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	<title>Comments on: Omosessualità: ideologia o ascolto?</title>
	<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/</link>
	<description>In viaggio con le ipotesi di lavoro e ricerca di Claudio Risé</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 01:51:20 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Walter</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1786</link>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 20:46:30 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1786</guid>
					<description>Ma Sig. Ivano, mi spiegherebbe cosa c'entra  questa ricerca con l'omosessualità?
Indubbio che la mancanza di una figura genitoriale o problemantiche di quest'ultima possano determinare problematiche nello sviluppo di un bambino. Ma cosa ha a che fare l'omosessualità con disturbi emotivi, di comportamento e relazionale (sottolineo anch'io relazionale)? O vorrebbe dire che l'omosessualità è un disturbo relazionale (in base a cosa? a quale studio?).
Mi sembrava poi che questa discussione si basasse su contributi un pò più seri ed interessanti rispetto alla canzonetta di povia.
Cordialità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ma Sig. Ivano, mi spiegherebbe cosa c&#8217;entra  questa ricerca con l&#8217;omosessualità?<br />
Indubbio che la mancanza di una figura genitoriale o problemantiche di quest&#8217;ultima possano determinare problematiche nello sviluppo di un bambino. Ma cosa ha a che fare l&#8217;omosessualità con disturbi emotivi, di comportamento e relazionale (sottolineo anch&#8217;io relazionale)? O vorrebbe dire che l&#8217;omosessualità è un disturbo relazionale (in base a cosa? a quale studio?).<br />
Mi sembrava poi che questa discussione si basasse su contributi un pò più seri ed interessanti rispetto alla canzonetta di povia.<br />
Cordialità.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: ivano</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1785</link>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 17:56:37 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1785</guid>
					<description>A me invece sembra che Risé, seguendo la pubblicazione del lavoro di Nicolosi (che in parte ho approfondito), vada proprio nella direzione scientifica, non della chiacchera ideologica. Prendo ad esempio la canzone di Povia &quot;Luca era gay&quot;. La canzone, tanto quanto le riflessioni di Nicolosi, sono accusate di infondatezza ma proprio in questi giorni è stata pubblicata un'importante ricerca da The Lancet &quot;Paternal Psychiatric Disorders and Children's Psychosocial develpment&quot; che racconta esattamente quanto detto da Nicolosi e messo in  canzone da Povia: i malesseri o le assenze o le patologie della figura paterna (come appunto il padre assente che poi beve, di cui canta Povia) determina disturbi emotivi, di comportamento e relazionale (e sottolineo relazionale) nei figli. Tanto ideologico non mi pare in una ricerca di 11 pagine di Lancet. La ricerca in
 http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)60238-5/abstract</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>A me invece sembra che Risé, seguendo la pubblicazione del lavoro di Nicolosi (che in parte ho approfondito), vada proprio nella direzione scientifica, non della chiacchera ideologica. Prendo ad esempio la canzone di Povia &#8220;Luca era gay&#8221;. La canzone, tanto quanto le riflessioni di Nicolosi, sono accusate di infondatezza ma proprio in questi giorni è stata pubblicata un&#8217;importante ricerca da The Lancet &#8220;Paternal Psychiatric Disorders and Children&#8217;s Psychosocial develpment&#8221; che racconta esattamente quanto detto da Nicolosi e messo in  canzone da Povia: i malesseri o le assenze o le patologie della figura paterna (come appunto il padre assente che poi beve, di cui canta Povia) determina disturbi emotivi, di comportamento e relazionale (e sottolineo relazionale) nei figli. Tanto ideologico non mi pare in una ricerca di 11 pagine di Lancet. La ricerca in<br />
 <a href='http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736' rel='nofollow'>http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736</a>(09)60238-5/abstract
</p>
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	<item>
		<title>by: Walter</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1784</link>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:10:17 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1784</guid>
					<description>D'accordo con lei, Sig. Risé, sarebbe veramente ora di smetterla di fare della metafisica o della chiacchera ideologica (direi anche sproloqui) sulla normale affettività/sessualità (etero, omo o bsx) delle persone.
