Diario di bordo
In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Consumo, IdentitàSeptember 22, 2009 7:08 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 settembre 2009, www.ilmattino.it

È passato un anno dalla dichiarazione ufficiale di inizio della crisi economica, e ora nuove autorevoli assicurazioni la danno per finita, seppur con ferite che si rimargineranno lentamente. Speriamo che sia così. Rimane però un problema psicologico e culturale (oltre che economico): abbiamo imparato la lezione? Sapremo evitare quei comportamenti che generarono le famose «bolle» (da quella immobiliare a quella dei «derivati»), il cui scoppio paralizzò poi mercati, e produzione?
Non è un problema teorico, riservato alle dispute degli economisti. È una necessità pratica, per non ritrovarsi tra qualche anno con un’altra generazione di giovani dirigenti bruciata in tutte le capitali economiche occidentali, masse di risparmiatori rovinate da speculazioni insensate, e eserciti di disoccupati dovunque. (more…)

Giovani, Psiche e società, Consumo, CannabisJuly 31, 2009 8:19 pm

Claudio Risé, da “Avvenire”, 31 luglio 2009, www.avvenire.it

L’Italia non è in declino, ha rassicurato il ministro dell’Economia. Una valutazione che fa piacere. Per dare piena fiducia, tuttavia, essa va incrociata anche con dati non specificamente economici, considerati ovunque significativi del livello di sviluppo e di dinamismo di un Paese.
Tra questi, molto importanti quelli relativi al consumo di droghe. Un Paese drogato si sviluppa meno, e in modo meno solido. Non solo per i costi sanitari altissimi indotti a medio e lungo termine dalla fetta di popolazione intossicata; ma per la minor vitalità che l’uso di droghe produce sia sul piano dell’iniziativa (anche economica) che su quello cognitivo (ricerca e innovazione) e affettivo (stabilità delle relazioni, estraneità alle devianze). Molti dei guai del capitalismo più recente, da aziende pessimamente dirette negli anni ’70 all’ultima crisi economica, hanno tra le loro caratteristiche l’uso di droga da parte di alcuni fra i loro protagonisti. (more…)

Padre, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Giovani, Psiche e società, Consumo, Cannabis 7:51 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 luglio 2009, www.ilmattino.it

Come fare quando (come in Italia) oltre il 40 per cento dei giovani tra i tredici e i vent’anni assume sostanze psicoattive, dall’alcol a ogni tipo di droga, senza dimenticare il crocevia obbligato dell’onnipresente spinello? Emanare ordinanze e perseguire chi gliele vende (come fa il Comune di Milano), vietare l’alcol ai neopatentati, sottoporli ai narcotest (come prevedono le nuove norme sulle patenti), moltiplicare i controlli? Oppure dialogare coi ragazzi, ascoltarli? E se loro non parlano?
Se ne discute in questi giorni, mentre le cronache e i dati statistici presentano una gioventù sempre più spesso alterata e fuori controllo, scolasticamente e socialmente in difficoltà. Il dibattito è però falsato dai condizionamenti ideologici. Chi approva i controlli, viene etichettato come «falco», e accusato di non voler dialogare. È anche vero, d’altra parte, che la retorica opposta della «tolleranza zero» considera il dialogo come sinonimo di debolezza, e di perdita di tempo. La verità è come sempre meno unilaterale. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Giovani, Psiche e società, Consumo, Letizia Moratti Sindaco, CannabisJuly 22, 2009 6:03 pm

