Genitori, quanti errori per il bene dei figli
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 settembre 2010, www.ilmattino.it
Alla riapertura delle scuole vengono alla ribalta i timori dei genitori circa i disastri che combineranno i ragazzi. Si parla poco però dei timori che i figli provano riguardo ai comportamenti di madre e padre che potrebbero metterli nei guai (come è già accaduto loro in passato), rendendo difficile, più pesante e meno fruttuosa la loro esistenza. Eppure, come sa bene lo psicoterapeuta, molti problemi degli adolescenti poggiano sugli “errori” dei genitori. Quali sono i più diffusi?
Il re degli sbagli è l’aspettativa che i figli debbano corrispondere ai progetti dei genitori, piuttosto che esprimere un loro personale carattere e destino.
Si tratta della convinzione: “Noi sappiamo qual è il loro bene”, circa il quale, invece, loro non sanno nulla, finché non accettano le nostre idee in proposito. (more…)
Un rientro leggero
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 30 agosto 2010, www.ilmattino.it
Il rientro dalle vacanze ci sfida con due diversi tipi di pesantezza. Da una parte la ripresa del lavoro: la routine, le frustrazioni, tornare in una gabbia da cui si era finalmente usciti. Dall’altra, il peso delle vacanze appena concluse: i figli che hanno bevuto troppo, combinato qualche guaio, noi che abbiamo speso troppi soldi, l’amore che non basta (quasi) mai, si rivela sempre al di sotto delle aspettative riposte. Come evitare di ripartire più stanchi e meno motivati di prima?
Facendo attenzione alle immagini che la nostra mente produce, o di cui si alimenta, attraverso comunicazione mediatiche. Le fatiche psicologiche del rientro ci farebbero prediligere scenari tormentati che intossicano la nostra mente, costruendo a nostra insaputa una nostra immagine nella quale ci sistemiamo, come in una corazza difensiva: quella di una persona piegata, oppure aggressivamente diritta, ma la cui interna stanchezza traspare dagli occhi, la bocca. Questa persona è prigioniera di un immaginario pesante, occupato dalla solitudine affettiva, i figli disadattati, il lavoro poco gratificante. Per non venirne schiacciati occorre allora coltivarne un altro, leggero. (more…)
Non c’è più la penombra
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 23 agosto 2010, www.ilmattino.it
Non c’è più la penombra, quella zona in cui cose e persone si lasciano vedere o si nascondono, seguendo desideri, bisogni, e senso dell’opportunità. Siamo nell’epoca della rivelazione continua.
È la modernità, il tempo in cui, diceva lo scrittore tedesco Ernst Jünger già molti anni fa: «Si direbbe che un’esplosione abbia avuto luogo su tutto il pianeta. Il minimo recesso è strappato dall’ombra da una luce cruda». Si tratta, naturalmente, della «bomba» (o sistema) dell’informazione.
È questo il grande riflettore sotto il quale scorrono costantemente le nostre vite e i nostri pensieri. Per le autorità politiche e civili la massima visibilità è un dovere verso gli elettori, in quanto garanzia di trasparenza nei comportamenti legati alle loro funzioni. (more…)
Il maschio è debole e la donna divorzia
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 agosto 2010, www.ilmattino.it
Una delle convinzioni che accompagnarono il dibattito sull’introduzione del divorzio in Italia era che sarebbe servito soprattutto agli uomini, per liberarsi di spose ormai meno attraenti e non più amate. Lo sostennero anche ambienti cattolici autorevoli, e vi credettero molte donne.
I dati statistici mostrano però una realtà ben diversa: nel 2008 nel 75% dei casi (tre su quattro) la separazione è stata chiesta dalle donne. Una percentuale in rapido aumento: dieci anni fa erano il 65%.
L’Italia non è ormai diversa dagli altri maggiori paesi occidentali, dove a chiedere il divorzio, nella grande maggioranza dei casi, è appunto la donna. Ciò accade, in particolare, nelle situazioni in cui è in vantaggio rispetto al marito, come quando lei lavora e lui è disoccupato, oppure lei ha una cultura e titoli di studio più elevati.
In ogni caso, la percentuale di donne occupate impegnate nel 2007 in vicende di separazioni (65,5%) e divorzi (74,35), è sensibilmente superiore alla media dell’occupazione femminile nazionale, allora al 47%. (more…)
Il dittatore che prova a cambiare i sogni
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 9 agosto 2010, www.ilmattino.it
Finite le vacanze, ci aspettano i film che hanno sbancato il box office in America e Canada, in agosto. E confermano che due sono le piste che affascinano l’immaginario di oggi, soprattutto tra i giovani, ma non solo. La prima: è possibile entrare nell’anima, e nel cervello degli altri; la differenza tra sé e l’altro è superabile. La seconda: anche la vita e la morte non sono mondi definitivamente separati. Si può infatti comunicare con l’aldilà; anzi staccarsene non è così semplice.
Il cinema anglosassone approfondisce così idee e clima degli ultimi grandi successi, da Avatar alle varie serie di vampiri neoromantici. A partire dal cancellare ogni separazione, da quel fondersi di ogni cosa nell’altra, caratteristico della società postmoderna. Che proprio per questo aspetto è stata chiamata “liquida”, priva di forme nette e persistenti. (more…)
In vacanza coi nostri sensi
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 2 agosto 2010, www.ilmattino.it
Finalmente, un po’ di vacanza ce la faremo tutti. I “consigli per gli acquisti” raccomandano gli aspetti legati all’immagine: i luoghi alla moda, la presenza dei VIP, i locali, le star, etc. Vale dunque la pena di ricordare che, dovunque si vada, ad ogni prezzo, è possibile trasformare la vacanza in un’esperienza di cui poi sentiremmo il bisogno per molti mesi (spesso pagando per farla in qualche workshop di fine settimana, anche in un seminterrato metropolitano): il recupero dei sensi.
L’individuo postmoderno, per la prima volta nella storia umana, vive per molti mesi l’anno dimenticandosi del proprio apparato sensoriale. Che oltre ai cinque sensi comprende altri momenti di consapevolezza corporea, da quella dell’essere posti sulla terra, su un proprio territorio (ciò che gli anglosassoni chiamano grounding), a quella di essere in movimento, con tutte le relative sensazioni e percezioni. (more…)
Carissimo Toro ti amo. Quindi ti uccido
(Di Claudio Risé, da “Il Giornale”, 30 luglio 2010, www.ilgiornale.it)
No, caro fratello oscuro, toro amatissimo, noi che ti vogliamo bene davvero non permetteremo che ti trasformino in una razza in via d‘estinzione, produttrice di carne esotica, da allevare e uccidere silenziosamente, senza offrirti neppure un momento di gloria e di divertimento. Senza darti la chance di calpestarci per qualche stradina mediterranea, o di incornarci, se non saremo noi i più svelti a ficcarti una banderilla nel fianco.