Cordialità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>D&#8217;accordo con lei, Sig. Risé, sarebbe veramente ora di smetterla di fare della metafisica o della chiacchera ideologica (direi anche sproloqui) sulla normale affettività/sessualità (etero, omo o bsx) delle persone.<br />
Cordialità.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Redazione</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1783</link>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 09:13:56 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1783</guid>
					<description>Smettiamola di parlare dell'&quot;0mosessualità in quanto tale&quot;. &quot;In quanto tale&quot; non esiste niente nella fenomelogia psicologica, che osserva appunto i fenomeni; ogni cosa esiste in relazione a specifiche manifestazioni, come appunto i comportamenti, o gli orientamenti, nei comportamenti e negli affetti. Di omosessualità si può parlare solo relativamente all'orientamento omosessuale, altrimenti si fa della metafisica, o piuttosto della chiacchera, più o meno ideologica, sulla sessualità. Claudio Risé</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Smettiamola di parlare dell&#8217;&#8221;0mosessualità in quanto tale&#8221;. &#8220;In quanto tale&#8221; non esiste niente nella fenomelogia psicologica, che osserva appunto i fenomeni; ogni cosa esiste in relazione a specifiche manifestazioni, come appunto i comportamenti, o gli orientamenti, nei comportamenti e negli affetti. Di omosessualità si può parlare solo relativamente all&#8217;orientamento omosessuale, altrimenti si fa della metafisica, o piuttosto della chiacchera, più o meno ideologica, sulla sessualità. Claudio Risé
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Walter</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1780</link>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 08:48:56 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1780</guid>
					<description>Chiedo scusa per questa aggiunta ma mi sono dimenticato un'osservazione. 
Le condanne del mondo scientifico sono arrivate, arrivano e continueranno ad arrivare per seguire una maggioranza (quale poi? quella delle fantomatiche lobby gay?). Arrivano perchè la terapia di Nicolosi non ha prodotto alcun dato scientifico confrontabile e perchè non esiste alcuna prova che il disagio sia causato dall'omosessualità in quanto tale, mentre risultano sempre evidenti i condizionamenti/l'ideologia che porta a questo malessere. </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Chiedo scusa per questa aggiunta ma mi sono dimenticato un&#8217;osservazione.<br />
Le condanne del mondo scientifico sono arrivate, arrivano e continueranno ad arrivare per seguire una maggioranza (quale poi? quella delle fantomatiche lobby gay?). Arrivano perchè la terapia di Nicolosi non ha prodotto alcun dato scientifico confrontabile e perchè non esiste alcuna prova che il disagio sia causato dall&#8217;omosessualità in quanto tale, mentre risultano sempre evidenti i condizionamenti/l&#8217;ideologia che porta a questo malessere.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Walter</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1779</link>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 08:44:33 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1779</guid>
					<description>Ecco Sig. Marchesini era proprio questo uno dei punti. I manuali diagnostici non contengano già più l'omosessualità egodistonica, ma contengono un riferimento all'orientamento sessuale egodistonico.
Ultima domanda, come mai le associazioni prima citate (
Ci si potrebbe chiedere come mai non ci siano eterosessuali egodistonici (è poi vero? e i tantissimi che dopo una vita da eterosessuali e magari un matrimonio con una donna trovano la felicità con una persona dello stesso sesso cosa dovrebbero accusarela madre assente e il padre opprimente?). Ci si potrebbe chiedere come sia praticamente assodato che i disagi riguardo al proprio orientamento siano ricondotti a condizionamenti famigliari, sociali o religiosi (non lo dico io magli studi fatti a riguardo, le dichirazioni delle maggiori associazioni di psichiatria/psicanalisi dovrebbero bastare).
Concordo con lei che l'omofobia, almeno nell'accezione in cui la intende lei, non sia una malattia, ma profonda ignoranza o vano tentativo di trovare conferme nella scienza medica alla propria ideologia religiosa.
Mi viene da chiedere poi come mai vi sia ancora un riferimento a devianze come la pedofilia, o a disturbi come l'anoressia. Dato per appurato che l'omosessualità non è minimamente legata con un soggetto che violenta un bambino/a o con una persona con disturbi alimentari (o se lo è lo è al pari della sdoganatissima eterosessualità), come mai questi esempi?
Ultima domanda, come mai tutti i maggiori ordini di salute mentale rigettano la terapia riparativa, evidenziando come il disagio di questi pazienti sia da ricondurre alle pressioni famigliari, sociali o religiose?
D'accordo con lei che la mappa non sia il territorio, ma una sua rappresentazione nella quale non dovrebbero comparire elementi inesistenti (sostenereche il DSM sia soggettivo mi sembra un pò troppo sinceramente).
