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	<title>Comments on: Fabbrica dei divorzi e violenze antipaterne</title>
	<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/</link>
	<description>In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 13:25:27 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Giovanni Cirillo</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-530</link>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 10:51:11 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-530</guid>
					<description>Gentile Claudio Risé,
ho letto con commozione il Suo articolo “Le fatiche dei padri separati” su “Il Mattino” di Napoli, del 2 aprile 2007.
Sono un “padre separato” e da due anni falsamente imputato di abusi sessuali nei confronti della mia adorata figlia, che da allora non vedo più.
Non mi soffermo sull’infinito dolore che questo procedimento comporta nell’animo e nella psiche di chi ingiustamente lo subisce e che, d’altronde, Lei ha così puntualmente riassunto, bensì sulla sua “tipica” genesi ed evoluzione.
La pedofilia è un crimine ripugnante, ma la sua acerrima persecuzione deve essere informata al massimo rigore onde evitare che le maglie della macchina giudiziaria imbriglino chi colpevole non è o, peggio ancora, sia essa stessa strumento prevedibile per la realizzazione di abominevoli premeditazioni.
Il caso dei “falsi abusi” è ormai un fenomeno non più trascurabile dalle istituzioni e da inquadrare in un più ampio dibattito per una corretta lotta contro il reato in generale, poiché, la carente e fumosa legislazione attuale oltre al pregiudizio ed estemporaneità di molti “addetti ai lavori”, danno luogo ad una generica quanto sterile battaglia al fatto nel suo complesso, trascurando la particolare meticolosità di indagine ed interpretazione che questi casi singolarmente richiedono.
Inoltre, l’inevitabile ricorso alla scienza psicologica trascura il labile confine che separa questa dall’empirismo o, ancor peggio, dall’improvvisazione, divenendo ciò l’elemento costitutivo delle più gravi distorsioni nell’intero procedimento.
Così, l’innocenza e la colpevolezza, il vero ed il falso, finiscono per essere confusi e trattati alla stessa stregua, in procedimenti standard e quasi sempre simili, la cui ineluttabile prevedibilità scopre il fianco sempre di più alla simulazione ed all’uso strumentale della denuncia.
In questo modo, vite integerrime di padri incensurati, rispettabili in ogni contesto e lontane da qualsiasi sentimento che non sia l’amore nei confronti dei loro figli, finiscono per essere colpevolmente distrutte e svuotate di ogni bene, insieme alle innocenze dei loro figli ormai perduti.
Tutto ciò in nome della suprema “tutela del minore”, ineccepibile formula rituale dietro la quale, però, si celano oltre che le pigrizie e le inefficienze della macchina giudiziaria e dei suoi esecutori, anche, le ulteriori tutele di compositi interessi di categorie professionali che prosperano riccamente sulle guarentigie che gli derivano dalla permanenza di questo stato delle cose.

Giovanni Cirillo</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Gentile Claudio Risé,<br />
ho letto con commozione il Suo articolo “Le fatiche dei padri separati” su “Il Mattino” di Napoli, del 2 aprile 2007.<br />
Sono un “padre separato” e da due anni falsamente imputato di abusi sessuali nei confronti della mia adorata figlia, che da allora non vedo più.<br />
Non mi soffermo sull’infinito dolore che questo procedimento comporta nell’animo e nella psiche di chi ingiustamente lo subisce e che, d’altronde, Lei ha così puntualmente riassunto, bensì sulla sua “tipica” genesi ed evoluzione.<br />
La pedofilia è un crimine ripugnante, ma la sua acerrima persecuzione deve essere informata al massimo rigore onde evitare che le maglie della macchina giudiziaria imbriglino chi colpevole non è o, peggio ancora, sia essa stessa strumento prevedibile per la realizzazione di abominevoli premeditazioni.<br />
Il caso dei “falsi abusi” è ormai un fenomeno non più trascurabile dalle istituzioni e da inquadrare in un più ampio dibattito per una corretta lotta contro il reato in generale, poiché, la carente e fumosa legislazione attuale oltre al pregiudizio ed estemporaneità di molti “addetti ai lavori”, danno luogo ad una generica quanto sterile battaglia al fatto nel suo complesso, trascurando la particolare meticolosità di indagine ed interpretazione che questi casi singolarmente richiedono.<br />
Inoltre, l’inevitabile ricorso alla scienza psicologica trascura il labile confine che separa questa dall’empirismo o, ancor peggio, dall’improvvisazione, divenendo ciò l’elemento costitutivo delle più gravi distorsioni nell’intero procedimento.<br />
Così, l’innocenza e la colpevolezza, il vero ed il falso, finiscono per essere confusi e trattati alla stessa stregua, in procedimenti standard e quasi sempre simili, la cui ineluttabile prevedibilità scopre il fianco sempre di più alla simulazione ed all’uso strumentale della denuncia.<br />
In questo modo, vite integerrime di padri incensurati, rispettabili in ogni contesto e lontane da qualsiasi sentimento che non sia l’amore nei confronti dei loro figli, finiscono per essere colpevolmente distrutte e svuotate di ogni bene, insieme alle innocenze dei loro figli ormai perduti.<br />
Tutto ciò in nome della suprema “tutela del minore”, ineccepibile formula rituale dietro la quale, però, si celano oltre che le pigrizie e le inefficienze della macchina giudiziaria e dei suoi esecutori, anche, le ulteriori tutele di compositi interessi di categorie professionali che prosperano riccamente sulle guarentigie che gli derivano dalla permanenza di questo stato delle cose.</p>
	<p>Giovanni Cirillo
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: passaggioalbosco</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-519</link>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 20:46:49 +0100</pubDate>
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					<description>&lt;strong&gt;Il lato oscuro delle violenze in famiglia&lt;/strong&gt;

