Diario di bordo
In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé

Giovani, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)May 29, 2008 5:25 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 29 maggio 2008, www.tempi.it

Di cosa è fatto questo essere “vecchi dentro”, come ha detto Benedetto XVI a Genova, che consuma prematuramente e progressivamente spegne la vita di molti giovani di oggi? Cos’è questa tendenza a farsi “parassiti”, come li ha definiti il parroco di Niscemi, con una parola in realtà molto precisa e pregnante?
Dal punto di vista dell’esistenza profonda, si tratta certo, come ha precisato il Papa Benedetto, del mancato incontro con Gesù. Se non vedi la via, la verità, la vita, questa avvizzisce e si spegne. Tuttavia, anche in fasi storiche meno materialistiche di quelle che stiamo vivendo, l’incontro con Dio è per un giovane sì sempre alle porte, ma anche una grazia spesso rinviata, a volte respinta da una serie di richiami “del mondo”, che ti prende, ti distrae, ti alletta e alla fine ti delude e ti svuota. Prima di svuotarti, però, c’è spesso stata una “pienezza” giovanile, sempre parziale, a volte scellerata o pazza, come nella vita e nell’opera di Rimbaud, che però illustrava anche potentemente la bellezza della vita, e la ricerca del suo senso. Perché invece oggi la scelleratezza giovanile è così stanca, mortifera, priva di energia, vecchia? “Parassitaria”, come dice l’acuto parroco? (more…)

Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, Comunicazioni/media, IdentitàMay 19, 2008 6:08 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 maggio 2008, www.ilmattino.it

Sul tavolo dei nuovi governanti europei c’è, in testa alle priorità, il crescente malessere dei loro cittadini, uomini e donne. Alcuni hanno già messo a tema la questione, come il nuovo sindaco di Londra Boris Johnson, affermando che il soggetto maggiormente a rischio è oggi il maschio bianco (già dirlo è politicamente scorretto). In effetti trova più difficilmente lavoro, ha la più elevata propensione al suicidio, muore prima. Anche le donne però se la passano tutt’altro che bene.
Già da molti mesi si sapeva che l’aumento delle donne tra i consumatori di droghe e sostanze eccitanti era molto più forte di quello dei maschi, anche se rimangono loro i maggiori consumatori. Inoltre, una volta instaurata la dipendenza, è più difficile che ne escano, droghe e alcool riattivano forme di anoressia e disagi prima latenti, e rendono molto difficile alla giovane donna la ricostruzione di un’esistenza normale. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/mediaMay 5, 2008 5:35 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 maggio 2008, www.ilmattino.it

A volte sembra che la storia politica cambi bruscamente strada. Il crollo della sinistra nel giro di un anno, in Francia e Italia, ripetuto a Londra, test per l’intera Inghilterra, ha colpito molti osservatori. Il sociologo Anthony Giddens, già consigliere di Blair, ha notato che dei quindici fondatori dell’Europa, a fine degli anni ’90, tredici erano guidati dalla sinistra. Oggi sono solo due, Spagna e Inghilterra, e quest’ultima forse ancora per poco. È davvero finita un’epoca?
Forse. Oggi il gioco politico non è più tra due modelli, quello capitalista e quello socialista, ma è tutto all’interno del capitalismo e del mercato. Tuttavia dietro a questi cambi di direzione della politica europea c’è anche altro. (more…)

Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)May 1, 2008 7:34 am

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 maggio 2008, www.tempi.it

Ormai i dati sono fin troppi. Il modello della donna cattiva e vincente, della “Uoma”, come la chiamava un settimanale femminile italiano nei propri manifesti pubblicitari alla ricerca di uno sperato (ma mancato) rilancio, della donna-Ego, che calpesta il mondo pur di affermare se stessa, si è rivelato per le donne una straordinaria fregatura. Molte hanno ormai fatto tutto quello che il sistema culturale ha loro proposto: messo se stesse al primo posto rispetto a tutti gli altri, limitato le proprie disponibilità sentimentali, rimandato nell’avere bambini, abortito quando sembrava opportuno.
Ora si ritrovano, in tutto l’Occidente, spesso sole e infelici, a volte i bambini non arrivano più, o loro non ce la fanno più ad averli, gli uomini sono stati allontanati, ma non ne vengono altri, la solitudine morde, cattiva, e buona parte della vita è passata. La carriera a volte è arrivata, ma nel suo tipico modo: viene e poi se ne va, ti lascia ancora prima che tu possa farne veramente qualcosa, come del resto capita, da sempre, alla gran parte degli uomini. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàApril 19, 2008 12:47 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 aprile 2008, www.ilmattino.it

Credi nella scienza, o in Dio? Capita sempre più spesso, oggi, di essere messi di mezzo, con toni perentori, in questo conflitto (nella realtà del tutto immaginario): da una parte la fede, dall’altra la ragione. Intanto, gli editori sfornano numerosi libri (di varia qualità) che ripropongono lo stesso aut aut. Quasi che uno sia obbligato a prendere la tessera o di ateo militante, o di discepolo di una Chiesa, specificando quale (quella cattolica è, in questo dibattito, molto malvista).
In un’epoca nella quale la cultura non brilla certo per ricchezza e originalità, l’insistenza del sistema delle comunicazioni su questo diktat semplicistico non è certo un buon affare per la cultura. Ogni uomo intelligente ha infatti bisogno della ragione, e moltissimi tra questi riconoscono di aver bisogno anche di Dio. Nessun grande scienziato, a cominciare da Galileo e da Darwin, si è mai dichiarato ateo, così come nessun grande esponente del pensiero o della storia della religione, di ogni religione, ha mai negato l’indispensabilità della ragione. (more…)

Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi), Campagna contro l'abortoMarch 13, 2008 6:40 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazieClaudio Risé, da “Tempi”, 13 marzo 2008, www.tempi.it