Mi trova anche d'accordissimo che a volte l'ideologia cerca di travestirsi da scienza, o cerca di utilizzare un linguaggio scientifico. Nicolosi&amp;amp;co ne sono l'esempio di questo periodo. Cordialità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ecco Sig. Marchesini era proprio questo uno dei punti. I manuali diagnostici non contengano già più l&#8217;omosessualità egodistonica, ma contengono un riferimento all&#8217;orientamento sessuale egodistonico.<br />
Ultima domanda, come mai le associazioni prima citate (<br />
Ci si potrebbe chiedere come mai non ci siano eterosessuali egodistonici (è poi vero? e i tantissimi che dopo una vita da eterosessuali e magari un matrimonio con una donna trovano la felicità con una persona dello stesso sesso cosa dovrebbero accusarela madre assente e il padre opprimente?). Ci si potrebbe chiedere come sia praticamente assodato che i disagi riguardo al proprio orientamento siano ricondotti a condizionamenti famigliari, sociali o religiosi (non lo dico io magli studi fatti a riguardo, le dichirazioni delle maggiori associazioni di psichiatria/psicanalisi dovrebbero bastare).<br />
Concordo con lei che l&#8217;omofobia, almeno nell&#8217;accezione in cui la intende lei, non sia una malattia, ma profonda ignoranza o vano tentativo di trovare conferme nella scienza medica alla propria ideologia religiosa.<br />
Mi viene da chiedere poi come mai vi sia ancora un riferimento a devianze come la pedofilia, o a disturbi come l&#8217;anoressia. Dato per appurato che l&#8217;omosessualità non è minimamente legata con un soggetto che violenta un bambino/a o con una persona con disturbi alimentari (o se lo è lo è al pari della sdoganatissima eterosessualità), come mai questi esempi?<br />
Ultima domanda, come mai tutti i maggiori ordini di salute mentale rigettano la terapia riparativa, evidenziando come il disagio di questi pazienti sia da ricondurre alle pressioni famigliari, sociali o religiose?<br />
D&#8217;accordo con lei che la mappa non sia il territorio, ma una sua rappresentazione nella quale non dovrebbero comparire elementi inesistenti (sostenereche il DSM sia soggettivo mi sembra un pò troppo sinceramente).<br />
Mi trova anche d&#8217;accordissimo che a volte l&#8217;ideologia cerca di travestirsi da scienza, o cerca di utilizzare un linguaggio scientifico. Nicolosi&amp;co ne sono l&#8217;esempio di questo periodo. Cordialità.
</p>
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	<item>
		<title>by: Roberto Marchesini</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1778</link>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 17:51:48 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1778</guid>
					<description>Innanzitutto una premessa: la mappa non è il territorio (Korzybski).
Ossia, il DSM non è la realtà, ma una descrizione della realtà. Quindi relativa, soggettiva, mutevole, incompleta.
Lo dimostra il fatto che nel DSM IV è stato introdotto il criterio della sintonia/distonia anche per la pedofilia (F65.4 B: “Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree del funzionamento”). Giustamente: perché il criterio introdotto per la prima volta in ambito diagnostico a proposito dell'omosessualità (DSM III, 1980) non può essere applicata anche ad altre diagnosi, come la pedofilia, l'anoressia, i disturbi indotti da sostanze? Comunque sia, in seguito alle proteste, nel DSM IV TR, il criterio sintonia/distonia non è più applicabile alla pedofilia.
I manuali diagnostici, dunque, non sono verbo divino.
Fatta questa doverosa premessa, il disturbo F52.9 (Disturbo sessuale non altrimenti specificato) recita all'esempio 3: “Persistente e intenso disagio riguardo all'orientamento sessuale”. Si parla di “orientamento sessuale”, e gli orientamenti sessuali (escludendo le parafilie) sono eterosessuale, omosessuale e bisessuale. Può esistere un eterosessuale che prova un “persistente ed intenso disagio riguardo” alla propria eterosessualità, ma anche un omosessuale riguardo alla propria omosessualità. In altri termini, questa diagnosi riguarda l'orientamento sessuale egodistonico, quindi anche l'omosessualità egodistonica. Del resto, è sufficiente una prospettiva longitudinale sulle varie edizioni del DSM per rendersi conto a cosa si riferisce questa diagnosi.
Per tacere dell'ICD, che recita (F66.1): “Egodystonic sexual orientation. The gender identity or sexual preference (heterosexual, homosexual, bisexual, or prepubertal) is not in doubt, but the individual wishes it were different because of associated psychological and behavioural disorders, and may seek treatment in order to change it”. Più chiaro di così! si dice persino che l'individuo “può cercare un trattamento per cambiarla [la preferenza sessuale]”...
Infine, per quanto riguarda il criterio democratico applicato alla scienza (“dopo le numerose condanne del mondo scientifico...”): nel momento in cui le affermazioni “scientifiche” sono fatte seguendo la maggioranza, non siamo più nel campo della scienza, ma in quello dell'ideologia. Qualsiasi manuale di epistemologia scientifica può confermare che le affermazioni apodittiche, i tabù, i veti non fanno parte del linguaggio scientifico, né secondo il metodo della verifica (Galileo), né secondo quello della falsificazione (Popper), né quello dei cambi di paradigma (Kuhn). La scienza cerca di spiegare la realtà; negare la realtà perché non rispetta i propri gusti è ideologia, non scienza.
