Vai alla scheda del libro(Di Chiara Moniaci, da “Oggi”, nr. 25, 20 giugno 2007)

Gli effetti della cannabis nell’ultimo libro dello psicanalista Risé

Non chiamatela più droga leggera. La leggerezza sta solo nel considerarla poco pericolosa. Oggi gli spinelli sono geneticamente modificati e potenziati per avere effetti sempre più micidiali, e causano gravi danni cerebrali.
Di cannabis, oggi, si può anche morire: è la tesi, documentata, del nuovo libro di Claudio Risé, psicanalista e docente di Psicologia dell’educazione all’Università di Milano-Bicocca, Cannabis – Come perdere la testa e a volte la vita (Edizioni San Paolo, 12,50 euro). Abbiamo chiesto all’autore quali sono i rischi di chi fa uso di cannabis.
Una bomba per il cervello. «La cannabis è pericolosa per il cervello, specie per gli adolescenti in via di sviluppo. Dà problemi di memoria e concentrazione, provoca apatia e demotivazione, disturbi nella capacità di formulare idee e risolvere problemi.
Può causare ansia e depressione, allucinazioni, attacchi di panico e paranoia. E gravi malattie mentali, come psicosi e schizofrenia».
Lo skunk è micidiale. «I rischi sono sempre più gravi: negli ultimi anni si è passati dal 4 al 25 per cento di thc (il principio attivo della cannabis): lo spinello più forte, chiamato skunk, può provocare da solo un’overdose, anche senza l’aggiunta di altre sostanze. Uno solo può causare una crisi psicotica. E l’età in cui si comincia ad assumere cannabis si abbassa sempre più».
La vita in fumo. «I genitori, che forse pensano agli spinelli di quando erano giovani, hanno l’obbligo di informarsi. I danni al sistema nervoso e cerebrale ci sono sempre stati. La novità è che ora si può morire rapidamente.
Oggi la cannabis può avere gli stessi effetti devastanti del “buco” di 20 anni fa. Come minimo, fa da autostrada per altre droghe: i tossicodipendenti iniziano sempre con “una canna”. Dobbiamo evitare che i nostri figli muoiano o diventino pazzi»
Chiara Moniaci