Forse è vero, come ha detto la scrittrice di gialli Alicia Gimenez, che noi siamo “gente che socialmente non ha molto da fare. Gente di destra, all’antica. Oggi la sinistra è anticorrida”. Sarà anche come dice questa signora dabbene, ma noi ti amiamo. Proprio perché, al contrario della signora e gli altri animalisti, non pensiamo affatto di essere animali.
Siamo uomini, fatti a immagine e somiglianza di Dio, con un Io pensante, e cosciente (anche se loro scrivono che la coscienza noi non l’abbiamo, siamo al di sotto, dalla parte “delle cose più degradanti”, come ha detto José Rull, partito nazionalista catalano).
Ed è proprio perché uomini, diversi da te, dalla tua oscurità misteriosa, che ti amiamo; come si ama il diverso, che rappresenta parti tue ma è altro da te, lontano. Anche quando con un guizzo improvviso raggiunge il matador e lo incorna. (more…)
Divorziare da vecchi
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 luglio 2010, www.ilmattino.it
Fino a non moltissimi anni fa la persona che fra i 40 e i 50 anni si ritrovava ancora al di fuori del matrimonio era considerata sfavorita, in difficoltà. Il maturo “scapolone”, o la “zitella” erano viste di solito come immagini dell’insuccesso affettivo, che la maggior parte dei giovani cercava di evitare.
La solitudine – si pensava - non si addice ai capelli grigi.
Oggi invece continua ad aumentare il numero degli sposati che, fra i 40 e i 50 anni, decidono di uscire dal matrimonio.
A giudicare dalle ultime rilevazioni dell’ISTAT, relative al 2008, separazione e divorzio sono sempre meno misure riparatrici di un errore giovanile, e sempre di più “mature” decisioni di uscire dal legame coniugale e dalla famiglia che si era costruita nella prima metà della vita. (more…)
Austerità e cambiamento
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 luglio 2010, www.ilmattino.it
L’incertezza è il tempo del malessere. I comportamenti anomali, i disagi psicologici più insidiosi, individuali e collettivi, si sviluppano quando non riusciamo a capire se siamo nell’abbondanza o nella povertà, nello sviluppo o nel declino. Da questo punto di vista, la recente dichiarazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «L’austerità è una necessità e una responsabilità per tutti», apre per gli italiani un quadro psicologico preciso, in cui collocare le proprie esperienze.
Il ministro ha voluto «volare basso», dicendo di non sapere se l’austerità sia un’ideologia. Forse potrebbe essere anche interpretata così (e ciò sarebbe pericoloso), ma quel che è certo è che si tratta invece di una condizione, una situazione concreta, cui non ci si può sottrarre e che può quindi aiutare ognuno di noi a misurare le proprie forze e verificare il proprio stile di vita. Non è piacevole, tuttavia sapere quale fosse la situazione del Paese e di tutti era assolutamente necessario; impopolare ma opportuno. (more…)
Vacanze e solitudini
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 luglio 2010, www.ilmattino.it
Arrivano le vacanze e chi non sta benissimo comincia a stare un po’ peggio; come le cronache segnalano. Le ragioni sono molte. Il caldo, innanzitutto, è per il sistema nervoso e il tono dell’umore una prova più difficile del freddo: vengono accentuate sia le spinte maniacali, verso l’euforia, che quelle depressive. È insomma più complesso mantenere quella «linea mediana» dell’umore che alla luce estiva appare mediocre a antipatica, ma in realtà coincide con l’equilibrio psicologico.
Una delle prove più complesse è lo sconvolgimento dei ritmi abituali: sonno-veglia; ozio-divertimento-lavoro; immobilità-movimento; concentrazione-svago.
La modernità, con le sue vacanze prolungate per ragioni produttive e commerciali, ha ignorato la lezione delle culture tradizionali. Esse rovesciavano i ritmi di vita, ma solo per qualche giorno, come per il Carnevale o le feste agricole, ben sapendo che l’uscita dal ritmo quotidiano, se non limitata nel tempo, era per l’uomo fonte di stress e, potenzialmente, di disorientamento e spersonalizzazione. (more…)
Ronaldo, papà solo. O solo papà?
(Intervista a Claudio Risé, di Alessandro Stoppa, da “Tracce”, 8 luglio 2010, www.tracce.it)
L’ex Pallone d’Oro ha un figlio. E lo crescerà da single, per scelta. Un modello di famiglia sempre più diffuso. Ma essere padri e madri è solo «questione di ruoli», come ha scritto qualcuno? Ne abbiamo parlato con lo psicanalista Claudio Risé
Cristiano Ronaldo annuncia al mondo via Facebook che è diventato padre. Crescerà suo figlio da solo. E la madre (probabilmente “in affitto”) resterà ignota e lontana. Il tempo di un post in rete e il bomber del Real Madrid polverizza il pensiero dei Mondiali e diventa un euforico ragazzo-padre. Il resto del mondo piomba nel caos delle opinioni. Degno di nota, il focus realizzato da Repubblica all’indomani della notizia. L’ampio servizio rivela che nel nostro Paese sono 350mila gli uomini che crescono un figlio in solitudine. Il che è considerato «la nuova rivoluzione delle famiglie in Italia». Addirittura.
Snocciolati i dati in crescita (+23% in 5 anni), un paio di nomi famosi e di riferimenti cinematografici, l’analisi del fenomeno approda a questa conclusione: «Il bambino ha bisogno di un adulto, poco importa se si tratta di un padre o di una madre: non conta chi sia, ma come svolge il suo ruolo». La sfida per un genitore è dedotta da quanto segue: «Essere al tempo stesso papà e mamma». Le analisi di carta lasciano il tempo che trovano. Ma oggi l’essere padre e madre è vissuto e concepito davvero così? Lo abbiamo chiesto a Claudio Risé, psicanalista e scrittore, autore di numerosi libri sulla paternità e sulla nascita (cfr. www.claudio-rise.it).
Nel dibattito pubblico sembra che non sia necessaria la presenza di un padre e di una madre, per educare. Sono considerati come dei ruoli.
