Antimorattismo prodiano.

(di Alessandra Vendrame, Il Gazzettino di Treviso, 2 giugno 2006, www.gazzettino.it)

Il ministro dell’istruzione blocca la sperimentazione dei nuovi licei e la città rimane senza il suo primo liceo tecnologico. A dover fare marcia indietro è l’Itis Planck. Gli effetti delle nuove disposizioni del neo ministro Giuseppe Fioroni si fanno così sentire negli istituti tecnici trevigiani che hanno avviato, o hanno tentato di avviare, un liceo tecnologico sperimentale. Al Planck il nuovo liceo sarebbe dovuto partire a settembre con quaranta iscritti. All’Itis Fermi una bozza di liceo scientifico-tecnico - già sperimentato altrove da anni per effetto della riforma Brocca - è stata invece bloccata sul nascere lo scorso novembre dalla conferenza scolastica provinciale. Con la sospensione giunta ieri dal ministero, anche al Planck tutto ritorna come prima: “In un momento di grande richiesta di istruzione liceale avevamo scelto, grazie alle possibilità che ci vengono date dall’autonomia scolastica, di gestire una parte come liceo tecnologico. Per sperimentare la validità della proposta e migliorare l’offerta formativa - spiega il preside Radames Migotto. Non sono d’accordo con chi distrugge quello che altri hanno fatto e con una riforma che penalizza l’istruzione tecnica e professionale”.
Per il dirigente scolastico, che ha avuto parte attiva nella definizione dei nuovi licei come membro della commissione per i licei tecnologici istituita dall’ex ministro Letizia Moratti, all’istruzione tecnica si sarebbe dovuto dare una marcia in più: “Una formazione ad alto livello professionalizzante poteva essere la carta vincente. Con percorsi post-diploma non universitari”.
Non manca una punta di polemica: “Mentre i politici si fanno i dispetti è stato ricordato che gli studenti italiani sono al ventiseiesimo posto nella classifica dei ventinove paesi Ocse per le conoscenze matematiche”, conclude Migotto. A differenza dell’istituto tecnico industriale tradizionale il liceo tecnologico in dirittura d’arrivo al Planck avrebbe avuto qualche ora di lezione in meno e si sarebbe arricchito di materie opzionali: “Il carico di lavoro sarebbe stato alleggerito passando da 36 a 31 ore - puntualizza il preside - inoltre c’era la possibilità di valorizzare il percorso di studi migliorando la distribuzione delle materie”. L’unico istituto tecnico della città pronto a far partire una sperimentazione si vede dunque la strada bloccata dal dietrofront giunto dal ministero. Il preside Migotto convocherà ora i genitori degli alunni che si erano iscritti al liceo del Planck. Il timore è quello di assistere a un “esodo” di studenti, che potrebbero scegliere di iscriversi altrove. All’Itis Fermi si pensa invece a come potevano andare le cose se la proposta di liceo sperimentale fosse passata a suo tempo: “La nostra proposta non fu approvata perché era considerata nata morta - spiega il professor Antonio Coviello, collaboratore del preside. Ora anche quella del Planck è stata sospesa da ieri. Ma quello che è stato considerato fin dall’inizio morto era l’unica sperimentazione che aveva la possibilità di sopravvivere”.