Certo, è accaduto spesso in passato che l'ideologia si travestisse da scienza, e conquistasse la maggioranza del mondo scientifico. E' accaduto, ad esempio, con la fisiognomica e l'eugenetica. Accadrà ancora. Per questo non mi stupirei se domani i manuali diagnostici venissero modificati ulteriormente per togliere disturbi non più alla moda (ad esempio l'omosessualità egodistonica) o inserire disturbi politicamente corretti (ad esempio l'omofobia: nei manuali diagnostici esiste?). Ma questi cambiamenti non farebbero ammalare improvvisamente milioni di persone, né guarirne altrettanti. La mappa non è il territorio, appunto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Innanzitutto una premessa: la mappa non è il territorio (Korzybski).<br />
Ossia, il DSM non è la realtà, ma una descrizione della realtà. Quindi relativa, soggettiva, mutevole, incompleta.<br />
Lo dimostra il fatto che nel DSM IV è stato introdotto il criterio della sintonia/distonia anche per la pedofilia (F65.4 B: “Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell&#8217;area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree del funzionamento”). Giustamente: perché il criterio introdotto per la prima volta in ambito diagnostico a proposito dell&#8217;omosessualità (DSM III, 1980) non può essere applicata anche ad altre diagnosi, come la pedofilia, l&#8217;anoressia, i disturbi indotti da sostanze? Comunque sia, in seguito alle proteste, nel DSM IV TR, il criterio sintonia/distonia non è più applicabile alla pedofilia.<br />
I manuali diagnostici, dunque, non sono verbo divino.<br />
Fatta questa doverosa premessa, il disturbo F52.9 (Disturbo sessuale non altrimenti specificato) recita all&#8217;esempio 3: “Persistente e intenso disagio riguardo all&#8217;orientamento sessuale”. Si parla di “orientamento sessuale”, e gli orientamenti sessuali (escludendo le parafilie) sono eterosessuale, omosessuale e bisessuale. Può esistere un eterosessuale che prova un “persistente ed intenso disagio riguardo” alla propria eterosessualità, ma anche un omosessuale riguardo alla propria omosessualità. In altri termini, questa diagnosi riguarda l&#8217;orientamento sessuale egodistonico, quindi anche l&#8217;omosessualità egodistonica. Del resto, è sufficiente una prospettiva longitudinale sulle varie edizioni del DSM per rendersi conto a cosa si riferisce questa diagnosi.<br />
Per tacere dell&#8217;ICD, che recita (F66.1): “Egodystonic sexual orientation. The gender identity or sexual preference (heterosexual, homosexual, bisexual, or prepubertal) is not in doubt, but the individual wishes it were different because of associated psychological and behavioural disorders, and may seek treatment in order to change it”. Più chiaro di così! si dice persino che l&#8217;individuo “può cercare un trattamento per cambiarla [la preferenza sessuale]”&#8230;<br />
Infine, per quanto riguarda il criterio democratico applicato alla scienza (“dopo le numerose condanne del mondo scientifico&#8230;”): nel momento in cui le affermazioni “scientifiche” sono fatte seguendo la maggioranza, non siamo più nel campo della scienza, ma in quello dell&#8217;ideologia. Qualsiasi manuale di epistemologia scientifica può confermare che le affermazioni apodittiche, i tabù, i veti non fanno parte del linguaggio scientifico, né secondo il metodo della verifica (Galileo), né secondo quello della falsificazione (Popper), né quello dei cambi di paradigma (Kuhn). La scienza cerca di spiegare la realtà; negare la realtà perché non rispetta i propri gusti è ideologia, non scienza.<br />
Certo, è accaduto spesso in passato che l&#8217;ideologia si travestisse da scienza, e conquistasse la maggioranza del mondo scientifico. E&#8217; accaduto, ad esempio, con la fisiognomica e l&#8217;eugenetica. Accadrà ancora. Per questo non mi stupirei se domani i manuali diagnostici venissero modificati ulteriormente per togliere disturbi non più alla moda (ad esempio l&#8217;omosessualità egodistonica) o inserire disturbi politicamente corretti (ad esempio l&#8217;omofobia: nei manuali diagnostici esiste?). Ma questi cambiamenti non farebbero ammalare improvvisamente milioni di persone, né guarirne altrettanti. La mappa non è il territorio, appunto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Walter</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1777</link>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 16:08:43 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1777</guid>