È in atto da anni una massiccia campagna di persuasione sull’inutilità della coppia genitoriale. La sua funzione può essere svolta, secondo questa tesi, da una o più persone, non importa di quale sesso, e non necessariamente legate al processo che ha portato alla generazione del bimbo. La tesi è essenzialmente funzionale all’avvento della società post-naturale, con elementi sempre più spesso ed ampiamente “fabbricati” (anche riferiti all’essere umano), e organizzata sempre più secondo dispositivi burocratici (autorizzazioni amministrative, legislative, o giudiziarie). Piuttosto che secondo i processi naturali e simbolici, che hanno tradizionalmente ed universalmente presieduto alla trasmissione della vita e della crescita dell’essere umano. (more…)
La nostalgia d’amore degli adolescenti
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 5 luglio 2010, www.ilmattino.it
Forse il cinismo ha davvero stancato le nuove generazioni. Le strade delle città sono piene di: «Ti amo, mia principessa», di scritte-ricordo del primo bacio tra i due, di scuse di maschi forse anche troppo inginocchiati.
Comunque il bullo, il menefreghista, il villano, va poco, e solo tra le ragazze un po’ problematiche. Le altre vogliono amore, fedeltà, sentimento, come quelli offerti dai fidanzati-vampiri degli ultimi, gettonatissimi, film. È corsa all’innocenza anche tra i maschi.
Anche fra i ragazzi, infatti, tramonta l’interesse per le mini-vamp, e torna il fascino della ragazzina acqua e sapone. Con una moda dove i pantaloni sono stati sostituiti da gonnelline svolazzanti, pizzi, volants, fiocchi e fiocchetti; tutti trucchi conosciuti alla perfezione più che dalle mamme di queste adolescenti, dalle loro nonne.
Nei gadget, che subito approfittano ed amplificano le tendenza in atto, trionfano quindi cuoricini, cerchietti, dolci mostrini e vampiri tenerissimi. Tramontano invece piercing e tatuaggi, soprattutto quelli pesanti e a sfondo sadomaso, diventati appannaggio ormai di ristretti gruppi di appassionati. (more…)
L’equivoca “empatia” e la caccia ai vampiri
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 giugno 2010, www.ilmattino.it
Forse negli ultimi cinquant’anni abbiamo sopravvalutato le virtù dell’empatia (sentire come l’altro, mettersi nei suoi panni). L’abbiamo messa al centro di tutto: educazione dei giovani, rapporti coi dipendenti, con gli stranieri e i diversi, relazioni uomo-donna. Adesso però ci accorgiamo che sempre più spesso un giovane sgridato cade in depressione (e a volte si toglie la vita), sul lavoro ci si sente «empaticamente» controllati, l’intolleranza cresce, e fra maschi e femmine è guerra.
Sembra proprio che l’ubriacatura di empatia sia stata soprattutto un modo di aggirare i conflitti che crescevano in una società in rapido cambiamento.
Con lo slogan dell’empatia ad ogni costo chi deteneva il potere (i politici, i genitori, gli insegnanti) doveva mettersi nei panni dell’altro (il giovane, la donna, il diverso di qualsiasi tipo, lo straniero). In questo modo, però, si è in fondo occupato lo spazio proprio di questi «altri», impedendo loro di farsi davvero carico delle propria diversità. Si è così reso più difficile alle identità «altre» di rafforzarsi e sviluppare le proprie capacità di resistenza e discussione nei confronti del potere. (more…)
Conoscere il male preserva i bambini
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 giugno 2010, www.ilmattino.it
Cos’è che non funziona nel benessere? Perché i bambini nei quartieri «alti» tendono ad ammalarsi più spesso e gravemente che nelle zone povere? Perché a Milano, in una delle zone più ricche della città, la scuola di quartiere ha registrato in pochi mesi ben quattro casi di leucemia infantile, ed un altro si è manifestato a breve distanza? Sono ormai sempre più numerosi i pediatri e i clinici che prendono in seria considerazione l’ipotesi che la troppa igiene non faccia bene alla salute.
Tenere il corpo dei piccoli lontano da ogni germe lo rende debole. Gli impedisce di sviluppare verso batteri e virus, le difese che il corpo naturalmente produce contro i loro attacchi. (more…)
La guerriglia delle molestie
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 giugno 2010, www.ilmattino.it
In tutto il mondo, da Milano a Gerusalemme, da Bari a New York a Tokio, uomini più o meno potenti si mettono nei guai con gesti o battute sbagliate, che fanno infuriare le donne e finiscono col mettere in pericolo la carriera degli imprudenti. Cosa c’è dietro queste risse, che hanno quasi sempre degli strascichi pubblici abbastanza importanti? Sono gli uomini troppo arroganti, o le donne troppo cattive? Si tratta di cose sempre accadute, ma prima taciute, o c’è anche qualcosa di nuovo?
La ”guerriglia delle molestie“ rivela, in realtà, aspetti significativi delle tensioni oggi in atto tra i due sessi. Anche l’ascolto di uomini e donne in psicoterapia conferma che non si tratta di episodi banali, né casuali. (more…)
Matrimoni, lo sfarzo batte la passione
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 7 giugno 2010, www.ilmattino.it
C’è una diminuzione di passione nelle coppie che decidono di metter su famiglia in Italia, e questa rubrica (che si occupa appunto di passioni), lo documenta puntualmente. Il diffondersi delle coppie ”no child“, senza bambini, oppure di quelle che decidono di vivere in luoghi separati, pur essendo insieme, si accompagna ad altri fenomeni che mostrano un calo di intimità. Ad esempio i matrimoni diminuiscono, ma gli invitati aumentano, le cerimonie diventano più sfarzose, di immagine.
Secondo i dati Istat, rispetto agli anni ’70, oggi quasi la totalità dei matrimoni è festeggiata con ricevimenti o pranzi nuziali, che nel circa il 60% dei casi supera i cento invitati. Inoltre più di sette su dieci delle nuove coppie festeggia con un viaggio di nozze all’estero, e quattro di loro escono dall’Europa. (more…)
Nascita ed esigenza di rinnovamento - Incontro a Brescia
Martedì 8 giugno – ore 20.45
Brescia, Chiostro di San Giovanni
LA CRISI DEL DONO
la nascita e il no alla vita
Nascita ed esigenza di rinnovamento:
due esperienze che caratterizzano la nostra esistenza umana.
Una riflessione ed un dialogo per favorire un’apertura al cambiamento, che aiuti ognuno di noi a rifiutare la nostra (spesso inconscia) consuetudine abortiva nei confronti della vita e della sua continua trasformazione.