Claudio Risé, da “Avvenire”, 21 luglio 2009, www.avvenire.it

L’ordinanza del sindaco di Milano che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni è una misura giusta. Malgrado il dilagare dell’alcolismo tra i più giovani, in Italia non era ancora stata adottata (al di fuori della provincia autonoma di Bolzano, e, più recentemente, di Monza); è dunque anche coraggiosa e contagiosa, come confermano, per un verso, certe trasversali irritazioni politiche e, per l’altro, l’avvio di analoghe e altrettanto trasversali iniziative.
A uno sguardo più ampio appare però un’assunzione di responsabilità perfino ovvia: nessuna istituzione pubblica può accettare che i giovani si autodistruggano, senza far nulla. Misure simili sono infatti già state varate direttamente dallo Stato perfino in Francia, Paese dove la lobby dei produttori di alcolici è tradizionalmente fortissima. In Usa sono attive fin dall’inizio del millennio, con risultati eccellenti sia sulla diminuzione dei consumi, che delle patologie correlate; ottenuti anche per le grandi campagne di informazione sui danni della sostanza-base dello ’sballo’, anche alcolico: la cannabis e i suoi derivati, hashish e marijuana. (more…)

Psiche e società, Consumo, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)July 3, 2008 7:29 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 3 luglio 2008, www.tempi.it

Ci scrive una lettrice: «Di dipendenze da internet ce ne sono di tanti tipi, io vivo quella da eccesso di ricerca di informazioni. Non mi interessano i videogiochi, chat o altro. Ma di fronte a questo contenitore infinito di dati e notizie di ogni genere continuamente cerco, guardo, studio tutto quello che posso, tutto quello che non so – un universo di cose! Ho l’ansia di non sapere, di dover rincorrere qualcosa, non so bene che cosa, ma ho paura che mi scappi».
La lettrice ha naturalmente alcune ragioni biografiche che l’aiutano in questa direzione. Racconta: «Mi piace molto leggere; non ho potuto studiare granché e questo mi pesa; faccio un lavoro solitario al computer per otto ore di fila», e così via. La trappola in cui è caduta, però, non ha origini esclusivamente (forse neppure prevalentemente), personali.
Ci sono persone estremamente erudite che hanno la stessa dipendenza, e altre cui non capita niente del genere. Si tratta piuttosto, come dimostra la sua vastissima diffusione, di una patologia che ha origine nel modello di cultura proposto dalla coscienza collettiva, col quale tutti, in un modo o nell’altro, ci troviamo a doverci confrontare. (more…)

Scuola, Educazione, Consumo, Il buon Selvatico (da Tempi)June 20, 2008 6:45 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 19 giugno 2008, www.tempi.it

I pazienti operati per far soldi (comunque vada a finire l’inchiesta: ce n’è abbastanza, e purtroppo non solo nella clinica Santa Rita di Milano) o il rumeno bruciato dalla coppia in affari per incassare l’assicurazione fanno parte, prima e più del discorso sugli esami di riparazione, dell’emergenza educativa. Innanzitutto perché sono la prova della sua esistenza.
Persone che uccidono, o trattano la salute altrui dando la priorità al proprio interesse senza curarsi del danno per l’altro, sono il risultato di un completo fallimento educativo. L’altro non c’è, se non come strumento di affermazione personale. Il sentimento, il cuore, è stato distaccato dalle esperienze più elementari: la pietà, il rispetto umano, la percezione del dolore altrui. L’emozione, come in altri tragici casi che hanno recentemente riguardato protagonisti della cura, è suscitata dal comprarsi una grossa automobile più che dall’aiutare un altro essere umano a uscire dai guai. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, ConsumoApril 1, 2008 8:30 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 aprile 2008, www.ilmattino.it

L’assistenza psicologica ha raggiunto gli scaffali dei supermercati. Una grande catena, Ipercoop, ha aperto a Milano, vicino alla casse, una «stanza dello psicologo» dove i clienti possono porre i loro problemi a un professionista (spero almeno iscritto all’albo), che li ascolterà e risponderà come può. Un nuovo servizio, un nuovo bene di consumo, la «consulenza» psicologica, appunto, venduto tra molti altri.
Le polemiche certamente non mancheranno. Vale dunque la pena di ragionarci un po’. È uno scandalo, diranno (già dicono) in molti: la terapia venduta tra mortadelle e merendine, Freud in offerta speciale. Altri replicheranno in nome della libertà di mercato, e del diritto di sceglierti di curarti come e dove ti pare. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Consumo, IdentitàMarch 4, 2008 6:15 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 marzo 2008, www.ilmattino.it

