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	<title>Comments on: Tempo di voti</title>
	<link>http://claudiorise.blogsome.com/2009/06/30/tempo-di-voti/</link>
	<description>In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 14:03:16 +0000</pubDate>
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		<title>by: Alessandro Caroli</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2009/06/30/tempo-di-voti/#comment-1813</link>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:03:48 +0100</pubDate>
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					<description>E quando si naviga nel vasto mare della presunzione non si ha idea di che cosa sia la realtà. Un anno e mezzo fa ho esaminato trenta curriculum professionali per conto di una multinazionale: di questi: eccellente, uno; accettabili, due. Il resto, carta da riciclo. Frutto appunto di quella presunzione che stigmatizza Claudio Risé, che ringrazio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>E quando si naviga nel vasto mare della presunzione non si ha idea di che cosa sia la realtà. Un anno e mezzo fa ho esaminato trenta curriculum professionali per conto di una multinazionale: di questi: eccellente, uno; accettabili, due. Il resto, carta da riciclo. Frutto appunto di quella presunzione che stigmatizza Claudio Risé, che ringrazio.
</p>
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		<title>by: armando</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2009/06/30/tempo-di-voti/#comment-1812</link>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 13:04:00 +0100</pubDate>
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					<description>Quando ho letto della pensata del liceo Berchet sono rimasto allibito. Triste fine, in assenza di ripensamenti, per un liceo glorioso che in questo modo dimostra di aver sposato in pieno le opinioni più &quot;politicamente corrette&quot; e dunque più nocive, di una società orizzontale che rifiuta ogni tipo di gerarchia, anche quella semplicemente funzionale allo svolgersi di una qualsiasi attività umana. Atto finale, verrebbe da dire, di un processo iniziato con la delegittimazione del Padre celeste, poi di quello terreno, poi di entrambi i genitori ed infine degli insegnanti. Non perchè le figure terrene che ho citato debbano essere sacralizzate e rese immuni da critiche, ma perchè debbono esistere luoghi e forme precise in cui tali critiche si possano esprimere ed essere valutate. 
La messa alla berlina degli insegnanti, perchè di questo si tratta  oltre le pie intenzioni dei piallatori di qualsiasi differenza di cui questa trovata è una delle tante conseguenze, azzera le distanze fra docente e discente e finirà per favorire negli insegnanti la tendenza a comportarsi in modo tale da essere &quot;graditi&quot; agli alunni. Ossia l'opposto di ciò che un educatore dovrebbe fare. E questo nell'ipotesi migliore, perchè in quella peggiore c'è anche la spirale vendicativa reciproca che può innestarsi. Un disastro sotto tutti i punti di vista, insomma, il maggiore dei quali è poi la distanza di questo tipo di scuola dalla realtà della vita, dove le gerarchie (di potere, di censo, di cultura, di posizione sociale etc. etc) esistono eccome. E non è certamente questo il sistema per ridurre quelle ingiuste. 
Non resta che sperare che il buon senso dei ragazzi prevalga sul non senso di certi adulti, e che dai giudizi sugli insegnanti emerga il bisogno dei giovani di incontrare dei veri maestri, quelli che non li compiacciano ad ogni costo, quelli che dicano loro anche i No, quelli che li sappiano instradare alla vita adulta mediante lo stimolo a pensare con la propria testa ma anche con la fermezza che ciò richiede.
armando   </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Quando ho letto della pensata del liceo Berchet sono rimasto allibito. Triste fine, in assenza di ripensamenti, per un liceo glorioso che in questo modo dimostra di aver sposato in pieno le opinioni più &#8220;politicamente corrette&#8221; e dunque più nocive, di una società orizzontale che rifiuta ogni tipo di gerarchia, anche quella semplicemente funzionale allo svolgersi di una qualsiasi attività umana. Atto finale, verrebbe da dire, di un processo iniziato con la delegittimazione del Padre celeste, poi di quello terreno, poi di entrambi i genitori ed infine degli insegnanti. Non perchè le figure terrene che ho citato debbano essere sacralizzate e rese immuni da critiche, ma perchè debbono esistere luoghi e forme precise in cui tali critiche si possano esprimere ed essere valutate.<br />
La messa alla berlina degli insegnanti, perchè di questo si tratta  oltre le pie intenzioni dei piallatori di qualsiasi differenza di cui questa trovata è una delle tante conseguenze, azzera le distanze fra docente e discente e finirà per favorire negli insegnanti la tendenza a comportarsi in modo tale da essere &#8220;graditi&#8221; agli alunni. Ossia l&#8217;opposto di ciò che un educatore dovrebbe fare. E questo nell&#8217;ipotesi migliore, perchè in quella peggiore c&#8217;è anche la spirale vendicativa reciproca che può innestarsi. Un disastro sotto tutti i punti di vista, insomma, il maggiore dei quali è poi la distanza di questo tipo di scuola dalla realtà della vita, dove le gerarchie (di potere, di censo, di cultura, di posizione sociale etc. etc) esistono eccome. E non è certamente questo il sistema per ridurre quelle ingiuste.<br />
Non resta che sperare che il buon senso dei ragazzi prevalga sul non senso di certi adulti, e che dai giudizi sugli insegnanti emerga il bisogno dei giovani di incontrare dei veri maestri, quelli che non li compiacciano ad ogni costo, quelli che dicano loro anche i No, quelli che li sappiano instradare alla vita adulta mediante lo stimolo a pensare con la propria testa ma anche con la fermezza che ciò richiede.<br />
armando
</p>
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