PROF. CLAUDIO RISE’
psicanalista e scrittore
moderatore
PROF. PAOLO FERLIGA
Contrada S. Giovanni, 8 – Brescia – Tel. 030.289099 – centroculturale@sangiovanniev.it
La nostalgia che rischia di perderci
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 31 maggio 2010, www.ilmattino.it
Cos’è che ci fa perdere energie, diventare pessimisti, vedere le cose insuperabili come montagne? Se osserviamo le biografie delle persone in difficoltà, o anche i nostri momenti bui, vediamo che la crisi è sempre preceduta da una specie di nostalgia di un abbraccio ormai perduto, da una difficoltà a farcela da soli, da stanchezza e ripiegamento. Verso dove? Verso un «prima» (immaginario, ma non troppo), dove eravamo amati, dove ogni bisogno era soddisfatto, e la protezione assicurata.
In quel giardino dell’Eden, che è poi la pancia della propria madre, è cominciata la vita di ognuno di noi. Solo che poi se ne esce, e (anche se la fusione con la madre dura ancora molti anni), a un certo punto il distacco avviene davvero, almeno formalmente: si entra nella vita da soli (o si finge di farlo), e non è facile. (more…)
Anche i gay a volte soffrono
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 maggio 2010, www.ilmattino.it
Si va ampliando una strana zona grigia nella libertà sessuale. Oggi si può cambiare sesso, applicare sul proprio corpo attributi sia maschili che femminili, affittare organi per la riproduzione, vendere seme, etc. Chi però abbia tendenze omosessuali che lo disturbino (al contrario dell’eterosessuale con lo stesso problema), rischia di non trovare un terapeuta che lo prenda in carico.
Sta crescendo infatti un rumoroso dibattito sull’illegalità delle terapie a persone omosessuali.
L’omosessualità, infatti (lo hanno dichiarato da qualche anno sia i principali manuali diagnostici che l’Organizzazione Mondiale sella Sanità), non è più una malattia. E allora perché prendere in terapia chi sia omosessuale, se non per pregiudizio ideologico, o affarismo? (more…)
Nuove coppie: amore a distanza
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 17 maggio 2010, www.ilmattino.it
Ci sopportiamo sempre meno, e con sempre maggior fatica. Dopo le coppie free child, libere da figli (di cui questa rubrica s’è occupata tempo fa), ecco ora crescere quelle Living apart together (LAT), che cioè stanno insieme, ma in case diverse, ognuno per conto proprio. Una categoria in sviluppo, che comprende storie molto diverse. Unite da una comune preoccupazione: salvaguardare i propri spazi personali, le proprie abitudini, senza però rinunciare a una relazione affettiva stabile.
I Lat uniscono tipologie, caratteri, età, molto differenti tra loro. Si formano in modo particolarmente frequente nella seconda metà della vita, tra persone che hanno già avuto altri matrimoni o unioni, e che hanno sperimentato la difficoltà di far convivere a lungo l’affetto con abitudini, stili di vita, e gusti diversi.
Magari uno preferisce andare a letto presto e l’altro tardi; uno impazzisce per le partite e l’altra per i film d’amore; uno russa e l’altro non sopporta; uno (di solito lui) si alza spesso per andare in bagno, e l’altra ha il sonno leggero, e si sveglia. Cose che ci sono sempre state, e magari una volta erano oggetto di affettuose prese in giro; ma anche di scenate, sbuffi, malumori. (more…)
Attraverso il senso di colpa. Per una terapia dell’anima
E’ uscito per le Edizioni San Paolo l’ultimo libro di Paolo Ferliga (www.paoloferliga.it): Attraverso il senso di colpa. Per una terapia dell’anima.
Pubblichiamo di seguito la Prefazione di Claudio Risé.
Il senso di colpa comincia molto prima della psicoanalisi, e il notarlo è uno dei non pochi meriti di questo libro. Basta ricordare il turbamento dei progenitori Adamo ed Eva, l’ingovernabile tormento di Giuda, il vagare folle di Oreste (limitandoci a tre vicende fondative della cultura ebraica, di quella cristiana e di quella greca), per vedere come questo sentimento e processo psicologico sia elemento costitutivo tanto di ogni cultura e civiltà, quanto della stessa personalità umana.
Esso, infatti, rappresenta lo strumento psicologico che consente all’essere umano di restare in contatto (e per così dire misurare, soffrendolo), col male che produce. E poiché, come giustamente ricorda lo psichiatra Gaetano Benedetti (che molto opportunamente Ferliga cita in esergo al libro): “tutti siamo (almeno nel pensiero e nell’inconscio) facitori di male”, l’attività psicologica svolta dal senso di colpa (col sentimento, il riconoscimento -più o meno esplicito-, e la misurazione del male compiuto), è indispensabile per garantire un certo equilibrio psichico, ed evitare la progressiva scissione tra il soggetto che fa il male e il suo rappresentante di superficie (l’ego, se proprio vogliamo un colpevole) che, invece, fa finta di nulla. Ricacciando il senso di colpa nell’inconscio, da dove puntualmente ritorna sotto forma di sintomi, somatizzazioni, nevrosi e disturbi psichici di diversa natura e intensità. (more…)
Figli, droghe e alcol? Padri: dite no
Comunicazione a cura della Lista per il padre, già promotrice del “Documento per il padre“, e-mail: listaperilpadre@alice.it
(opuscolo a cura di Antonello Vanni)
Quando tuo figlio inizia a frequentare le scuole superiori – ma a volte prima – può incontrare l’alcol e le droghe. Curiosità, desiderio di provare nuove esperienze, inviti del gruppo dei pari, frequentazione di compagnie che assumono comportamenti a rischio dopo la scuola o nel fine settimana… ecco così nuove preoccupazioni per ogni genitore.
E adesso? “Dire no” può sembrarti poco, ma in realtà ciò che puoi dire e fare ha un grande impatto: secondo gli studi, infatti, man mano che i figli crescono cercano nei genitori guida e supporto (anche se non ti sembra). Da dove cominciare? Dall’essere un padre presente.
Comunica: parla ai tuoi figli e ascoltali: incoraggiali ad aprirsi per raccontarti cosa pensano di questi argomenti, soprattutto se la notte prima sono tornati a casa in uno stato diverso dal solito. In questo modo si può discutere apertamente e correttamente delle droghe e dell’alcol prima che diventino un problema. (more…)
Viaggi senza genitori, test di maturità (per tutta la famiglia)
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 10 maggio 2010, www.ilmattino.it
Con l’avvicinarsi dell’estate arriva, in età sempre più precoce, il frequente annuncio dei figli: cari papà e mamma, quest’estate vado a spasso con gli amici. I genitori spesso si preoccupano, e hanno le loro ragioni. Psicologi e commentatori mettono a volte il fenomeno sul conto della crisi della famiglia, calderone che raccoglie un po’ di tutto, senza lasciar più distinguere bene i diversi ingredienti.
