati non conviventi – Richiesta documentazione carriera scolastica dei figli.

A seguito del parere di merito del Ministero della Giustizia, relativo alla possibilità per il genitore non affidatario, in situazione di separazione e/o divorzio, di potere esercitare il diritto di seguire il figlio nel percorso scolastico, si invitano le SS. LL. a tener conto di quanto segue.
La potestà attribuita ad entrambi i genitori deve essere esercitata di comune accordo (art. 316 c.c.) o quantomeno concordata nelle linee generali di indirizzo, sulla base delle quali ciascun genitore potrà e dovrà operare anche separatamente. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli)January 16, 2006 1:37 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 gennaio 2006

Gli interessati sono tanti: un milione e centomila tra bambini e giovani, nati dal 1975 in poi, trecentomila dei quali non hanno mai visto una famiglia unita. Questo non è un appello umanitario per qualche disastro extraeuropeo: sto parlando di bambini e giovani italiani. Tanti sono, infatti, i bimbi nel nostro paese, coinvolti negli ultimi trent’anni in vicende di separazione e divorzio. (more…)

I testi di Claudio Risé qui pubblicati sono di proprietà dell'Autore. La loro riproduzione in altri contesti è lecita con esplicita menzione del blog.
http://claudiorise.blogsome.com/redazione: Paolo Marcon (caporedattore), Antonello Vanni, Guido Venturini