Il più radicale tra i modi di fare del male ai bambini, quello di Erode, è, certo, ucciderli nel ventre della madre. Il clima mortifero che accompagna l’aborto ne genera però altri, destinati ad avvelenare la vita ai bimbi che riescono a nascere. A quei “sopravvissuti” di cui abbiamo parlato nel nostro ultimo incontro.
Abbiamo detto che il “bambino prescelto” e “desiderato” rimanda al suo infelice “doppio”, il bambino soppresso perché indesiderato e/o inadatto, e che più che accolto come altro da sé è vissuto (in parte) come un oggetto di proprietà, un personaggio selezionato, che “servirà”: alla madre, al padre, alla società. La sua vita si svolgerà nell’universo (tendenzialmente totalitario) dell’utile, dell’“adatto a”, non in quello, specificatamente cristiano, della libertà. Per questo oggi prevale il narcisismo: l’individuo cerca incessantemente la prova che qualcuno lo ami come è, non per ciò a cui potrebbe servire e per cui teme inconsciamente di essere stato selezionato.
I milioni di bambini legalmente abortiti pesano come un macigno sull’inconscio collettivo dei sopravvissuti: perché mi hanno lasciato nascere? A cosa mi dovrò prestare per essere stato graziato? (more…)

Padre, Famiglia, Scuola, Educazione, Uomini, Comunicazioni/media, Identità, Campagna contro l'abortoMarch 6, 2008 10:01 pm

Per la moratoria - Aborto? No, grazie(Intervista a Claudio Risé, di Maurizio Crippa, da “Il Foglio”, 6 marzo 2008, www.ilfoglio.it)

Lo scrittore e psicoterapeuta candidato per la lista “Aborto, no grazie” è “addolorato” per l’immagine della Campagna di Oliviero Toscani e “Donna moderna” contro la violenza alle donne, che inchioda i due sessi al ruolo di “vittima” e “carnefice”

«Sono contro l’aborto, cioè voglio che i bambini nascano. Dopodiché, voglio anche che stiano bene, siano felici. Cioè siano accolti, amati, aiutati a sviluppare una vita gioiosa. Invece l’immagine e il messaggio creati da Oliviero Toscani per la campagna sociale di “Donna moderna” è l’esatto contrario. Sono contrario alla sua brutalità».
Claudio Risé, scrittore e psicoterapeuta, candidato della lista per la moratoria contro l’aborto, è “addolorato” per l’uso turpe dell’immagine infantile e per la violenza ideologica del messaggio che, se ben analizzato, contraddice l’intento «certamente positivo, doveroso» del committente della campagna contro la violenza alle donne.

Che cosa vede di tanto negativo, in quell’immagine pubblicitaria?
«Innanzitutto, questi due bambini offerti nella loro nudità disarmata, e questo in un contesto sociale e mediatico che vede diffuso il fenomeno della pedofilia». (more…)

Scuola, Educazione, Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàFebruary 29, 2008 8:36 pm

Claudio Risé, da “Avvenire”, 29 febbraio 2008, www.avvenire.it

Vi descrivo le foto della campagna “Contro la violenza sulle donne”, affidata ad Oliviero Toscani, che campeggiano da ieri sull’ultimo numero del settimanale “Donna Moderna”, oltre che sui siti internet dei principali quotidiani. A sinistra un bambino completamente nudo, con sopra la testa il proprio nome: Mario, impresso su una striscia nera e sotto i piedi la scritta: carnefice, anche quella su un graffito nero-sporco. A destra una bimba ricciolina, anche lei nuda, con sopra la testa la scritta: Anna, sempre su una striscia nera, e sotto i piedi la scritta: vittima (sempre sul nero). La pelle bianca dei bambini contrasta con il nero sporco delle scritte, e la violenza delle due parole: carnefice, vittima.
Quei due bambini sono già due vittime. Bisogna avere un cuore ben duro per non provare pietà per queste creature innocenti, esposte sulla stampa nude in un tempo di pedofilia fuori controllo, per veicolare un messaggio di odio fra i due sessi. Quello dei carnefici, i maschi, e quello delle vittime, le femmine. Designati come tali fin dall’infanzia. (more…)

Padre, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, Giovani, Comunicazioni/mediaFebruary 25, 2008 7:00 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 25 febbraio 2008, www.ilmattino.it

Qualche mese fa era di moda il tipo «emo», da emotional, emotivo, sensibile. Spalle tenute strette, come a riparare il torace già smilzo, frangetta lunga su un occhio, l’altro un po’ sgranato a scrutare il mondo, con aria tra l’annoiato e lo stupito. Fra l’autunno e l’inverno sono diventati ancora più pallidi, magrissimi, «taglia zero», anch’essi come le loro coetanee, pericolosamente ai bordi dell’anoressia. Sono gli adolescenti di oggi, i nostri fragili figli, nipoti, fratelli minori.
Completamente diversi dai loro fratelli maggiori, quei ragazzi tutti palestra e muscoli di qualche anno fa. Spacconi, quelli ancora frequentavano i sequel di Rambo ed erano assidui consumatori di solarium, da cui uscivano rossi come aragoste. Questi invece hanno tintarelle di luna come quelle cantate dalla prima Mina, si mettono volentieri a torso nudo ma per mostrare un petto delicato, un po’ da bimba, e l’unico tratto in comune coi palestrati è che entrambi sono rigorosamente glabri. O i peli non ci sono, o vengono rapidamente estirpati, con tecniche, sembra, definitive. (more…)

Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàJanuary 22, 2008 6:28 pm

(Claudio Risé, da “Avvenire”, 15 gennaio 2008, www.avvenire.it)

La cura dei disturbi della sessualità

L’ascolto e l’accoglienza del dolore umano (la parte più difficile, ma decisiva, della psicoterapia) ha un grande nemico: l’ideologia, che pretende di distinguere tra sofferenze “giuste”, ascoltabili, e sbagliate, inaccettabili. Quando Freud, alla fine dell’800, a Vienna, incominciò a prestare ascolto (anche) alle fantasie o ai disagi sessuali di ottimi mariti e padri, o delle loro mogli e figlie inquiete, la cosa infastidì i benpensanti, e i relativi Ordini.
Cosa mai poteva esserci di strano nella sessualità di una coppia regolarmente sposata? Perché quello psichiatra ebreo ascoltava queste storie? Cosa aveva a che fare, tutto ciò, con la malattia psichiatrica, organica, l’unica “ufficialmente riconosciuta”?
Un secolo dopo, ancora si rifiuta, in un nuovo modo, di dar voce al dolore umano dissonante con pregiudizi potenti. Che oggi sostengono (tra l’altro) che nella persona omosessuale tutto va bene, e quindi non ci può essere un dolore che un terapeuta debba ascoltare, per aiutarla, se lo desidera, a porvi rimedio. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/media, Cannabis 6:23 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 gennaio 2008, www.ilmattino.it