Ma cosa significano, in verità, queste più autonome e precoci vacanze dei figli? Saranno un’altra mazzata alla famiglia, o potrebbero magari essere un contributo dei ragazzi oggi fra i quindici e i venticinque anni a una famiglia diversa, magari migliore? Cosa significa, inoltre, il disorientamento che spesso coglie i genitori quando i figli annunciano la loro vacanza? Non rivela forse la scarsa consistenza della coppia, il fatto che tra padre e madre si è persa l’intimità,la confidenza, lo scambio? E che magari, spesso, i figli con le loro vacanze indipendenti fuggono da un simulacro familiare che sono proprio loro a tenere in piedi, perché la coppia, come contenuti affettivi, progettuali, comunicativi, non c’è più? (more…)
Fortuna e cambiamento
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 3 maggio 2010, www.ilmattino.it
Nei tempi della crisi, Superenalotto, Gratta e vinci e altri giochi sono i luoghi della speranza. Virtù da coltivare, perché alimenta l’immaginazione, la gioia di vivere e così facendo aiuta a superare le difficoltà.
Come mai però, se il gioco allena all’ottimismo, la vincita porta invece con sé così tanti guai? Non solo in Italia, infatti, ma in tutto il mondo, i vincitori dei giochi di lotteria incontrano poi molto spesso periodi di tremende sfortune. E le grandi vincite vanno perse.
Il fatto è che il cambiamento è una sfida per la vita umana. Lo desideriamo ma facciamo fatica ad adattarcisi, a capire i prezzi che ci chiede. (more…)
La pornografia come fuga dalla realtà
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 26 aprile 2010, www.ilmattino.it
Cosa accade a una persona che, giorno dopo giorno, aumenta il tempo passato al computer, girando per siti pornografici e scaricando immagini e file dove il protagonista è sempre lo stesso: il sesso?
Sembra una domanda banale, con una risposta semplice: cerca eccitazione, forse perché vive un periodo di digiuno sessuale, o di frustrazione affettiva.
L’inchiesta Sec sulla Borsa americana fornisce una risposta più precisa. Il sesso virtuale è un modo per sfuggire a una realtà angosciosa. (more…)
Attraverso il senso di colpa. Incontro-presentazione a Milano
Le Edizioni San Paolo e la Libreria Paoline di Milano presentano:
ATTRAVERSO IL SENSO DI COLPA. PER UNA TERAPIA DELL’ANIMA
(di Paolo Ferliga, Edizioni San Paolo, 2010)
Mercoledì 28 aprile 2010 - ore 18.00
presso lo Spazio Lamm (accanto alla Libreria Paoline)
Via F. Albani, 21 - Milano
Interverrà Claudio Risé
Sarà presente l’Autore
Paolo Ferliga.
Per ulteriori informazioni visita www.paoloferliga.it
Bimbi obesi, la cura si chiama affetto
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 aprile 2010, www.ilmattino.it
Uno dei segni più chiari dell’amore per i bambini è l’attenzione dei genitori a che mangino cose buone, che non fanno male, ed in quantità equilibrata, né poco né troppo. Da questo punto di vista (e da altri), non sembra che l’Occidente ami davvero i suoi figli.
Dovunque infatti, in Europa e Nord America una buona percentuale di loro è soprappeso, quando non obesa, perché mangia troppo, e male. Un’abitudine che rischia di ridurre di molto (circa il 30%), il loro potenziale di vita.
In Italia, un quarto degli allievi di terza elementare è sovrappeso, e più della metà di questi sono obesi.
Nell’insieme della popolazione infantile, uno su tre ha problemi derivanti da alimentazione eccessiva, e di cattiva qualità.
Come mai i bambini sono così voraci, e scelgono così male i loro cibi? E perché noi non li aiutiamo a mangiare meglio? (more…)
Lavorare tutta la vita, godendosela
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 12 aprile 2010, www.ilmattino.it
Tra le industrie in pieno sviluppo, c’è quella della seconda metà della vita: come prepararvisi, cosa farne, come organizzarla. In poco più di mezzo secolo, questo periodo dell’esistenza, è diventato, da geniale intuizione dello psicologo Carl Gustav Jung (il primo che l’ha nettamente distinto dal resto della vita), un fenomeno economico, sociale, mediatico.
Comincia a circa 35 anni, e va avanti fino alla fine, cioè (con le attuali aspettative di vita), ben più del doppio della prima. Jung la «scoperse», notando che i pazienti da quell’età in poi sviluppano problemi diversi da quelli dei ventenni. Mentre i giovani sono proiettati verso l’esterno (la carriera, la coppia, la casa, il successo, lo status sociale), dai trentacinque anni (circa) in poi la psiche presenta, in modi diversi per ognuno, una domanda di senso dell’esistenza, che pone problemi, e inquietudini diverse. (more…)
Territorio e comunità tornano di moda
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 6 aprile 2010, www.ilmattino.it
Con sorpresa di molti, due antiche parole stanno tornando di moda nella politica, cultura, economia, e nella vita della società. Sono: territorio e comunità. Banche e partiti vengono apprezzati se mantengono rapporti col territorio, e nella società si sviluppano molteplici comunità, da quelle internettistiche, a quelle culturali, religiose e perfino culinarie. Eppure solo dieci anni fa, queste due parole erano considerate tabù, retaggio di un passato cancellato dalla globalizzazione.
Oggi gli istituti di credito legati al territorio sono quelli più solidi, i partiti con radicamenti locali guadagnano voti, i cibi tradizionali sono quelli più apprezzati e la rete che li appoggia e promuove, quella dello slow food, rappresenta una delle iniziative economiche e culturali di maggior successo, non solo in Italia, ma in tutta Europa.
La fine delle storie locali che molti prevedevano per il mondo ormai globalizzato non c’è stata. Anzi è accaduto esattamente il contrario. (more…)
Psiche e societàApril 4, 2010 4:50 pm
Zygmunt Bauman: l’individuo tra comunità e solitudine
Alcune tardive traduzioni, assieme alla pubblicazione di lavori recentissimi, presentano ormai ampiamente in Italia Zygmunt Bauman, uno dei più interessanti osservatori contemporanei della società postmoderna, e delle sue patologie. Bauman, i cui lavori sulla globalizzazione non sembrano purtroppo familiarissimi agli italici Social Forum, restii a studiare i temi in nome dei quali chiedono la parola, è un pensatore drammatico.