					<description>Mi chiedo Sig. Risé, come può accettare il riferimento smaccatamente sbagliato al disturbo F52.9 del DSM-IV-TR fatto dal Sig. Roberto Marchesini, del quale risulta chiaro lei assecondi le teorie. Non esiste nessun richiamo all'omosessualità egodistonica, esiste semmai all'orientamento sessuale in generale. Mi stupisco anche che dichiari di mandare pazienti che vorrebbero &quot;diventare eterosessuali&quot; agli &quot;esperti&quot; del Narth, dopo le numerose condanne del mondo scientifico (ultima quella della Royal College of Psychiatrists). Stupisce anche il vostro stupore (scusate il gioco di parole) di fronte alla reazione dei movomenti omosessuali o dei singoli davanti a chi cerca, ancora, di far passare l'omosessualità come uno sviluppo non corretto della personalità, dovuto magari ad abusi, frequentazioni, o mancanze famigliari.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Mi chiedo Sig. Risé, come può accettare il riferimento smaccatamente sbagliato al disturbo F52.9 del DSM-IV-TR fatto dal Sig. Roberto Marchesini, del quale risulta chiaro lei assecondi le teorie. Non esiste nessun richiamo all&#8217;omosessualità egodistonica, esiste semmai all&#8217;orientamento sessuale in generale. Mi stupisco anche che dichiari di mandare pazienti che vorrebbero &#8220;diventare eterosessuali&#8221; agli &#8220;esperti&#8221; del Narth, dopo le numerose condanne del mondo scientifico (ultima quella della Royal College of Psychiatrists). Stupisce anche il vostro stupore (scusate il gioco di parole) di fronte alla reazione dei movomenti omosessuali o dei singoli davanti a chi cerca, ancora, di far passare l&#8217;omosessualità come uno sviluppo non corretto della personalità, dovuto magari ad abusi, frequentazioni, o mancanze famigliari.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Luca Lucci</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1316</link>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:35:58 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1316</guid>
					<description>La psichiatria distingue tra omosessualità egosintonica ed egodistonica.
Eppure all'università si insegna ancora che se un omosessuale viene in terapia non è per la sua condizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>La psichiatria distingue tra omosessualità egosintonica ed egodistonica.<br />
Eppure all&#8217;università si insegna ancora che se un omosessuale viene in terapia non è per la sua condizione.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Matteo</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1294</link>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 18:15:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1294</guid>
					<description>Tutta la mia stima e riconoscenza per l'articolo.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Tutta la mia stima e riconoscenza per l&#8217;articolo.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Marco</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1100</link>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 23:36:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-1100</guid>
					<description>Buonasera! mi sono imbattuto assolutamente per caso in questo blog e dopo aver scritto il mio piccolo pezzo di verità lo leggerò meglio e in lungo e in largo. Sono Gay da sempre e posso dire per la mia esperienza di 34 enne che la maggior parte degli omossesuali non ha ssolutamente bisogno di andare in analisi per &quot;cambiare&quot; o &quot;accettare&quot; se stessi bensì il problema sta proprio alla radice di come &quot;vive&quot; e &quot;si vive&quot; il mondo omossesuale anche all interno dei locali, ritrovi o posti di battuage.
A quanto vedo non è l'accettare l'atto sessuale che manca ma proprio il come viverlo; i luoghi d'incontro sono sempre piu buii, pieni di gente silenziosa che attacca bottone solo per &quot;cuccare&quot;, luoghi dove serpeggia sempre una &quot;voce&quot; di diffidenza verso l'altro di un &quot;mordere e fuggere&quot; senza costruzione senza un minimo di signorilità o umanità. Ok non voglio fare di un erba un fascio ne il moralista visto che anchio, per forza di cose, ci vivo mi chiedo in queste condizioni come un uomo possa davvero identificarsi e costruirsi. Un altro esempio sono i gay pride: come posso identificarmi  in una carnevalata simile? perchè non vedo MAI in mezzo a quegli uomini qualcuno che normalmente tiene mano per la mano il proprio compagno? per me un gay pride dovrebbe essere uno &quot;sfilare&quot; di gente comune che solo con lo sguardo dovrebbe far capire al mondo che esiste un mondo diverso, che diano un esempio forte uan via da seguire anche alla mia generazione &quot;eccoci, siamo qui, normalmente speciali, ma siamo come voi&quot;. Purtroppo non sono bravo a scrivere ma secondo me trovare un &quot;ambiente&quot; più &quot;serio&quot; e &quot;normale&quot; potrebbe evitare un sacco di sofferenza a tutti quei gay che non si accettano o chissà quale pozione magica vanno cercando. la psiconalisi o simili lasciamola a chi ha problemi davvero seri, a tutti gli altri fuori i cosi detti a costruire qualcosa anche fosse solo nei 5mq che ci circondano ogni giorno. Scusate se ho divagato ma mi sentivo di scrivere questi pensieri :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Buonasera! mi sono imbattuto assolutamente per caso in questo blog e dopo aver scritto il mio piccolo pezzo di verità lo leggerò meglio e in lungo e in largo. Sono Gay da sempre e posso dire per la mia esperienza di 34 enne che la maggior parte degli omossesuali non ha ssolutamente bisogno di andare in analisi per &#8220;cambiare&#8221; o &#8220;accettare&#8221; se stessi bensì il problema sta proprio alla radice di come &#8220;vive&#8221; e &#8220;si vive&#8221; il mondo omossesuale anche all interno dei locali, ritrovi o posti di battuage.<br />
A quanto vedo non è l&#8217;accettare l&#8217;atto sessuale che manca ma proprio il come viverlo; i luoghi d&#8217;incontro sono sempre piu buii, pieni di gente silenziosa che attacca bottone solo per &#8220;cuccare&#8221;, luoghi dove serpeggia sempre una &#8220;voce&#8221; di diffidenza verso l&#8217;altro di un &#8220;mordere e fuggere&#8221; senza costruzione senza un minimo di signorilità o umanità. Ok non voglio fare di un erba un fascio ne il moralista visto che anchio, per forza di cose, ci vivo mi chiedo in queste condizioni come un uomo possa davvero identificarsi e costruirsi. Un altro esempio sono i gay pride: come posso identificarmi  in una carnevalata simile? perchè non vedo MAI in mezzo a quegli uomini qualcuno che normalmente tiene mano per la mano il proprio compagno? per me un gay pride dovrebbe essere uno &#8220;sfilare&#8221; di gente comune che solo con lo sguardo dovrebbe far capire al mondo che esiste un mondo diverso, che diano un esempio forte uan via da seguire anche alla mia generazione &#8220;eccoci, siamo qui, normalmente speciali, ma siamo come voi&#8221;. Purtroppo non sono bravo a scrivere ma secondo me trovare un &#8220;ambiente&#8221; più &#8220;serio&#8221; e &#8220;normale&#8221; potrebbe evitare un sacco di sofferenza a tutti quei gay che non si accettano o chissà quale pozione magica vanno cercando. la psiconalisi o simili lasciamola a chi ha problemi davvero seri, a tutti gli altri fuori i cosi detti a costruire qualcosa anche fosse solo nei 5mq che ci circondano ogni giorno. Scusate se ho divagato ma mi sentivo di scrivere questi pensieri <img src='http://claudiorise.blogsome.com/wp-images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Fabio</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-495</link>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 21:23:12 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-495</guid>
					<description>La questione è essenzialmente una: il terapeuta deve essere preparato, cogliere i segnali e sapere come comportarsi. Non credo che sia legata all'&quot;ideologia omosessuale&quot;; piuttosto al non confondere l'ideologia, sia di destra che di sinistra, e i valori religiosi, con la propria professione. Per fare un esempio, non credo ci sia dubbio alcuno nel condannare una psicoterapeuta come Paola Binetti che definisce l'omosessualità, qualsiasi forma di omosessualità, una patologia. Allo stesso modo in cui sarebbe criticabile uno pischiatra o psicologo che non riconoscesse l'esistenza di alcune forme di omosessualità patologiche.
Ci sono casi di omosessualità, mi viene in mente l'esempio del borderline, che differiscono da una normale e naturale tendenza sessuale, e possono rappresentare un lato disfunzionale. Un serio terapeuta dovrebbe essere in grado già oggi di coglierlo, e aiutare il soggetto non tanto a passare &quot;dall'omosessualità all'eterosessualità&quot;, quanto a ritrovare un ordine dentro sé stesso, qualsiasi sia l'esito. Allo stesso modo, però, deve essere pronto a far emergere l'omosessualità repressa in soggetti che presentino un comportamento prevalentemente eterosessuale benché non lo siano realmente. 
Conosco personalmente due casi di uomini sposati con figli che, pur essendo da sempre consapevoli della propria omosessualità, fin da piccoli (com'è per la maggior parte dei gay), l'hanno rifiutato e &quot;accantonato&quot; sperando di cancellarlo con il tempo; ma è riemerso in tutta la sua forza e oggi non hanno dubbio alcuno nel definirsi NON bisessuali, ma omosessuali tout-court. Si ritrovano entrambi con famiglie sicuramente non felici, non essendo rette sull'amore tra i partner, che probabilmente non è mai esistito.