Il nostro è un tempo straordinario e terribile. Le scienze della psiche, neuroscienze e psicoanalisi, ci insegnano che il nostro cervello è plastico, che possiamo modificarlo e dirigerlo, sviluppando per tutta la vita nuove competenze, e desideri. Siamo liberi di progettare il nostro sviluppo. D’altra parte, mai come oggi gli esseri umani sono invece schiavi delle più diverse dipendenze, dall’alcol alle droghe, da internet allo shopping compulsivo, dal sesso ai giochi d’azzardo.
La più grande libertà, che rimane il più delle volte teorica, si accompagna a una terrificante schiavitù, realtà quotidiana per milioni di persone. La politica poi, sembra spesso più impegnata, particolarmente nel nostro Paese, a tutelare le schiavitù che a diffondere la conoscenza delle possibilità di cambiamento, e quindi di libertà. Come quando, per i tossicomani, si progettano «stanze del buco», in cui drogarsi liberamente, piuttosto che intensificare gli interventi di aiuto a sviluppare le capacità e competenze necessarie per uscire dalla dipendenza della droga. (more…)

Uomini, Psiche e società, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)January 18, 2008 5:49 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 17 gennaio 2008, www.tempi.it

Triste, e preoccupante, quando il dibattito culturale si muove attraverso le tecniche della violenza, e del sotterfugio. Tuttavia, nel nostro amato (detto senza alcuna ironia, anzi con autentico dolore) Paese, è sempre più spesso così. Ecco la storia.
Tempo fa si presenta dal professore Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione psichiatri cattolici, un uomo, che dichiara di aver bisogno delle sue cure. Cantelmi accetta. Dopo qualche mese escono su Liberazione degli articoli del “paziente” di Cantelmi, che racconta come in Italia esista una rete nascosta di terapeuti cattolici che pretendono di guarire i gay dalla loro omosessualità, malgrado sia stranoto che la stessa non è una patologia. Indignazione dello stesso giornale, del partito di cui è espressione, di Arcigay, ed altri che non ricordo, che, dando voce all’anima liberale che li contraddistingue, chiedono immediati interventi repressivi, in particolare dall’Ordine degli Psicologi, contro Cantelmi e gli altri reprobi che congiurano per convincere i gay ad abbandonare ogni gaiezza. (more…)

Padre, Psiche e società, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)January 11, 2008 5:33 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 10 gennaio 2008, www.tempi.it

Scrivere - mi è più evidente adesso, mentre riprendo questa rubrica dopo l’interruzione di fine anno - è questione delicata. Tu scrivi, le persone leggono, vivono le tue emozioni, le tue simpatie, la tua aggressività, seguono i tuoi ragionamenti: nuove risorse per loro, ma anche potenziali nuove gabbie, e possibili occasioni di nuove sordità (se si convincono, e poi incontrano cose diverse, anche autentiche, magari le ascoltano meno).
Anni fa seppi che avevano trovato il mio “Parsifal” nello zaino di un ragazzo annegato, non si sa se per incidente o volontariamente. Qualche mese fa il figlio di un mio attento lettore si è ucciso: sembra perché da qualche tempo gli impedivano di vedere il padre. Ma è comunque una tragedia che, quanto meno, non ho potuto impedire. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Giovani, Comunicazioni/media, CannabisDecember 29, 2007 3:37 pm

Padres. La Anti-Droga The Anti-Drug Action

Padre, Divorzio, Famiglia, Giovani, Comunicazioni/mediaDecember 22, 2007 2:19 pm

(Intervista a Claudio Risé, a cura di Cristiano Gatti, da “Il Giornale”, 22 dicembre 2007, www.ilgiornale.it)

Certo si fa prima a lavare via tutto questo sangue domestico con un pratico luogo comune, classico armamentario da cronisti svogliati, genere «improvvisa esplosione di follia tra le mura domestiche». Ma sì: un bel raptus, una bella depressione, e passiamo pure agli altri titoli del nostro notiziario…
Purtroppo tutti quanti sappiamo che non è così semplice. La semplificazione aiuta a rimuovere gli incubi, ma non a comprendere. Sono grato a Claudio Risé - che dalla sua postazione di psichiatra e psicanalista è un acuto osservatore di umanità - per aver sgombrato molta nebbia. Per aver detto due o tre cose molto chiare. Per non essersi perso, come tanti suoi colleghi di grido, nelle chiacchiere da talk-show di metà pomeriggio o di prima serata. Chi abbia voglia di chiarire che cosa davvero stia succedendo nella famiglia italiana - vecchio o giovane, uomo o donna, di destra o di sinistra - può leggersi questa intervista.
Si può dissentire, ma non è tempo perso.

Risé, sorpreso da tanti delitti domestici?
«No. Ci siamo costruiti un certo modo di vivere: i nodi stanno venendo al pettine». (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media, Identità, Il buon Selvatico (da Tempi)December 14, 2007 6:41 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 13 dicembre 2007, www.tempi.it

Molti lettori sanno che ho dedicato gran parte degli ultimi 20 anni alla psicologia dell’uomo, al padre come iniziatore alla vita, alla relazione tra il maschio, il dono e il sacrificio di sé, alla sua spinta spirituale. Negando la quale è destinato a sprofondare nel fango, o a perdersi tra gli oggetti, le cose.
Come la metto, allora, con i padri che uccidono mogli e figli, o ne abusano, coi mariti e fidanzati che non sanno donare alle loro donne la libertà che pur loro appartiene, con quelli che minacciano: “Se mi lasci ti uccido”, e poi lo fanno? (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Comunicazioni/media, CannabisDecember 7, 2007 6:08 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 6 dicembre 2007, www.tempi.it

