Dichiarazioni a Marco Castelli, per La Provincia di Como

«La rappresentazione dell’emozione – dichiara lo psicologo Claudio Risé - e quindi, da una parte, l’attaccamento, l’innamoramento, dall’altra l’odio e l’avversione coinvolgono profondamente l’affettività e dunque l’attenzione del telespettatore».
Ma sullo schermo è l’amore o l’odio a far innalzare maggiormente il termometro dell’Auditel, ovvero a coinvolgere di più il telespettatore?
«Non credo si possa fare una classifica – aggiunge Risé – anche perché le due pulsioni sono aspetti dello stesso nucleo psichico, che Freud chiama Eros e che può esprimersi in entrambe le forme. Entrambe sono molto forti e derivano da un nucleo emozionale dello stesso tipo: quello che ci spinge ad andare verso l’altro, ad incontrarlo. Amorosamente o aggressivamente».