Egli rappresenta bene l’impasse in cui si trova gran parte del pensiero di formazione marxista, quando studia la società postmoderna. E’ visibile la perturbante nostalgia di un nemico, che ora non ha più bisogno della tua subalternità. E quindi della tua alleanza. (more…)
Serge Latouche: l’economia che ammala
(di Claudio Risé, da Fondazione Liberal , n. 8, gennaio 2002, Fondazione Liberal, www.liberalfondazione.it)
C’è una relazione tra il nostro pensiero economico e il malessere psichico? Qualsiasi coscienzioso operatore della psiche si pone un giorno o l’altro questa domanda, perché coscienza e inconscio denunciano in continuazione la sproporzione tra le preoccupazioni legate ai meccanismi economici, e quelle affettive e istintuali nella vita dell’individuo, e le nevrosi che da questo squilibrio insorgono.
E’ sempre più raro infatti il caso di malesseri prodotti da divieti simbolici (come il complesso di Edipo, su cui si regge gran parte della psicoanalisi classica). Mentre invece sono sempre più frequenti le nevrosi prodotte da dispositivi o orientamenti economici (ad esempio: consuma quanto è socialmente richiesto, e guadagna di conseguenza), a detrimento dei bisogni e desideri affettivi, e/o istintuali.
Curiosamente però, l’approfondimento di questo squilibrio, e delle sue ragioni, è pressoché assente dalla riflessione psicologica, apparentemente impegnata nella costruzione di una babelica nosografia e tipologia del malessere, quasi che il nominarne accuratemente le manifestazioni equivalga a curarlo, o farlo sparire. (more…)
Come imparare dai fallimenti
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 29 marzo 2010, www.ilmattino.it
Nei giorni verso Pasqua, in tempi più attenti all’interiorità, ci si dedicava a meditazioni e riflessioni particolari. La più praticata aveva il suo apice nel venerdì santo, e riguardava il fallimento.
Oggi perdere, fallire, è considerato solo un errore. Siamo una società (e una cultura), acquisitiva, convinta che tutto avvenga attraverso nuove conquiste e mai per perdite, sconfitte.
Eppure la personalità, gli Stati, ed ogni organismo, crescono anche con gli sbagli e i fallimenti.
Il più clamoroso dei quali viene appunto celebrato nel venerdì di Pasqua. (more…)
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Cosa c’è dietro alle sette
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 marzo 2010, www.ilmattino.it
Quante sono in Italia le persone in stato di schiavitù psicologica?
Qualche dato è emerso pochi giorni fa, quando l’Immortale, capo della setta R. E. Maya, è stato accusato di promettere di cambiare il karma delle persone in cambio di denaro, e attraverso rapporti sessuali con madri e figlie, ancora bambine. Un milione e mezzo l’anno sono le vittime di abusi e malversazioni, secondo i dati dell’Associazione familiari vittime delle sette (Favis), e il Centro Studi Nuove Religioni (Cesnur).
Il numero delle persone la cui vita è però alterata e condizionata da sette e gruppi a sfondo magico è più elevato. Ben dieci milioni di italiani danno un grande spazio nella propria vita a guru e indovini, dal sapere bizzarro e distaccato da qualsiasi tradizione religiosa, o esoterica. (more…)
Il papà è indispensabile alla crescita dei figli
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 marzo 2010, www.ilmattino.it
Fra poco, a San Giuseppe, si festeggerà la «Festa del papà». Le maestre, che constatano quotidianamente i guai prodotti nei figli dall’assenza del padre, di rado si azzardano a proporre pensierini o lavori sul tema, per non allargare la ferita di chi il papà non ce l’ha. Le mamme, quando tutto funziona in famiglia (ma è raro), a volte un po’ di festa la preparano, se riescono a farcela stare tra lavoro, cura dei figli, casa. Ma, festa a parte, che succede oggi a padre e paternità? Sono in molti a celebrare la prossima estinzione del padre.
È di pochi giorni fa la notizia che alla Clinica Mangiagalli di Milano, punto di osservazione significativo delle tendenze nelle nascite e nelle relazioni familiari, l’otto per cento dei neonati risulta senza papà, il quale non viene dichiarato in alcun modo. (more…)
L’effetto degli scandali nella psiche individuale e collettiva
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 marzo 2010, www.ilmattino.it
Che effetto ha sulla psiche individuale e collettiva l’enfasi data dai media alle storie di corruzione, e agli usi e costumi dei corrotti o supposti tali?
A giudicare da sogni e vissuti riferiti in psicoterapia parrebbe che trascrizioni di conversazioni senza scrupoli, ricostruzioni dettagliate di abitudini perverse e illegali generino soprattutto un vissuto depressivo. Le persone si sentono come accerchiate dal male, ed hanno l’impressione che non ci sia nulla da fare per cambiare la situazione.
Questa sensazione è generata sia dal ripetersi incessante di questo tipo di episodi, sia dal fatto che finora la maggior parte delle persone presentate inizialmente come colpevoli è stata poi assolta nei diversi livelli di giudizio. Ciò crea spaesamento e depressione un po’ in tutti. Sia in coloro che ritengono gli indiziati colpevoli, e dunque pensano che i giudici che li mandano assolti non rispettino la verità. Sia in chi crede invece al verdetto di innocenza (che spesso si aspetta fin dall’inizio della vicenda), e trae dall’accaduto il senso di una grande ingiustizia verso chi era stato accusato a torto, e verso il pubblico, indotto in ogni modo a credere nella colpevolezza. (more…)
Basta dark, ai giovani torna il sorriso
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 marzo 2010, www.ilmattino.it
Tutto va di male in peggio? Così parrebbe. Ma ci sono anche segni diversi. Soprattutto tra i più giovani, nelle loro tendenze e le loro mode.
Sembra che tra i giovanissimi si cominci ad averne abbastanza con l’autodistruzione e il cinismo. Diversi fenomeni paiono rivalutare le emozioni e il cuore rispetto al pensiero freddo e ideologico, il sorriso e l’umorismo invece della mistica del funereo, il colore invece del nero, l’attenzione al sacro piuttosto che il disprezzo verso di esso.
Un esempio significativo: il gruppo dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni è l’unico in cui nell’ultimo anno è diminuito l’incremento dell’uso di sostanze stupefacenti, dalla cannabis alla cocaina. Se si considera che è proprio quella l’età in cui l’inizio dell’abitudine allo spinello fa i danni più gravi al sistema nervoso e al cervello, col rischio di successive malattie come psicosi e schizofrenia, questi segni di cambiamento fra i ragazzi fanno pensare ad una reazione istintiva di autoconservazione. Tanto più che fanno tutto da soli: l’Italia è l’unico Paese in cui non si sono svolte grandi campagne pubbliche contro questa sostanza, malgrado gli allarmi di scienziati ed epidemiologi. (more…)
Sessualità a rischio nella coppia
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 22 febbraio 2010, www.ilmattino.it
L’amore nella coppia è in difficoltà. Secondo una società inglese specializzata in sondaggi comportamentali il 27 per cento degli uomini a letto ricorre a scuse diverse per evitare l’incontro sessuale proposto più o meno esplicitamente dalla compagna. La percentuale delle “astensioni con menzogna” scende invece tra le donne al 18 per cento. Abbastanza per mettere in forse l’immagine dei maschi come ossessionati dal sesso, e delle donne come perennemente in fuga. Ma non è tutto qui.