È uscita la relazione dell’Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze. I grandi giornali italiani ne hanno riferito dicendo che, rispetto agli Stati Uniti, l’Europa sta meglio «per via delle politiche di riduzione del danno (legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, eccetera)», politiche che l’America rifiuta. Naturalmente non è vero.
Negli Stati Uniti la droga più consumata e che funziona come base di decollo verso tutte le altre, la cannabis, è diminuta dal 2001 del 25 per cento, trascinando verso il basso anche il consumo di alcool (-13), che in Europa sembra aumentare, e quello di sigarette (-29). In Europa la cannabis (come la cocaina) sta rallentando, appunto, solo nei paesi che hanno smesso di vaneggiare di droghe leggere e lanciano vaste campagne di dissuasione dall’uso di erba e hashish. Così i tassi per la cannabis si sono stabilizzati o hanno cominciato a scendere in Spagna e sono calati di circa 3-4 punti percentuali in Francia e nel Regno Unito, tutti i paesi di cui nel mio libro sulla cannabis ho presentato le forti campagne contro questa droga. (more…)

Giovani, Comunicazioni/media, CannabisOctober 24, 2007 6:10 pm

Vai alla scheda del libro(Di Nino Dolfo, da “Brescia oggi”, 23 ottobre 2007, www.bresciaoggi.it)

La cannabis non è la droga della pace e dell’amore, secondo la vulgata diffusa sull’onda dei movimenti protestatari degli anni ‘60 e ‘70, ma una sostanza dagli effetti perniciosi e pesanti. Quantomeno non lo è la nuova cannabis, con un principio attivo sempre più potente. Ma questa tesi, frutto di un sapere scientifico condiviso all’estero e confortato da inquietanti statistiche, è ignorata in Italia, dove la cannabis continua ad essere ritenuta una droga leggera, nonostante gli avvertimenti del Consiglio Superiore di Sanità.
A parlare di questo argomento scottante per la salute pubblica è intervenuto ieri sera per i Lunedì del Sancarlino organizzati da Carla Boroni per la Provincia, il professor Claudio Risé, intervistato da Paolo Ferliga e da Antonello Vanni, quest’ultimo curatore della documentazione di un recente volume, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo) firmato dallo stesso psicanalista. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Psiche e società, Comunicazioni/media, IdentitàOctober 15, 2007 5:12 pm

Michael Clayton

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 ottobre 2007

Il cinema ri/scopre che le donne sono (anche) cattive. Esce Michael Clayton, con George Clooney che affronta una manager di ferro, disposta a tutto per il potere, e si rimane di stucco. Ma come, non erano loro le vittime, schiacciate dalla sete di potere degli uomini? Lo sono, rispondono altri, solo che ora fanno le cattive per conto dei maschi, come nel film. Le cose, però, sono più complesse. L’ambizione, e la concretezza, sono infatti, da sempre, un talento femminile.
Non sono solo i film (per esempio: Una donna in carriera, o Il diavolo veste Prada), a raccontarlo, ma anche ricerche e sondaggi, che hanno documentato come le donne che lavorano preferiscano avere superiori maschi, perché più comprensivi e meno pignoli, delle manager. (more…)

Comunicazioni/mediaOctober 14, 2007 8:55 pm

Dolomiti

(A cura della Redazione)

Colpa del clima che cambia.
Hanno commentato subito così, gli allarmisti dell’ambientalismo sguaiato, le frane in Val Fiscalina dei giorni scorsi.
Ma le Dolomiti sono montagne stupende proprio perché si spaccano continuamente, da diecimila anni.
Si sgretolavano anche ai tempi di Dante, quando ancora il “global warming” non era stato inventato:

Era lo loco ov’ a scender la riva
venimmo, alpestro e, per quel che v’er’ anco,
tal, ch’ogne vista ne sarebbe schiva.

Qual è quella ruina che nel fianco
di qua da Trento l’Adice percosse,
o per tremoto o per sostegno manco,
(more…)

Psiche e società, Comunicazioni/media, Letizia Moratti Sindaco, Il buon Selvatico (da Tempi)October 12, 2007 5:26 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 11 ottobre 2007, www.tempi.it

Pietà, principe dei fotografi, re della provocazione tramite affissione. Pietà stilisti in cerca di pubblicità e pronti a cavalcare shock umanitari pur di far circolare il vostro logo. Pietà critici illustri, sulle cui spalle grava la difesa dell’arte, e la libertà della stessa, ed anche, per estensione e traslazione, di tutto ciò che arte sicuramente non è, ma potrebbe sembrare, e rientra quindi comunque nel vostro sacro territorio e laico sacerdozio.
Pietà politici dal cuore duro, a cui non importa di nulla e di nessuno, ma avendo il sindaco Letizia Moratti (donna dalla grandezza di cuore collaudata nel tempo, per consistenza di opera a favore di chi soffre), dichiarato la sua contrarietà al manifesto con scheletro, vi precipitate ad approfittarne per gridare alla censura, al bigottismo, nella disperata ricerca di qualcuno che vi ascolti, ancora vi creda, forse vi voti. Pietà, da tutti voi, fieri e potenti protagonisti dell’apparenza, cavalieri abituali dell’immagine e della visibilità, voi per i quali la pubblicità, la foto sui giornali con annesse righe di citazione è tutto ed anche di più. Pietà, se ne siete capaci. (more…)

Scuola, Educazione, Comunicazioni/media, CannabisSeptember 5, 2007 5:20 pm

(Dal sito dell’Associazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, www.meetingrimini.org)

Anni fa Aleksandr Solgenitsin disse che l’Europa sarebbe stata infestata dal terrorismo internazionale e dalla droga. Mai parole furono più azzeccate. Della seconda questione, quella della diffusione dell’uso di droghe, si occupa questo libro [Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo] di Claudio Risé.
Come ha sottolineato Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano, «è un libro che non vuole proporre dei consigli o un punto di vista, ma vuole mostrare e diffondere una serie di fatti, notizie e verità relative all’uso di cannabis che solitamente non si trovano sui mass media». Ma perché un libro di questo tipo da parte di un autore che si è sempre occupato di altri problemi e di diversi ambiti di ricerca e analisi? (more…)

Giovani, Comunicazioni/media, CannabisAugust 28, 2007 5:28 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 agosto 2007