Molto sta per cambiare nelle nostre passioni. Lo fanno pensare poche parole dette dall’uomo più potente della finanza mondiale, Ben Bernanke, direttore della Fed, la banca centrale americana. «Dovremo cambiare il nostro modello di sviluppo», ha detto con calma Bernanke. «Non possiamo continuare a sviluppare i consumi, aumentando i debiti». Poiché però i consumi sono oggi la più grande passione dell’uomo, e i debiti la sua più grande paura, fare questo significa cambiare tutta la nostra vita.
E’ almeno dall’Ottocento, dalla rivoluzione industriale, che la passione per le cose fabbricate, il “feticismo delle merci”, ha preso uno spazio sempre più grande nella vita e nel cuore dell’uomo. Gli uomini, da allora, hanno cominciato a rovinarsi sempre più spesso per le automobili di lusso, o yachts che poi non potevano pagare, piuttosto che per le donne desiderate. (more…)

Comunicazioni/media, Consumo, Il buon Selvatico (da Tempi)July 6, 2007 5:47 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 5 luglio 2007, www.tempi.it

Si cominciò con “Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive vanno dappertutto”. Da lì in poi la fortuna, mediatica e pubblicitaria, delle “cattive ragazze” non conobbe più limiti. Ormai, ogni settimana c’è una nuova “cattiva ragazza”, o bad girl, che ci guarda con aria ostile da un manifesto che ci informa che “bad girl” compra la tal marca di occhiali, o indossa quegli stivali, o compra qualche altra cosa. Chissà se i pubblicitari, pazzi per queste cattive ragazze, sono davvero sicuri del fatto loro.
Perché, a vederle così, scontrose, pallide, con aria insieme presuntosa e scontenta, queste bad girls sembrano piuttosto la celebrazione di quanto la donna “cattiva” sia infelice. Naturalmente la donna “cattiva”, o “dark”, non è un’invenzione recente. (more…)

Padre, Famiglia, Consumo, IdentitàJune 19, 2007 9:03 pm

Tracce - Giugno 2007 (Intervista a Claudio Risé, di Davide Perillo, da “Tracce”, Giugno 2007, www.tracce.it)

«L’istinto, questo fascio di forze, è il vero, grande, rimosso della cultura moderna»

Psicanalista e scrittore, Claudio Risé studia la psiche dell’uomo nella concretezza dei suoi atteggiamenti e dei comportamenti. Per Tracce ha accettato di lasciarsi provocare da alcuni spunti offerti da don Carrón agli ultimi Esercizi della Fraternità di Cl, cui ha partecipato, mettendo in gioco gli strumenti della sua professione.

«Rigeneranti». È la prima parola che usa Claudio Risé, psicologo, psicanalista, scrittore e columnist di vaglia, per indicare i «suoi» Esercizi della Fraternità. Parola azzeccata: dice molto di più della ventata di freschezza che pure, a Rimini, hanno sentito tutti. Ri-generare, in fondo, vuol dire «generare di nuovo», «ricreare». Riaccendere l’umano, insomma.
«Ero stato molto colpito l’anno scorso da quella virata improvvisa di don Carrón sul cuore», spiega Risé: «Importantissima e molto chiara. Quest’anno è andato avanti. A cominciare da quei cenni insistiti sul desiderio». (more…)

Padre, Uomini, ConsumoOctober 23, 2006 5:13 pm

(Intervista data ad Andrea Ansaloni, da “La Gazzetta di Parma”, 10 ottobre 2006)

Perché dopo tanti libri sul padre, oggi ne pubblica uno sul Don Giovanni?
Perché Don Giovanni è l’anti-padre. Colui che è in lotta per tutta la vita contro la legge del padre, che protegge la donna e il matrimonio.
E’ impossibile capire la crisi della figura del padre oggi, se non si conosce l’archetipo leggendario che gli viene contrapposto nella modernità: appunto Don Giovanni.