Al di l di ogni ovvia distinzione tra norma morale e diritto positivo,  ormai di senso comune la considerazione dell'impatto delle legislazioni divorziste sull'idea stessa di matrimonio. L'uniformismo deresponsabilizzante imposto per legge a tutti ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Il lato oscuro delle violenze in famiglia</strong></p>
	<p>Al di l di ogni ovvia distinzione tra norma morale e diritto positivo,  ormai di senso comune la considerazione dell&#8217;impatto delle legislazioni divorziste sull&#8217;idea stessa di matrimonio. L&#8217;uniformismo deresponsabilizzante imposto per legge a tutti &#8230;
</p>
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	<item>
		<title>by: roberto castelli</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-473</link>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 09:08:01 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-473</guid>
					<description>Provo la triste consapevolezza di vivere in un paese con più pesi e più misure e...vari metri di giudizio legale. Che chances ha un padre con una giustizia siffatta? Che chances avrà mai un figlio con queste premesse, di poter vivere con entrambi i genitori dopo la loro separazione?
Probabilmente occorrerebbe una consapevole presa di posizione da cparte di chi amministra il potere e una profonda ed etica analisi delle cose, con pene severe , anzi, molto severe, per chi utilizza bassezze per infangare l'altro genitore e sottrargli i figli. Occorrerebbe anche verificare la rigidità arcaica del tribunale dei minori, alla luce della recente L.54/2006 sul condiviso e chiedergli pechèmmai non si allinea ad una visione bigenitoriale per i minori....bisognerebbe...
Ma chiedere giustizia è come parlare di fantascienza, e allora che sto mai a scrivere qui? forse meglio scrivere romanzi per la collana URANIA, fare molti soldi, pagare fior di quattrini alla ex convivente e con retaggio del denaro, chiedere la frequentazione dei propri figli, cosa che foirse, accade già in qualche caso!
R. Castelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Provo la triste consapevolezza di vivere in un paese con più pesi e più misure e&#8230;vari metri di giudizio legale. Che chances ha un padre con una giustizia siffatta? Che chances avrà mai un figlio con queste premesse, di poter vivere con entrambi i genitori dopo la loro separazione?<br />
Probabilmente occorrerebbe una consapevole presa di posizione da cparte di chi amministra il potere e una profonda ed etica analisi delle cose, con pene severe , anzi, molto severe, per chi utilizza bassezze per infangare l&#8217;altro genitore e sottrargli i figli. Occorrerebbe anche verificare la rigidità arcaica del tribunale dei minori, alla luce della recente L.54/2006 sul condiviso e chiedergli pechèmmai non si allinea ad una visione bigenitoriale per i minori&#8230;.bisognerebbe&#8230;<br />
Ma chiedere giustizia è come parlare di fantascienza, e allora che sto mai a scrivere qui? forse meglio scrivere romanzi per la collana URANIA, fare molti soldi, pagare fior di quattrini alla ex convivente e con retaggio del denaro, chiedere la frequentazione dei propri figli, cosa che foirse, accade già in qualche caso!<br />
R. Castelli
</p>
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	<item>
		<title>by: armando ermini</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-471</link>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 23:02:24 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/04/02/fabbrica-dei-divorzi-e-violenze-antipaterne/#comment-471</guid>
					<description>Due cose da sottolineare: 
1)La devastazione psichica (e materiale)generalizzata, che si produce quando i figli diventano un'arma nel conflitto.
2)Il fenomeno misconosciuto della violenza fra i generi. Si sente parlare esclusivamente di quella maschile, ma quei dati concordano con le statistiche ufficiali che nei  paesi anglosassoni appaiono da anni. Se il nostro paese fosse seriamente intenzionato a indagare il fenomeno nella sua realtà, e non ideologicamente orientato contro il padre ed il maschio, una ricerca come quella recente dell'Istat sulla violenza contro le donne, andrebbe ripetuta a parti invertite. Dopo di che si potrebbe fare un Convegno serio sulle radici e le cause della stessa, e non le  parate ideologiche a cui siamo purtroppo abituati. 
Ma forse è troppo politicamente scorretto chiedere questa cosa elementare.

 </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Due cose da sottolineare:<br />
1)La devastazione psichica (e materiale)generalizzata, che si produce quando i figli diventano un&#8217;arma nel conflitto.<br />
2)Il fenomeno misconosciuto della violenza fra i generi. Si sente parlare esclusivamente di quella maschile, ma quei dati concordano con le statistiche ufficiali che nei  paesi anglosassoni appaiono da anni. Se il nostro paese fosse seriamente intenzionato a indagare il fenomeno nella sua realtà, e non ideologicamente orientato contro il padre ed il maschio, una ricerca come quella recente dell&#8217;Istat sulla violenza contro le donne, andrebbe ripetuta a parti invertite. Dopo di che si potrebbe fare un Convegno serio sulle radici e le cause della stessa, e non le  parate ideologiche a cui siamo purtroppo abituati.<br />
Ma forse è troppo politicamente scorretto chiedere questa cosa elementare.
</p>
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