Nel mondo il consumo della droga più diffusa, la cannabis, comincia a diminuire. Lo spiega l’ONU, nel suo ultimo rapporto. In Italia, invece, i consumatori sono aumentati, in quattro anni, di circa 3 milioni di persone, il 45% in più. Lo si ricava dall’ultima relazione sulla droga fatta al Parlamento. Il fatto è che i grandi Paesi occidentali informano che i “nuovi folli”, sono oggi gli ex bambini-ragazzi che hanno usato cannabis prima dei 15 anni, mentre l’Italia lo tace.
Come dimostrano tutte le ricerche internazionali, infatti, l’uso di sostanze intossicanti fin dalla preadolescenza produce con impressionante frequenza negli anni successivi psicosi e schizofrenia. Non a caso, in Occidente, l’uso di cannabis, a cui si associano sempre più di frequente alcol e amfetamine (la cosiddetta ecstasy), è oggi fra le prime tre cause di ricovero psichiatrico. (more…)

Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)August 24, 2007 5:14 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 23 agosto 2007, www.tempi.it

La fatica maggiore di quest’estate? Non farsi sopraffare dai cattivi, disperanti, sentimenti. Che poi ti fanno sentire meschino, futile, alle prese con cose da niente, che tendono, quindi, a ridurti a niente.
Bisognerebbe, forse, non leggere i giornali. Ma come fa uno che è – tra l’altro – giornalista da più di 40 anni, e che grazie alla dipendenza, parziale, dalla carta stampata è riuscito ad evitare del tutto quella da tubo catodico? (more…)

Giovani, Comunicazioni/media, CannabisAugust 10, 2007 5:45 pm

(Di Claudio Circelli, da “Il Settimanale di Padre Pio”, 29 luglio 2007, n. 30, www.settimanaleppio.it)

Che la cannabis facesse male era risaputo. Che gli studi scientifici, già da tempo, avessero dimostrato le conseguenze dannose prodotte in chi ne abbia fatto uso, era noto agli onesti; così come c’era la cognizione che solo l’ideologia sessantottina, cara a molti dei nostri politici, riconoscesse validità al binomio fumo/innocuità.
Tra la solita disinvoltura dei mezzi di comunicazione si è diffusa, nei più, la convinzione della cosiddetta canna come sostanza inoffensiva. «Fa più male l’alcol quando ci si sbronza», si dice, come se il problema fosse di scegliere il meno dannoso di due veleni, dimenticando il particolare, non proprio irrisorio, che entrambe le sostanze avvelenano l’esistenza umana. (more…)

Comunicazioni/media, Consumo, Il buon Selvatico (da Tempi)July 6, 2007 5:47 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 5 luglio 2007, www.tempi.it

Si cominciò con “Le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive vanno dappertutto”. Da lì in poi la fortuna, mediatica e pubblicitaria, delle “cattive ragazze” non conobbe più limiti. Ormai, ogni settimana c’è una nuova “cattiva ragazza”, o bad girl, che ci guarda con aria ostile da un manifesto che ci informa che “bad girl” compra la tal marca di occhiali, o indossa quegli stivali, o compra qualche altra cosa. Chissà se i pubblicitari, pazzi per queste cattive ragazze, sono davvero sicuri del fatto loro.
Perché, a vederle così, scontrose, pallide, con aria insieme presuntosa e scontenta, queste bad girls sembrano piuttosto la celebrazione di quanto la donna “cattiva” sia infelice. Naturalmente la donna “cattiva”, o “dark”, non è un’invenzione recente. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Scuola, Educazione, Comunicazioni/mediaMay 7, 2007 1:27 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 maggio 2007

La pedofilia dilaga negli asili italiani, quello di Rignano è solo l’ultimo. Centinaia i bambini coinvolti. Gli “orchi”, di solito, lavorano nella scuola materna: maestre, bidelli, coordinatrici, presidi. Tutti incensurati. Orrendi, e spesso colorati di satanismo, gli abusi.
Queste accuse, si sono concluse, finora, con nove ordinanze di archiviazione, venti assoluzioni ed una condanna (da parte di un giudice ricusato perché si era detto deciso a condannare ben prima della sentenza). (more…)

Scuola, Educazione, Psiche e società, Comunicazioni/mediaMay 6, 2007 4:25 pm

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 6 maggio 2007, www.ilgiornale.it

Attenti ai genitori giustizialisti. Quelli che pensano che, se un bambino si tocca, è perché qualche sporcaccione gliel’ha insegnato. E attenti agli psicologi/ghe che non hanno letto abbastanza fiabe. Perché sarebbero capaci di spedire la Benemerita a rintracciare il lupo che insidiava Cappuccetto Rosso, o di consigliare l’arresto per maltrattamenti alla matrigna di Cenerentola.
Due tipi di persone, infatti, sono del tutto inadatte a capirci qualcosa, nei racconti dei bambini. I primi sono i moralisti, i secondi sono gli «ortopedici dell’anima», come li chiamava Michel Foucault, i gran consiglieri e periti dei Procuratori della Repubblica, quelli che troppo spesso pensano che l’anima deve star su dritta come un soldatino, tra bianchi e neri ben definiti, e non accettano che, invece, venga su sghemba, tra zone grigie, crampi e stiramenti, come tutte le cose umane. Entrambi, moralisti e ortopedici della psiche, non sanno, o non ricordano, che i bambini piccoli, come aveva ben intuito il dottor Freud più di un secolo fa, sono soprattutto interessati al piacere, che perseguono costantemente, e con ogni mezzo. E quindi, se vedono che loro figlio/a proprio quello cerca, si mettono d’impegno a trovare il pedofilo che gliel’ha insegnato, versione postmoderna del diavolo tentatore di una volta. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Comunicazioni/media, IdentitàMarch 21, 2007 7:04 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 marzo 2007

Una delle passioni del nostro tempo è quella della visibilità. La prova del tuo valore non viene tanto da ciò che tu sei, dal tuo modo di comportarti, ma dalla tua popolarità. Dal fatto che gli altri ti conoscano. Una passione, tuttavia, accompagnata dalla paura, altro tratto distintivo della nostra società avanzata, ma anche insicura. In questo caso, la paura è sia quella di perdere la visibilità ottenuta, sia quella di essere visto “troppo”, anche quando, dove, e con chi non vorresti.
Il bisogno di visibilità deriva dal tratto narcisistico del nostro modello di cultura: è dall’approvazione degli altri (lo specchio in cui Narciso ricerca la propria immagine), che dipende la tua identità, della quale, altrimenti, sei incerto, insicuro. Le società in veloce mutamento tolgono di mezzo le strutture (la scuola, la famiglia, la religione) che tradizionalmente “certificavano” l’identità di qualcuno, producendo così insicurezza, e quindi anche un crescente bisogno, narcisistico, di conferma. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Giovani, Comunicazioni/mediaMarch 13, 2007 6:31 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 marzo 2007