Questo è l'esito di un'eterosessualità imposta o auto-imposta ad un omosessuale: una famiglia che può essere infelice. Un serio terapeuta se ne dovrebbe rendere conto e aiutare il paziente a trovare la propria strada, fosse anche l'omosessualità in un momento in cui non è stata ancora praticata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>La questione è essenzialmente una: il terapeuta deve essere preparato, cogliere i segnali e sapere come comportarsi. Non credo che sia legata all&#8217;&#8221;ideologia omosessuale&#8221;; piuttosto al non confondere l&#8217;ideologia, sia di destra che di sinistra, e i valori religiosi, con la propria professione. Per fare un esempio, non credo ci sia dubbio alcuno nel condannare una psicoterapeuta come Paola Binetti che definisce l&#8217;omosessualità, qualsiasi forma di omosessualità, una patologia. Allo stesso modo in cui sarebbe criticabile uno pischiatra o psicologo che non riconoscesse l&#8217;esistenza di alcune forme di omosessualità patologiche.<br />
Ci sono casi di omosessualità, mi viene in mente l&#8217;esempio del borderline, che differiscono da una normale e naturale tendenza sessuale, e possono rappresentare un lato disfunzionale. Un serio terapeuta dovrebbe essere in grado già oggi di coglierlo, e aiutare il soggetto non tanto a passare &#8220;dall&#8217;omosessualità all&#8217;eterosessualità&#8221;, quanto a ritrovare un ordine dentro sé stesso, qualsiasi sia l&#8217;esito. Allo stesso modo, però, deve essere pronto a far emergere l&#8217;omosessualità repressa in soggetti che presentino un comportamento prevalentemente eterosessuale benché non lo siano realmente.<br />
Conosco personalmente due casi di uomini sposati con figli che, pur essendo da sempre consapevoli della propria omosessualità, fin da piccoli (com&#8217;è per la maggior parte dei gay), l&#8217;hanno rifiutato e &#8220;accantonato&#8221; sperando di cancellarlo con il tempo; ma è riemerso in tutta la sua forza e oggi non hanno dubbio alcuno nel definirsi NON bisessuali, ma omosessuali tout-court. Si ritrovano entrambi con famiglie sicuramente non felici, non essendo rette sull&#8217;amore tra i partner, che probabilmente non è mai esistito.<br />
Questo è l&#8217;esito di un&#8217;eterosessualità imposta o auto-imposta ad un omosessuale: una famiglia che può essere infelice. Un serio terapeuta se ne dovrebbe rendere conto e aiutare il paziente a trovare la propria strada, fosse anche l&#8217;omosessualità in un momento in cui non è stata ancora praticata.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Redazione</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-492</link>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 15:12:01 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-492</guid>
					<description>Non ho appunto mai detto o scritto queste cose, molto slealmente attribuitemi, e per contestare le quali sono stati lanciati attacchi pesanti (con richieste di interventi dell'Ordine), senza neppure leggere quanto, da molti anni, scrivo in proposito. Quanto a : &quot;Se poi si tratta di un’omosessualità non reale, ma derivante da una qualche forma psicotica o nevrotica, penso che già oggi un terapeuta con un minimo di cervello sappia cosa fare&quot;: vero, o così dovrebbe essere. Ma se si afferma  il diktat: l'omosessuale non va mai preso in terapia, se non per confermarlo nella sua inclinazione&quot;, diventa appunto impossibile ascoltarlo, e vagliare la corrispondenza dell'orientamento sessuale col Sé, o la  sua distonia. La libertà di chiedere la cura, e di offrirla, fa parte delle libertà fondamentali. Altrimenti, anche se ci diciamo liberal, siamo già (o ancora), nazi, o guevaristi. E l'apertura ai gay può diventare di colpo (come sta già un po' accadendo), attacco, mancanza di rispetto, e discriminazione. Claudio Risé</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non ho appunto mai detto o scritto queste cose, molto slealmente attribuitemi, e per contestare le quali sono stati lanciati attacchi pesanti (con richieste di interventi dell&#8217;Ordine), senza neppure leggere quanto, da molti anni, scrivo in proposito. Quanto a : &#8220;Se poi si tratta di un’omosessualità non reale, ma derivante da una qualche forma psicotica o nevrotica, penso che già oggi un terapeuta con un minimo di cervello sappia cosa fare&#8221;: vero, o così dovrebbe essere. Ma se si afferma  il diktat: l&#8217;omosessuale non va mai preso in terapia, se non per confermarlo nella sua inclinazione&#8221;, diventa appunto impossibile ascoltarlo, e vagliare la corrispondenza dell&#8217;orientamento sessuale col Sé, o la  sua distonia. La libertà di chiedere la cura, e di offrirla, fa parte delle libertà fondamentali. Altrimenti, anche se ci diciamo liberal, siamo già (o ancora), nazi, o guevaristi. E l&#8217;apertura ai gay può diventare di colpo (come sta già un po&#8217; accadendo), attacco, mancanza di rispetto, e discriminazione. Claudio Risé