La situazione delle coppie conviventi, a quanto risulta in psicoterapia, è peggiore, perché moltissime donne non hanno neppure l’opportunità di mostrare i propri desideri. Il compagno, infatti, le prende (per così dire) per sonno, piazzandosi davanti alla TV (dove a volte si addormenta) e affacciandosi poi alla camera da letto solo quando lei sta già dormendo. (more…)
Carnevale, o movida. Come divertirsi meglio
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 15 febbraio 2010, www.ilmattino.it
Meglio un lungo carnevale, anche sfrenato, o una “movida” che continua ambigua e inquietante tutto l’anno, svegliando (e progressivamente svuotando) interi quartieri delle città, spingendo i consumi di stupefacenti per sostenerne i ritmi, rovesciando infine i suoi stremati protagonisti nei presidi psichiatrici o negli studi di psicoterapia? Questi giorni di Carnevale sono forse il momento giusto per chiedercelo. Tanto più che la “movida” come stile di divertimento sembra in crisi.
Del resto anche la Spagna, dove è nato questo modo di divertirsi, è in difficoltà. Forse l’eccitazione no-stop della movida, comprensibile come reazione alla lunga quaresima del governo di Franco, non può, appunto, continuare sempre. (more…)
I ragazzi violenti e i genitori condannati
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 8 febbraio 2010, www.ilmattino.it
Punire i genitori per ammonire i ragazzini violenti. È questa la strategia di diversi Tribunali civili, di fronte alle richieste di risarcimento provenienti dai molti danneggiati da minorenni fuori controllo.
Qualche giorno fa, ad esempio, il Tribunale di Milano ha condannato i genitori di cinque adolescenti che avevano ripetutamente abusato di una compagna più piccola a versarle quasi 450mila euro di risarcimento. La sentenza è stata lodata. Ma i genitori sono davvero i colpevoli?
Al centro della sentenza milanese c’è, sembra, il fatto che questi genitori non abbiano fornito ai loro figli un’adeguata educazione ai sentimenti. È importante: l’educazione sentimentale è centrale nello sviluppo e formazione della personalità. Se non le si insegna a riconoscere e rispettare i sentimenti, propri e degli altri, la personalità diventa sorda, spesso violenta. E la coscienza non riesce a dirigere in modo equilibrato il mondo emotivo ed affettivo. (more…)
Nuove trasgressioni, vecchie schiavitù
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 1 febbraio 2010, www.ilmattino.it
Le sentenze della Corte di Cassazione italiana sono spesso ritenute strane, fuori del tempo, oppure troppo avveniriste. Una fra le più recenti però, la condanna per estorsione di un uomo che minacciava di rivelare alla madre dell’amante la loro relazione segreta, potrebbe frenare il crescente tentativo di coartare la libertà personale, rendendo pubblici rapporti clandestini. Un fenomeno in crescita, che sta mettendo a dura prova l’equilibrio di molte persone e molti nuclei familiari.
Le vittime appartengono ad ogni categoria: mogli e mariti infedeli, figli e figlie trasgressive, dipendenti minacciati di smascheramento di fronte agli imprenditori, e capi d’impresa la cui reputazione vacillerebbe dopo le rivelazioni. (more…)
Andare a scuola dal lavoro
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 25 gennaio 2010, www.ilmattino.it
Il lavoro potrebbe essere “promosso” anche in Italia, repubblica che - dice la Costituzione - sul lavoro è fondata. Gli sarà (forse) riconosciuta quella funzione formativa della personalità che altri paesi europei (come Germania, Svizzera, Austria), al lavoro attribuiscono da tempo, considerandolo un’integrazione dello studio, non qualcosa di diverso, od opposto. Si discuterà, infatti, in Parlamento, in questi giorni, se aprire all’apprendistato l’ultimo anno di scuola dell’obbligo.
Abbiamo qui già descritto il disagio dei ragazzi, a volte respinti da una scuola percepita come astratta senza però poter accedere con dignità ad esperienze formative nel lavoro, finora loro vietate. È così cresciuto un esercito fantasma di 130 mila ragazzi fra i 14 e 16 anni, che non studiano e non lavorano. Giovani esposti dunque ad ogni rischio: dalla depressione, alla droga, alla microcriminalità, allo sfruttamento puro e semplice; come le cronache mostrano. (more…)
Cacciare i figli di casa per fare il loro bene
Claudio Risé, da “Il Giornale”, 23 gennaio 2010, www.ilgiornale.it
Caro direttore Feltri,
eh no, adesso esageri. Pretendere l’intoccabilità per i tuoi «adorabili» bamboccioni è troppo. E farlo pochi giorni dopo la sentenza bergamasca che obbliga un disgraziato padre sessantenne a mantenere sine die la figlia trentaduenne, fuori corso da 8, perché non ha ancora trovato nel mondo il lavoro che merita, è quasi una provocazione. Non voglio certo propinarti le solite filippiche contro la famiglia «bizzarria italiana», in cui si sono specializzati molti quasi giovani cattedratici carichi di glorie.
La famiglia italiana, che tu descrivi con affetto e tenerezza, è un inimitabile prodotto del genio italico, come la commedia dell’arte o la pizza.
È anche (come sottolinea in ogni rapporto del Censis Giuseppe De Rita, una delle migliori teste pensanti di questo Paese), una straordinaria risorsa economica. Come si è visto nella crisi: quando le aziende stringono la borsa, le famiglie italiane, con la loro liberalità informale ma di sostanza, la allargano un po’, e consentono a tutti di arrivare fuori dal tunnel. (more…)
Single e bamboccioni: in crisi è la relazione tra uomini e donne
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 18 gennaio 2010, www.ilmattino.it
In qualche città italiana, cominciando da Milano, il numero delle persone che vivono da sole, i cosiddetti single, ha ormai superato quello di chi vive in coppia, o in famiglia. In Italia, oltre un quarto delle famiglie è costituita da una sola persona. Sarebbe però affrettato spiegarlo solo con la «crisi della famiglia».
Questo fenomeno, che forse si avvia a riprodurre in Italia lo scenario di città come New York, Chicago, Boston, rappresenta tendenze assai diverse tra loro. Nell’aumento dei single compaiono varie tipologie.
