Claudio Risé, da “Liberal”, n. 36, luglio-agosto 2006, www.liberalfondazione.it

Il rinnovato interesse per l’esperienza religiosa, che coinvolge da circa 30 anni tutto il mondo, ma è particolarmente visibile nello scristianizzato Occidente, si è lungamente preparato nel tempo.
Si tratta del processo scaturito dalla riflessione sulle forme e conseguenze del “processo di secolarizzazione” che ha separato, in modo più netto dall’Illuminismo in poi, la vita dell’uomo dall’esperienza del sacro, rinchiudendola al campo dei fenomeni. Questa riflessione ha comportato una verifica delle procedure e risultati della secolarizzazione alla luce di Scienze umane come l’antropologia, l’archeologia, la psicologia del profondo, la scienza delle religioni, ma anche di scienze tradizionalmente ritenute più “esatte” come la fisica, la matematica, la biologia. I nuovi movimenti di laici aperti ed interessati alla dimensione religiosa, ritenuta da loro, sempre più spesso, termine di confronto obbligatorio sia nelle scelte individuali che nel dibattito e nell’agire collettivo, sono l’ultimo risultato di questo ultimo tratto del complesso cammino della coscienza occidentale.
Per certi versi, però, gli interrogativi dei laici sui risultati nella vita umana della cacciata di Dio, erano cominciati ancor prima.
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