(di Francesco Lo Dico, da “L’Indipendente”, 17 marzo 2007, www.indipendenteonline.it)
Francia e Spagna contro la marijuana: test per gli automobilisti a Parigi e manifesti con slogan-choc a Madrid
Tutti i grandi Paesi europei ormai la considerano una droga che fa male. In Italia è rimasta la droga della pace. E si raddoppia il tetto massimo di cannabis. Anche se la comunità scientifica non è d’accordo. «La marijuana che trent’anni fa fabbricava petardi, oggi fabbrica bombe», conferma lo psicoanalista Claudio Risé, che denuncia danni psichici irreversibili nei giovani al di sotto di 15 anni che ne fanno uso. La marijuana è una sostanza capace di scatenare aggressività incontrollabili e attacchi psicotici. Senza contare che il maggior numero di reati a mano armata oggi è commesso da consumatori abituali. Dati che non lasciano scampo. Soltanto un assaggio di quelli proposti da Risé nel suo libro Cannabis, che uscirà ad aprile per le edizioni San Paolo.
Innanzitutto al decreto Turco, su cui non a caso è arrivata la bocciatura del Tar. E poi all’onorevole Caruso che non perde occasione per ripetere il suo motto di vita: «una canna al giorno toglie il medico di torno». E promettere azioni collettive per la coltivazione delle piantine in balconi e terrazze.
Fuori tempo anche il ministro Ferrero. Si è presentato a Vienna alla Commissione Onu sugli stupefacenti (Cnd) e ha richiesto la depenalizzazione della cannabis tra lo stupore degli astanti che pochi giorni prima avevano licenziato un documento sui gravi danni indotti dalla marijuana. Un ritardo di vedute reso ancora più imbarazzante dal confronto con la Francia. Dove lo Stato, appreso che i consumatori di cannabis sono coinvolti tre volte di più in incidenti mortali sulle strade, ha messo a punto un test sulla saliva e gravi sanzioni per chi guida sotto l’effetto della sostanza. L’imbarazzo cresce se si guarda alla Spagna, dove la cannabis ha provocato un aumento del 155 per cento nei casi di trattamento psichiatrico di adolescenti. Una situazione dai costi sociali così onerosi che anche Zapatero ha avviato una massiccia campagna a base di opuscoli e manifesti giganti su cui campeggiano binari d’erba e lo slogan: «un treno da non prendere».
La droga della pace non è più quella di cui qualche decennio fa si inebriava chi oggi ancora la difende. A quei tempi il tetracannabinolo era al 5 per cento, adesso è al 35, come spiega lo psicoanalista Claudio Risé nel suo Cannabis. Un duro attacco contro l’insostenibile leggerezza che, a proposito di discrezionalità politica, scommettiamo farà molto discutere.






Forse ha ragione lei, la cannabis non ha solo effetti rilassanti come si usava dire. Credo aumenti l’aggressività.
Perciò segnalo nel sito del Ministero della salute la recente ricerca riguardante il doping tra i giovani atleti.
Purtroppo la cannabis è in testa anche a questa classifica. Mi sembra importante, anche per sfatare la convinzione che la cannabis abbia solo un effetto rilassante. Al contrario, e su questo molte riflessioni ha fatto anche l’ultimo report sulle droghe dell’Onu, con qualche ricerca etnoantropologia e tossicologica, può avere effetti anche opposti (non a caso panetti di cannabis erano ben presenti negli ultimi eventi presso lo stadio di Catania qualche tempo fa).
Tutto il materiale si trova in
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=399
credo basti leggere il comunicato stampa in fondo alla pagina e l’indagine-questionario svolta presso i giovani.
Comment by ivano — April 5, 2007 @ 2:50 pm