Vai alla scheda del libro(Di Luca Castelli, da “Optima Salute. Il mensile di salute per la famiglia”, ottobre 2007, www.optimasalute.it)

Secondo le ultime relazioni annuali al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, il fenomeno della diffusione della cannabis (marijuana, hashish e olio di hashish) in Italia è in costante aumento. Dal 2001 a oggi i consumatori di cannabis sono raddoppiati, passando dal 6,2% all’11,9. Per l’85% dei fruitori di cocaina e il 74% di quelli di eroina, la sostanza di iniziazione è stata proprio la cannabis.
A fronte di una diffusa opinione, anche tra genitori, insegnanti, pubblici amministratori e politici che la cannabis non fa male, lo psicanalista Claudio Risé, nel suo libro “Cannabis. Come perdere la testa e a volte vita”, afferma: «La cannabis fa male, crea degli invalidi psichici e fisici. Tacerne gli effetti è da irresponsabili o da complici».
E offre un decalogo in cui rivela tutta la verità su questa droga e anche ciò che non viene detto. Eccolo.
1. La cannabis non è una droga leggera. E’ una vera droga, con principi psicoattivi, pericolosa per il cervello e il corpo. Può creare dipendenza e può condurre all’uso di sostanze ancora più dannose, come eroina o cocaina.
I tossicodipendenti iniziano sempre con uno spinello.
2. La cannabis è pericolosa per il corpo. Produce disturbi all’apparato respiratorio e circolatorio, al sistema ormonale e a quello metabolico.
3. La cannabis è pericolosa per il cervello. Soprattutto per quello degli adolescenti, che è in via di sviluppo. Il principio attivo della cannabis (THC) danneggia le cellule cerebrali provocando la riduzione delle capacità cognitive, problemi di memoria e di concentrazione, apatia, abbassando il rendimento scolastico, sportivo e professionale.
4. La cannabis è pericolosa per la salute mentale. Può produrre ansia e depressione, allucinazioni visive e auditive, depersonalizzazione e derealizzazione, attacchi di panico e di paranoia.
5. Per cannabis si può andare in overdose e morirne. Con hashish e marijuana contenenti alte concentrazioni di principio attivo, o per particolare affaticamento o combinazione con alcol, può svilupparsi un’intossicazione acuta, fino alla perdita di conoscenza.
6. La cannabis rovina le tue relazioni con gli altri (con il/la partner). Se inizialmente facilita lo stare in compagnia con gli amici in seguito ti chiude nella solitudine, ti rende assente, sospettoso, aggressivo o violento.
7. La cannabis mette a rischio la tua vita e quella degli altri se la fumi e poi ti metti alla guida. Appanna la vista e l’udito, diminuisce la vigilanza, rallenta i riflessi e le reazioni, rende difficile la coordinazione motoria e il controllo della traiettoria del veicolo.
8. L’uso della cannabis è strettamente legato alla delinquenza. Molti ragazzi dipendenti da questa sostanza racimolano il denaro per comprarla con furti, spaccio di stupefacenti, estorsioni.
9. La cannabis può rovinarti la carriera o farti perdere il lavoro. La riduzione della memoria e dell’attenzione può farti prendere voti più bassi o anche farti abbandonare gli studi.
Se hai un lavoro, per disimpegno o per assenteismo rischi di perderlo.
10. La cannabis è una droga di cui ci si può liberare. Chiedendo aiuto ad amici veri, a persone di fiducia, insegnanti che stimi o ai genitori; medici e psicologi possono aiutarti a uscire da una strada senza direzione.

SONO GLI ADOLESCENTI I SOGGETTI PIU’ A RISCHIO

Si comincia a 15 anni e si fuma di più nelle città. La cannabis è la sostanza illecita usata più di frequente in Europa. Il suo consumo è aumentato in quasi tutti i paesi dell’Unione europea negli anni novanta, soprattutto tra i giovani, compresi gli studenti.
Si calcola che circa 22,5 milioni di cittadini europei abbiano fatto uso di cannabis nell’ultimo anno e che 12 milioni ne abbiano fatto uso negli ultimi 30 giorni.
I fatti evidenziano che i consumatori precoci (iniziazione nella preadolescenza fino al pieno dell’adolescenza) sono significativamente più a rischio di avere problemi di droga, compresa tra questi la dipendenza. Gli adolescenti sono più vulnerabili alla tossicità della cannabis.
I profili dei giovani consumatori di cannabis, perlomeno nelle prime fasi del consumo, non differiscono molto da quelli dei giovani consumatori di alcol o tabacco. La maggior parte dei pazienti dichiara di aver cominciato a usare la cannabis quando faceva parte delle fasce di età più giovani; in particolare, il 36,8% ha provato per la prima volta questa sostanza prima dei 15 anni.
Quasi nessuno dichiara di aver provato la cannabis per la prima volta dopo i 29 anni.
Il consumo di cannabis è anche più frequente nelle zone urbane o nelle zone più densamente popolate. Si è ipotizzato che il consumo di questa sostanza si stia diffondendo anche alle città più piccole o alle zone rurali. Questi dati emergono dalla relazione annuale 2006 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.
Luca Castelli

Leggi le pagine di “Optima Salute” in formato pdf: 1 - 2.