Le immagini della cronaca sono vere, ma parziali. I giovani non sono tutti esibizionisti, violenti, anaffettivi. Quelli sono i prescelti dai media. Che (forse a ragione), pensano che uno stupratore faccia più notizia di uno che serve anonimamente a una mensa di poveri, o accompagna i malati a Lourdes. L’universo giovanile, però, è molto più variegato. In esso colpisce il numero di ragazzi e ragazze (molti scrivono spesso a questa rubrica), che difendono le ragioni dei sentimenti.
«Non riesco ad accettare che i rapporti con le ragazze siano solo questione di sesso, o di immagine», scrive un diciottenne di Salerno. «Come non accorgersi che solo con l’amore tutto diventa diverso, davvero “magico”»? Oppure questa diciannovenne di Pozzuoli: «Io potrò essere solo di qualcuno che mi ami, riamato». (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)March 1, 2007 8:18 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 marzo 2007, www.tempi.it

Non è banale che Bill Gates, che grazie ai computer è diventato l’uomo più ricco del mondo, dichiari pubblicamente di concedere ai figli non più di 45 minuti al giorno per giocare coi computer. Così come non è banale che Silvio Berlusconi, grande proprietario di televisioni private in italia e in altri paesi, abbia fatto tre figli con una signora che ritiene opportuno limitare il tempo dei giovani di fronte alla T.V., e che ha messo al mondo il suo ultimogenito in una sobria clinica svizzera steineriana, piena di riproduzioni di Madonne di Raffello, ma del tutto priva di televisioni. Sono posizioni diverse nei toni. Più esplicita quella di Bill Gates, secondo la tradizione americana di pubblicizzare l’impegno civile, che lì diventa un elemento positivo dell’immagine, e della stessa impresa. Più ambigua quella di Berlusconi, più vicina al costume italiano, dove non è così sicuro che l’impegno etico-sociale serva, neppure all’immagine. Nella sostanza, però, dicono la stessa cosa. (more…)

Scuola, Educazione, Giovani, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)February 2, 2007 5:19 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 1 febbraio 2007, www.tempi.it

È ipocrita perseguire i pedofili e lasciare che circolino tutta una serie di prodotti mediatici che alterano l’affettività e i comportamenti dei minori. La difesa dei tre ragazzini di Sassari che hanno violentato una bambina di 9 anni, spiegando poi ai carabinieri «l’abbiamo visto fare in tv», non è naturalmente accettabile, ma non dice una falsità. Il sistema delle comunicazioni, dal modo più subdolo e insinuante del voyeurismo televisivo, spesso accompagnato da false deplorazioni moralistiche, fino ai prodotti dichiaratamente costruiti per sollecitare nell’infanzia spinte violente, o di perversione, rappresenta oggi un interlocutore molto pericoloso nella formazione dei nostri figli.
Il rischio dell’offerta di immagini, giochi, trame narrative perverse è reso più incisivo dall’estrema plasticità della psiche e dell’affettività infantile e adolescenziale. L’adolescente guarda il mondo con occhi spalancati e vuole conoscerlo tutto, anche e soprattutto nei suoi aspetti più conturbanti ed eccitanti, che sono quelli che lo emozionano di più. (more…)

Padre, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/mediaDecember 19, 2006 5:40 pm

L’operazione bresciana è assurda e socialmente pericolosa

(Intervista a Claudio Risé, di Massimiliano Del Barba, da “Il Brescia”, 18 dicembre 2006, www.ilbrescia.com)

Scontro tra i padri. Quelli “buoni” e quelli “cattivi”, protagonisti di quella querelle dei cartelloni che sta tenendo banco nel dibattito cittadino. «Gli occhi neri sono di suo padre», si legge in un poster pubblicitario; nel secondo un bambino che picchia una coetanea al grido di «Lo fa anche papà ». Un modello rappresentativo che ha destato reazioni indignate, soprattutto da parte di alcuni padri sconcertati nell’essere ridotti al rango di picchiatori dei propri famigliari. Fra costoro il professor Claudio Risé, psicoanalista junghiano, scrittore e docente di Sociologia della comunicazione all’università dell’Insubria, primo firmatario, assieme a un nutrito gruppo di docenti universitari, scienziati, giornalisti, professionisti, de “Il documento per il padre”.

Professore, da quali istanze nasce il documento per il padre?
Questo documento-appello, che trovate pubblicato sul web, e al quale ogni giorno arrivano via Internet nuove sottoscrizioni, è stato scritto da un gruppo di docenti universitari, iniziato da me, Stefano Zecchi, Giuseppe Sermonti, e molti altri, preoccupati perché al padre, in Occidente, sono state sottratte le funzioni educative e sociali.
I figli vengono cresciuti dalle madri, affiancate essenzialmente da donne: maestre, psicologhe, assistenti sociali. I risultati, sono evidenti: solitudine e fatica nelle donne madri nel dover assolvere da sole il peso educativo; insicurezza e difficoltà di iniziativa nei figli; difficoltà ad accettare il principio d’autorità; frustrazione nei maschi adulti, svalutati nella propria funzione educativa, aspetto essenziale dell’identità maschile. Una situazione fonte di danni gravissimi agli individui, alla vita di relazione e familiare, a tutta la società. Occorrono attenti interventi che ridiano dignità e responsabilità alla figura paterna. (more…)

Padre, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media, Il buon Selvatico (da Tempi)December 14, 2006 4:47 pm

