Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 dicembre 2007, www.ilmattino.it
Notte impegnativa, quella che viene. Si fa festa, si dà il via ai botti, si buttano via vecchie cose, ma dietro tutta questa attività gioiosa c’è una speranza: che molte cose cambino. Che quanto di vecchio e stantio c’è nella vita personale, e collettiva, se ne vada. Che a mezzanotte cominci un tempo nuovo. Per questo, nell’impero romano, il dio di questa giornata, e del mese che inizierà, era Giano, dio dai due volti, il vecchio, che guarda all’indietro, e il giovane, che guarda avanti.
La crescita felice del nuovo dipende dal farsi da parte del vecchio. Questo tema, vanno scoprendo neuroscienziati e psicoterapeuti, si colloca al centro dell’esperienza della felicità nell’essere umano. Strettamente legata alla volontà e capacità di cambiare: lo dimostrano le ricerche più diverse, da quelle sul cervello, a quelle sugli affetti e sulla psiche. (more…)