Dagli immigrati regolari, che inizialmente si registrano per solito come singoli, alle donne, che vivono più a lungo e si ritrovano spesso sole dopo lunghe convivenze familiari, ad altri e diversi fenomeni. (more…)
Maternità e lavoro
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 11 gennaio 2010, www.ilmattino.it
Le mamme, soprattutto giovani e lavoratrici, sono in difficoltà. Medici, psicologi, presìdi sanitari, strutture educative sono bersagliati da segni di smarrimento di fronte a problemi spesso banali: la difficoltà del bimbo a lasciare il pannolino, o ad accettare l’asilo.
Mal di pancia passeggeri o raffreddori qualsiasi diventano fonte di panico. Il principale imputato è il lavoro: le donne fanno fatica a coniugare professione e maternità, anche perché i padri le aiutano poco.
Che maschi, strutture pubbliche e aziende, siano inadeguati ai bisogni materni, è indiscutibile. La maggior parte d’Italia ha una tradizione di lavoro femminile più breve e fragile di quella di altri paesi europei, e questo ritardo lascia sulle donne pesi che non ci sono nei nostri confinanti: Francia, Svizzera, Germania. Ascoltando le madri però, e guardando a come media e strutture specializzate affrontano il problema, ci si accorge che il problema più profondo è un altro. (more…)
Capitalismo, recessione e criminalità
Claudio Risé, da “Il Giornale”, 9 gennaio 2010, www.ilgiornale.it
Con la recessione aumentano (negli Stati Uniti e altrove) poveri e disoccupati, ma crollano i crimini. Con grandissimo stupore di criminologi e sociologi che fin dai primi licenziamenti del 2008 avevano previsto il contrario. In realtà, negli Usa, con più di 7 milioni di posti di lavoro persi, il livello di criminalità è arrivato al punto più basso da cinquant’anni.
Il Wall Street Journal ha dedicato all’evento una pagina, decretando la morte di una delle teorie sociologiche più diffuse, che spiega come la causa della criminalità siano l’ineguaglianza dei redditi e la povertà. È accaduto invece che ineguaglianze e livelli di povertà sono aumentati, e i crimini diminuiti. Come mai? (more…)
La spinta al miglioramento di sé
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 4 gennaio 2010, www.ilmattino.it
È giusto fare buoni propositi all’inizio dell’anno? Opinionisti affermati e psicologi ironici sconsigliano di farlo. Tanto, poi, non li seguiremmo, e l’amarezza della frustrazione farebbe più danni della cattiva abitudine. Reso il dovuto omaggio all’ironia, non credo che questo sia un buon consiglio.
Simone Weil ricordava che l’educazione ci chiede di dare (darci) degli obiettivi ideali. Non averli, oltretutto, è anche deprimente, come bene illustrato dall’attuale condizione giovanile.
Educarsi e rieducarsi, combattendo le abitudini dannose accumulate, fu sempre una delle principali passioni umane, in ogni cultura. Anche perché migliorare noi stessi, le nostre giornate, le nostre abitudini, è comunque più facile (dunque più gratificante) che cambiare le tendenze degli altri. (more…)
Feste, e famiglia
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 28 dicembre 2009, www.ilmattino.it
Il periodo di festa dal Natale all’Epifania è un caposaldo (con qualche crepa) della famiglia italiana. È in famiglia che si svolge gran parte di questi incontri, trasmettendo un evidente calore affettivo a tutte le persone coinvolte. D’altra parte (conferma l’esperienza terapeutica), sono giorni amari per chi la famiglia non ce l’ha più, o ha con essa un rapporto conflittuale: soprattutto i separati, a cominciare dai padri, nella maggior parte dei casi allontanati dai loro figli.
Naturalmente non tutto fila liscio. Come sempre quando l’affettività è in gioco, non mancano (ad esempio) le liti, e neppure la noia, o l’insofferenza per l’invasività degli altri. Tanto meno è semplice, in un modello culturale dove ognuno bada sempre più ai propri interessi, prestare attenzione ai bisogni degli altri, soprattutto i più deboli: i piccoli, i vecchi, i malati. Tuttavia, più o meno bene e sempre con qualche fatica, si riesce a farlo, e questo «dono di sé agli altri», cambia il tono dell’umore. (more…)
Buon Natale
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 dicembre 2009, www.ilmattino.it
È una settimana di festa. Ma quale festa? Professionisti e aziende mandano evasivi biglietti d’auguri «per le prossime feste», spesso in inglese. Il timore di essere politicamente scorretti, e ferire chi viene da altre tradizioni, spinge un po’ tutti a stare nel vago. Qualche maestra zelante prepara i bambini delle elementari alla «festa della luce», nota secoli fa nelle culture nordiche. Ma qualcuno ci guadagna davvero a far sparire il Natale, se non come brand per acquisti e consumi? Non lo credo, e per diverse ragioni.
Innanzitutto perché una vera apertura multiculturale non consiste nella cancellazione delle tradizioni, ma nella loro conoscenza e valorizzazione. Gli Stati Uniti hanno fatto davvero pace con gli indiani, e avviato un’autentica amicizia con loro (e quindi con la propria storia), quando hanno cominciato a studiare le loro tradizioni, a frequentare e capire i loro riti, a conoscere le loro immagini. Narrate comunque dalla terra, i boschi, le acque d’America, anche se i bianchi non volevano ascoltare.
Chi arriva deve sempre imparare a conoscere e onorare ciò che la psicologia del profondo chiama il «genius loci», lo spirito del luogo, altrimenti non si integrerà mai veramente, e la storia procederà per conflitti e sopraffazioni. (more…)
Il corpo e la psiche dei giovani
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 14 dicembre 2009, www.ilmattino.it
È opportuno che i governi intervengano impedendo o sollecitando nei giovani minori decisioni importanti per il loro corpo e la loro psiche? Due casi attuali. Da una parte il disegno di legge che in Italia vieterà alle minorenni le protesi al seno per fini estetici. Dall’altro la forte pressione in altri Paesi fatta fin dall’età scolare sugli allievi per informarli dei diversi orientamenti sessuali, e spingerli a fare outing nel caso si ritengano gay. In Italia, la Regione Toscana ha votato già anni fa una legge per spingere ed agevolare questa decisione.
Ora in Svizzera, nel Canton Ticino, è in atto un acceso dibattito sull’introduzione nelle scuole di materiale didattico dedicato all’opportunità del dichiararsi gay per allievi che riconoscano in sé questo orientamento.
Alcuni giornali mi hanno chiesto cosa ne penso e vorrei rispondere su queste colonne. (more…)