Claudio Risé, da “Tempi”, 14 dicembre 2006, www.tempi.it

Sui muri di Brescia e provincia campeggiano due inquietanti manifesti, stampati e affissi a cura delle istituzioni locali. Nel primo appare una ragazzina pre-adolescente con una benda su un occhio e la scritta: «Gli occhi neri sono del padre». Nel secondo si vede un ragazzino che aggredisce una coetanea, e la scritta dice: «Lo fa anche papà». Manca un terzo manifesto, con l’immagine del padre che dopo un anno di lavoro, firma le dichiarazioni fiscali che consentiranno alle istituzioni promotrici della campagna (comitati per le pari opportunità, Comunità della valle Trompia, comuni vari, CGIL CISL e UIL), di prelevare dai guadagni frutto della sua fatica, i fondi per finanziare una campagna che lo dipinge come brutale aggressore.
Qual è lo scopo dei manifesti? Il titolo sopra le immagini dice: «Campagna contro la violenza maschile contro le donne». Ma è questo lo scopo? Non sembrerebbe proprio. Se davvero si vuole isolare, nel grande fenomeno della violenza tra i due generi (che vede drammaticamente i due sessi quasi alla pari: 53% di violenza maschile contro 47% di violenza femminile), quella degli uomini, non sono certo i padri che guidano le statistiche. In testa agli episodi di violenza troviamo categorie forse in difficoltà ancora maggiore, e minor equilibrio, rispetto ai padri: immigrati senza permesso, adolescenti provenienti da famiglie spezzate o dove il padre è assente, ex mariti cacciati di casa da una separazione-divorzio. Questi ultimi, è vero, a volte sono anche padri: ma più che il potere del papà è l’impotenza dell’emarginato che spinge (certo in modo infantile, tipico di un maschile debole), la loro mano. (more…)

Padre, Scuola, Educazione, Uomini, Comunicazioni/mediaDecember 11, 2006 9:07 pm

Firmato: la Commissione Pari Opportunità di Brescia, la CGIL-CISL-UIL e alcuni comuni del circondario

(Il testo che segue è stato diffuso dai firmatari del Documento per il padre, in risposta ai manifesti e cartelloni promossi nel bresciano dalla Commissione per le Pari Opportunità, gruppi sindacali e comuni della zona. Una versione in formato volantino del presente testo è scaricabile (e liberamente distribuibile) visitando questo indirizzo)

Anche Len Masterman, lo studioso che aveva allertato la pedagogia europea segnalando il carattere subdolo e non trasparente dei media, si sarebbe pietrificato davanti ai cartelloni esposti, torri-avamposto di una oscura malvagità incombente, all’intera cittadinanza di Brescia. Bisogna sapere infatti che: mentre i bambini di dieci anni si tolgono la vita buttandosi da un balcone a seguito della separazione di mamma e papà, mentre l’ultima Relazione sulle tossicodipendenze del Ministero della solidarietà sociale al Parlamento ci dice che i più esposti al pericolo sono i ragazzi che vivono in una famiglia affettivamente disgregata e affettivamente confusa, e mentre da anni il mondo dell’educazione, del contributo scientifico della psicologia e dell’attivismo culturale desiderosi del bene della persona umana si muovono con vigore verso il riconoscimento e la valorizzazione della figura paterna oltre che della integrità della famiglia stessa, ecco che qualcuno, dimostrando (dato il ruolo istituzionale rivestito) una grave incompetenza sul dibattito appena citato, ha deciso di minare il cammino positivo intrapreso dalla nostra comunità.
Vediamo come. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Comunicazioni/media 6:16 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 dicembre 2006

Chi è veramente il padre? E’ la figura sconvolta e concitata di Nicola De Martino, l’uomo che dopo una lotta durata tredici anni per riavere il figlio, finalmente vinta, ha minacciato di darsi fuoco in diretta TV? O è invece la figura tenebrosa, di cui parlano i manifesti diffusi da Comitati delle Pari Opportunità e sindacati sui muri di Brescia e provincia (forse prova generale di un’affissione nazionale). Primo manifesto: una bimba mostra un occhio vistosamente illividito, e la dicitura dice: «l’occhio blu me l’ha fatto papà». Secondo manifesto: un ragazzino percuote una bimba; la dicitura spiega: «Lo fa anche papà». Queste figure estreme, quella televisiva e quella dei manifesti, con i loro effetti spettacolari, rischiano però di far scivolare in secondo piano il centro dell’identità paterna, e la sua principale funzione.
Qual è l’immagine paterna che queste rappresentazioni esasperate, costruite in studi pubblicitari (come quelli che hanno preparato le immagini di Brescia), finiscono col rendere invisibile? E’ il padre della vita quotidiana, quello che tutti conosciamo e siamo, quello che va ogni giorno al lavoro, dà i soldi in famiglia, cresce i figli e trema perché non si perdano, sostiene ed aiuta la moglie, cercando di opporsi, come può e sa, alle mille insidie che minacciano la famiglia, e il matrimonio. Un tipo di cui nessuno parla, perché non fa spettacolo, non uccide nessuno e non minaccia nessuno. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/mediaDecember 9, 2006 11:00 am

Claudio Risé, da “Avvenire”, 9 dicembre 2006, www.avvenire.it

Nicola De Martino, l’uomo che ha minacciato di darsi fuoco nel (forse primo) Telegiornale che raccontasse con rilievo una terribile storia (la sua) di padre separato dal figlio, ha mostrato l’attuale debolezza della paternità. Non è certo dopo la vittoria che si inscena una protesta spettacolare (anche se quel padre per anni ha protestato, dovunque poteva). Non davanti a un figlio che costringi a farti da padre ed a chiederti di non farlo più. Non davanti a milioni di spettatori che hanno sete di immagini mediatiche che finalmente restituiscano loro quel padre che essi conoscono, e spesso sono. Un uomo semplice e forte, che accanto a madri generose consente, con la sua fatica e buonsenso quotidiano, che la vita continui. Alzandosi la mattina, lavorando e guadagnando quanto occorre, accudendo quanto può i figli, ed educandoli quanto sa. Una figura non eroica, non spettacolare, spesso deludente rispetto ad aspettative grandiose alimentate dal sistema delle comunicazioni nelle stesse compagne, e nei figli. E tuttavia, proprio per questa sua disponibilità a sacrificare silenziosamente la propria vita, lontano dai riflettori e dai battimani, una figura grande: “il vero avventuriero”, come diceva del padre Charles Peguy, contrapposto a quelli falsi, di celluloide, della modernità. (more…)

