La fede al tempo dei messaggini
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 gennaio 2008, www.ilmattino.it
Molti si sorprendono, altri si irritano. Intanto però, sembra proprio che Wojtyla, come sfondo di cellulare, batta nettamente Penelope Cruz. E Nokia ha fatto un modello apposito per il mondo islamico, il cellulare N73, con le preghiere del mattino e della sera, oltre a una bussola, per sapere sempre qual è la direzione della Mecca.
In questi tempi piuttosto incerti, la gente preferisce tenersi vicina ai santi, e avere qualche preghiera a portata di mano, di cellulare, o di computer. Certo, tranne una minoranza di ostinati, ormai i più hanno capito che il «dio è morto» di Nietzsche è uno slogan ottocentesco. (more…)

Guardare l’altro che invecchia, e muore, è un modo straordinariamente efficace per capire qualcosa della propria vita, e poter a propria volta invecchiare più serenamente. Quando poi l’altro è tuo padre, quest’esperienza diventa, soprattutto per un maschio, un sacco di altre cose. La riscoperta della tua identità, di quale sia il mondo e la tradizione cui appartieni, del tuo modo di essere uomo, di trattare le donne, di essere coraggioso, o pauroso, insomma di chi tu sia. Una cosa che diventa sempre più chiara man mano che ti rispecchi nell’altro, il padre, ti confronti con lui. Per cui alla fine, quando l’altro se ne va, averlo accompagnato nella malattia e nella morte sigilla definitivamente, senza più turbamenti e contestazioni, la sua identità di padre, e la tua, di figlio, pronto a seguirlo lungo lo stesso sentiero, che è poi quello della vita e della sua fine.