Chi è Don Giovanni?
In Tirso, Molière, Mozart-Da Ponte, è un personaggio negativo, costretto a soddisfare immediatamente le sue pulsioni, e quindi incapace persino di farle diventare dei veri desideri, è malato di narcisismo infantile, e profondamente infelice.
Solo con il romanticismo diventa una specie di eroe del piacere, e tale rimane, in fondo, fino ad oggi con l’avanzare di una visione del mondo “relativista”, in cui nessun principio universale e nessuna norma può sostituirsi alla ricerca di un piacere immediato. (more…)

Uomini, ConsumoSeptember 15, 2006 3:09 pm

(da “Gente”, n. 38, 13 settembre 2006)

Amori proibiti.

Don Giovanni, l’ingannatore, di Claudio Risé.
Perché le donne si innamorano del celebre libertino?
Perché le attira, le lusinga e consuma la preda con rapace voracità.
Però non le sa amare.

Padre, Uomini, Consumo, IdentitàJuly 7, 2006 7:54 pm

(di Caterina Giojelli, da “Tempi”, 6 luglio 2006, www.tempi.it)

C’è più di un filo rosso che lega un dandy anni Venti, anticipatore del dissoluto postmoderno, a una leggenda del folklore mediterraneo del Seicento. Un’immagine per cominciare, mefistotelica e vermiglia, l’autoritratto del proteiforme Jean Cocteau scelto da Claudio Risé per la copertina della sua ultima fatica letteraria sul burlador de Sevilla. Due fieri narcisisti, tronfio il primo, Jean Cocteau, nel definirsi «una menzogna che dice sempre la verità», tronfio il secondo nel gloriarsi del «tutta Siviglia mi chiama l’ingannatore». «Più indagavo e più vedevo Don Giovanni, il delinearsi di una creatura diabolica. Più lo conoscevo e più ci vedevo la rappresentazione scarlatta che Cocteau diede di sé quando ancora i capelli li aveva tutti. E sfumavano, evocando le fiamme dell’inferno, come un demone senza volto, come Don Giovanni». (more…)

Padre, Uomini, ConsumoJune 22, 2006 7:52 pm

(di Roberto Mussapi, da “Il Giornale”, 21 giugno 2006, www.ilgiornale.it)

Finalmente. Era l’ora. Un libro su uno dei principali miti moderni: Don Giovanni l’ingannatore, di Claudio Risé (Frassinelli, pagg. 166, euro 16). Forse è già moderno Amleto, il mito dei miti, accanto all’antico Ulisse. Nasce nel XVI secolo, età elisabettiana, diviene subito eterno, emerso dal passato e subito immerso nel nostro presente. Poi il Dottor Faustus, prima nel magnifico dramma di Christopher Marlowe, sempre età elisabettiana. Lo scienziato, dottore, filosofo, teologo che vuole sostituirsi a Dio stilando un patto col diavolo, sarà ripreso poi da Goethe, e, in quanto mito, da molti altri.
In piena età controriformista, in un’opera di Tirso de Molina, spagnolo, viene alla luce Don Giovanni: seduttore, conquista le donne nel buio, di notte, spesso mascherato, spesso stuprandole, sempre ingannandole. Ripreso in almeno due capolavori, l’opera di Mozart su testo di Da Ponte e la commedia di Molière, il cupo conquistatore diviene un simbolo premonitore, forse profetico. Oltre alle grandi opere sceniche ispira una vastissima produzione saggistica, diviene un modello di vita nell’età dell’Illuminismo, un simbolo di ribellione all’ordine convenzionale nell’Otto e nel Novecento. (more…)