Padre, Divorzio, Famiglia, Uomini, Comunicazioni/media 8:39 am

Risposte di Claudio Risé a Nino Materi, da “Il Giornale”, 9 dicembre 2006, www.ilgiornale.it

Una separazione sofferta. Una svolta radicale. E soprattutto il doloroso allontanamento dai figli. Che crescono lontano. Ma molti uomini si ribellano. Magari con reazioni platealmente sbagliate come nel caso del signor De Martino. Cosa ha pensato davanti alle immagini di un padre che tenta di darsi fuoco in diretta tv?
Ho pensato che quell’uomo è sopravvissuto al dolore di 13 anni di separazione dal figlio, ma non è riuscito a salvaguardare la tranquilla forza del padre dentro di sé. Quella coraggiosa stabilità che il padre è chiamato a far crescere nei figli, rimanendone umile, ma determinato testimone. Quindi rischia di bruciare, di dare fuoco, a quell’immagine di padre che per tanti anni ha disperatamente difeso.

Un padre che lotta trasmette energie diverse di un padre che piange, qual è il “modello” migliore?
Il padre che lotta può anche piangere; non si tratta di modelli contrapposti. Anzi, la personalità deve rimanere unita, e saper vivere senza scissioni questi diversi momenti. Nell’attuale modello culturale, che tende a privilegiare i momenti spettacolari, a volte falsi, il padre è chiamato comunque ad essere il testimone della sobrietà, del gesto misurato, da trasmettere con l’esempio ai figli, che ne hanno enorme bisogno. (more…)

Famiglia, Comunicazioni/mediaOctober 1, 2006 6:38 pm

La bambina orfana è stata rimpatriata in orfanotrofio (tra le braccia aperte dei suoi violentatori?).
Le convenienze politiche vincono, per ora, sull’amore per la vita e per la persona.

www.stranau.it

Psiche e società, Comunicazioni/mediaAugust 29, 2006 4:17 pm

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 29 agosto 2006, www.ilgiornale.it

Sì, va bene la “sindrome di Stoccolma”. Sta tra due virgolette, comincia per “sindrome”, ci si può mettere sotto un timbro, una firma, e la diagnosi è bell’è fatta. E dopo? Quando abbiamo ancora una volta detto che di questo si tratta, cosa ne sappiamo, in più, del comportamento di un essere umano, di questa ragazzina segregata per otto anni, e che quando ha potuto/deciso di andarsene, ha suonato alla vicina e ha detto: «sono Natascha Kampusch»? Di questa persona che ha passato l’adolescenza senza vedere e parlare con nessuno tranne il suo carceriere, e che tuttavia, ora che è una giovane donna, riemerge dal nulla in cui era stata cacciata, brandendo la segnaletica dell’Io, nome e cognome, con una fermezza di cui la maggior parte dei suoi coetanei cresciuti in famiglia non sarebbe capace, anche in situazioni molto meno drammatiche? (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Uomini, Comunicazioni/mediaJuly 31, 2006 5:04 am

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 luglio 2006

E’ meno banale di quanto sembri la levata di scudi, soprattutto da parte di editorialiste donne, contro la storia d’amore tra il regista Gabriele Muccino, e l’ex velina e conduttrice televisiva Elisabetta Canalis. Una vicenda che ricorda le ingiurie, di non molti mesi fa, di opinioniste e donne politiche contro Anna Falchi, colpevole di essersi sposata con un miliardario dalle forti ambizioni e dalle battute (naturalmente registrate) salaci: Stefano Ricucci. Non sono episodi banali perché mostrano alcuni dati spesso negati, e significativi. Il primo è che la solidarietà femminile, purtroppo, non esiste. Soprattutto non c’è solidarietà tra la casta delle donne che scrivono, che fanno politica, e le altre. Quelle che hanno vicende comuni (anche se iperraccontate dai media), come lavorare in un campo da sempre espressione privilegiata del femminile, quello della bellezza e dello spettacolo, e a cui capita, a volte, di trovare un fidanzato, o un marito, magari intellettuale, come Muccino, oppure ricco (e spiritoso) come Ricucci. Dietro quest’avversione si trova (a parte eventuali risentimenti personali) un vecchio pregiudizio antifemminile, diffuso quasi esclusivamente tra le donne, vale a dire l’idea che la donna bella sia una stupida, una che non vale niente, che quando guadagna amicizie, amori, o soldi, in fondo li ruba alle altre, le non belle. Ed in particolare a quelle che sopra a tutte le altre andrebbero considerate, onorate e coperte d’oro: le intelligenti, e soprattutto le intellettuali, o che tali si considerano. (more…)

Pensieri e passioni (da Il Mattino di Napoli), Giovani, Comunicazioni/media, IdentitàJuly 10, 2006 7:16 pm

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 luglio 2006

Campioni amatissimi. Un calcio tra i più belli del mondo. Modelli per tutto il mondo, in un’epoca di altissima concorrenza, e di giudizi severi. Un sistema di squadre oggi tra i più efficienti, in grado di selezionare degli assoluti fuoriclasse. Così sono stati vissuti, per lunghe settimane, i nostri giocatori ed il calcio italiano, in tutto il mondo. Negli stessi giorni però, accurati pubblici ministeri istruivano un gigantesco processo che guardava ai giocatori, ed alle loro squadre, in tutt’altro modo. Quest’altro, poco benevolo sguardo, metteva a fuoco un sistema corrotto, nel quale la violazione della norma era la regola. Apparivano personaggi senza scrupoli, per i quali l’obiettivo dominante era sì la vittoria, ma anche il guadagno che l’accompagnava. Da raggiungere ad ogni costo. Tra queste due immagini così contrastanti, milioni di persone oggi si chiedono: dov’è la verità? (more…)

Giovani, Comunicazioni/media, Identità 6:59 pm

Claudio Risé, da “Il Giornale”, 10 luglio 2006, www.ilgiornale.it

I nostri sono tornati. E dunque si può ancora far festa. Anzi si deve far festa: senza riserve, reticenze, pudori. Ci si può tingere la faccia coi tre colori, come italici indiani, si possono sventolare bandiere, sorridere a passanti che sorprendentemente ti sorridono, improvvisare spericolati caroselli g