Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 27 febbraio 2006
“Io non c’entro nulla. Questa gente, queste istituzioni, non mi riguardano”. Parole dette, o scritte, di frequente, con tono di superiorità, che rivelano il bisogno, crescente, di prendere le distanze dagli altri. La sindrome dell’estraneità, infatti, si manifesta sempre più spesso. Non solo negli studi degli psicoanalisti, ma anche nella cultura, sui media, negli spettacoli, nella politica. Anche se si accompagna a un alone di eroismo, tuttavia, la non appartenenza è una delle grandi fonti di infelicità contemporanea. E’, infatti, l’esatto contrario della grande massima che aveva ispirato la grandezza della latinità, e dell’Occidente: nulla di ciò che è umano mi è estraneo. (more…)