Padre, Uomini, ConsumoJune 17, 2006 4:00 pm

(di Fabrizio Coscia, da “Il Mattino di Napoli”, 13 giugno 2006, www.ilmattino.caltanet.it)

Con il suo nuovo libro, Don Giovanni, l’ingannatore (Frassinelli, pagg. 159, euro 16), anche Claudio Risé decide di confrontarsi con l’archetipo del libertino dissoluto. L’autore, psicoanalista e docente universitario conosciuto dal grande pubblico grazie ai suoi libri sul maschile e il femminile, e alle sue apparizioni televisive, oltre alla rubrica settimanale per «Il Mattino», propone una nuova lettura di Don Giovanni, che si distingue per l’attenzione filologica ai testi letterari da cui prende forma il personaggio (le versioni di Tirso de Molina, Molière, e Mozart-Da Ponte), correlata, con agilità metodologica, alla recente cronaca quotidiana, alla musica popolare del Novecento (la canzone napoletana «Voce ’e notte»), e alle lettere della rubrica curata sulla rivista «Io Donna». (more…)

Psiche e società, ConsumoMarch 2, 2006 8:45 pm

Avventure nella spazzatura di chi raccoglie gli oggetti più disparati da riutilizzare o collezionare.
Moda del momento, mania o qualcosa di più serio?

Intervista di Claudio Risé a Carlotta Grimaldi di Altro Consumo

Mongo, una parola che presto o tardi conosceremo da vicino anche in Europa. Il significato del termine sembra risalire agli anni Trenta quando con mongo si etichettavano oltreoceano gli addetti alle pulizie dediti al recupero degli oggetti dimessi. Oggi è la nuova mania che dagli Stati Uniti arriva anche nel nostro paese: c’è chi fruga nella spazzatura di marciapiedi e cassonetti sperando di trovare qualcosa di speciale, chi cerca poltrone o sedie da rimettere a nuovo per arredare la casa, chi ripara il computer trovando “pezzi” scartati da altri. E’ stato un libro di Ted Botha, Mongo. Adventure in trash, avventure nella spazzatura appunto, a portare alla luce del sole un’attività svolta nell’ombra, al riparo da occhi indiscreti. L’autore è un giornalista sudafricano che ha vissuto per mesi nella notte di Manhattan con i veri cacciatori di rifiuti, manager che si rilassano girovagando tra scatole, bottiglie o avanzi, o lungimiranti personaggi che hanno fatto del riciclo una professione, come l’arredatrice Mary Carter che ha firmato due bestsellers come American Junk e City Junk. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), ConsumoFebruary 7, 2006 5:21 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 febbraio 2006

Rovistare tra i rifiuti. Non tanto per rivendere l’oggetto ancora buono e buttato via, ma per portarselo a casa. E’ la passione dei Mongo, come si chiamano negli Stati Uniti quelli che frugano tra le cose buttate. Un popolo curioso, e poco schifiltoso che ora in America “fa tendenza”: il libro che ne parla, Mongo. An adventure in trash (Mongo. Un’avventura nella spazzatura), del saggista Ted Botha, colleziona lettori, ed elogi. In genere, i Mongo non rovistano nella spazzatura per soldi. Guadagnare denaro rivendendo questi oggetti, o spenderne meno astenendosi dal comprarne di nuovi, sembra (nel libro di Botha, ma anche dalle poche ricerche esistenti), un aspetto secondario del fenomeno. Vendono, ma a malicuore, quando proprio si sono riempiti la casa e il garage di questi reperti della vita di ieri, e non si possono più muovere. Non si tratta, dunque, di un interesse economico, ma di una vera e propria passione. Che tipo di passione è, però, quella di questi raccoglitori silenziosi di cose che gli altri hanno rifiutato? E cosa significa la loro rapida crescita numerica? (more…)

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