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	<item>
		<title>by: Fabio</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-489</link>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 12:49:06 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-489</guid>
					<description>Che l'omosessualità non esprima sempre gli stessi contenuti psichici è sicuro, ce lo dimostra l'esistenza dei bisessuali, per i quali sicuramente il rapporto omosessuale è qualcosa di diverso rispetto a me, avendo un'alternativa e dunque una prospettiva diversa. Quello che mi ha risposto è condivisibile; l'importante è che non passi il concetto, come invece ho letto in giro rispetto al suo articolo, che &quot;i gay che non vogliono esserlo possono essere aiutati a diventare eterosessuali&quot;; se vivono male la propria inclinazione, e magari sognano una &quot;normalissima&quot; vita eterosessuale, in moltissimi  casi non vanno assecondati, ma aiutati a vivere serenamente l'omosessualità, a scoprirne l'assoluta normalità e naturalezza, a non sentirsi colpevoli visto che non si commette un reato e non si nuoce a terzi. Se poi si tratta di un'omosessualità non reale, ma derivante da una qualche forma psicotica o nevrotica, penso che già oggi un terapeuta con un minimo di cervello sappia cosa fare, non credo che Nicolosi abbia scoperto nulla di particolare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Che l&#8217;omosessualità non esprima sempre gli stessi contenuti psichici è sicuro, ce lo dimostra l&#8217;esistenza dei bisessuali, per i quali sicuramente il rapporto omosessuale è qualcosa di diverso rispetto a me, avendo un&#8217;alternativa e dunque una prospettiva diversa. Quello che mi ha risposto è condivisibile; l&#8217;importante è che non passi il concetto, come invece ho letto in giro rispetto al suo articolo, che &#8220;i gay che non vogliono esserlo possono essere aiutati a diventare eterosessuali&#8221;; se vivono male la propria inclinazione, e magari sognano una &#8220;normalissima&#8221; vita eterosessuale, in moltissimi  casi non vanno assecondati, ma aiutati a vivere serenamente l&#8217;omosessualità, a scoprirne l&#8217;assoluta normalità e naturalezza, a non sentirsi colpevoli visto che non si commette un reato e non si nuoce a terzi. Se poi si tratta di un&#8217;omosessualità non reale, ma derivante da una qualche forma psicotica o nevrotica, penso che già oggi un terapeuta con un minimo di cervello sappia cosa fare, non credo che Nicolosi abbia scoperto nulla di particolare.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>by: Redazione</title>
		<link>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-485</link>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2007 08:40:05 +0100</pubDate>
		<guid>http://claudiorise.blogsome.com/2007/03/16/omosessualita-ideologia-o-ascolto/#comment-485</guid>
					<description>Il terapeuta non deve mai forzare, né verso l'accettazione, né verso il rifiuto. Di questo io sono convinto, e Nicolosi lo afferma più volte. Il comportamento omosessuale, inoltre, non esprime sempre gli stessi contenuti psichici:ogni persona è diversa, ed il terapeuta deve riconoscere questa diversità. Per questo parlo molto di &quot;ascolto&quot;. Per chi, come lei, &quot;l’omosessualità non è una condizione accidentale,   bensì qualcosa di profondamente radicato nella propria natura, nel carattere, nell’essenza stessa dell’individuo&quot;, l'ascolto terapeutico metterà in luce appunto questo, e quindi l'inutilità e il danno di un intervento che punti ad una trasformazione. Per i moltissimi invece   (magari abusati, adolescenti,bisessuali), che presentino una non corrispondenza tra questo comportamento ed il Sé profondo della personalità, lì l'intervento, se richiesto e  fortemente motivato, è molto opportuno. Claudio Risé</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Il terapeuta non deve mai forzare, né verso l&#8217;accettazione, né verso il rifiuto. Di questo io sono convinto, e Nicolosi lo afferma più volte. Il comportamento omosessuale, inoltre, non esprime sempre gli stessi contenuti psichici:ogni persona è diversa, ed il terapeuta deve riconoscere questa diversità. Per questo parlo molto di &#8220;ascolto&#8221;. Per chi, come lei, &#8220;l’omosessualità non è una condizione accidentale,   bensì qualcosa di profondamente radicato nella propria natura, nel carattere, nell’essenza stessa dell’individuo&#8221;, l&#8217;ascolto terapeutico metterà in luce appunto questo, e quindi l&#8217;inutilità e il danno di un intervento che punti ad una trasformazione. Per i moltissimi invece   (magari abusati, adolescenti,bisessuali), che presentino una non corrispondenza tra questo comportamento ed il Sé profondo della personalità, lì l&#8217;intervento, se richiesto e  fortemente motivato, è molto opportuno. Claudio Risé
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